| L'ANTICA TENTAZIONE : DIVENTARE COME DIO |
Dopo aver esaminato in linea generale quali possono essere alcune delle motivazioni che spingono le persone ad aderire a sette o Nuovi Movimenti Religiosi (d'ora in poi NMR), vediamo ora di iniziare un esame di quali meccanismi psicologici si verificano, talvolta, al loro interno.
Ci serviremo soprattutto del contributo di Steven Hassan, esperto in consulenza in questo campo, e di Margaret Singer, psichiatra, che studia da diversi anni questo fenomeno. Prima di iniziare il nostro esame vogliamo precisare che quello che diremo non può e non deve essere generalizzato a tutti i gruppi e NMR. Si tratta di meccanismi di condizionamento che, a nostro avviso, si verificano realmente in alcuni di essi, ma sempre in misura ed intensità diverse da caso a caso. Inoltre, è indispensabile (per comprendere l'impatto di queste forme di "controllo mentale" sulla persona) tener presente le differenze individuali che rendono alcune persone molto più vulnerabili di altre.
Se è vero che qualsiasi ambiente esercita un certo condizionamento sullindividuo, è anche vero che tale condizionamento assume caratteristiche particolari allinterno dei NMR. Da alcuni studiosi esso è stato definito "lavaggio del cervello", in seguito "riforma del pensiero" oppure "controllo mentale". Noi scegliamo di utilizzare questultima espressione perchè ci sembra abbastanza esemplificativa, anche se presenta, come tutte le metafore, dei limiti.
Per definire cosa sia il "controllo mentale" possiamo paragonarlo ad un insieme di metodi utilizzati nel gruppo al fine di eliminare le credenze e i valori che la persona aveva prima di aderire al NMR, per sostituirli con altre credenze e valori, quelli del gruppo stesso e del suo leader.
Qualcuno potrebbe obiettare che questo avviene anche nella comune "conversione", nella quale la persona decide di cambiare la sua vita e di abbracciare i valori e la fede del suo nuovo credo. Ma le cose purtroppo non stanno così. In certi NMR, infatti, il processo di cambiamento non è effettuato nel rispetto della libertà di scelta dellindividuo, ma vengono usate tecniche di persuasione tali da non lasciare più spazio alla libera critica personale . Questo processo è stato chiamato da alcuni studiosi "persuasione coercitiva".
Facciamo un esempio : una persona che decida di convertirsi, diventare cristiano cattolico e di intraprendere la strada della consacrazione vivendo il resto della sua vita in un monastero, prima di prendere la decisione definitiva dovrà fare un certo cammino di formazione durante il quale apprenderà non solo la dottrina cattolica ma anche gli elementi di spiritualità necessari per comprendere quella che sarà la sua futura esistenza nel monastero. In questo periodo preparatorio non gli verrà nascosto nulla nè della dottrina nè della regola che dovrà osservare a seconda dellordine religioso scelto. Inoltre, una volta presa la decisione, dovrà fare un periodo di "prova", il noviziato, al termine del quale potrà prendere i voti oppure rinunciarvi. Nel momento della scelta definitiva nessuno farà su di lui o lei pressioni di alcun genere o, peggio, utilizzerà la tecnica del ricatto per evitare che esca dal convento.
Questo esempio può aiutare a comprendere cosa invece accade a chi si avvicina e aderisce ad una setta e cosa sia la "persuasione coercitiva" di cui parlavamo sopra: un modo di persuadere, convincere gli altri usando modi inaccettabili moralmente e senza rispetto per la libertà di scelta individuale.
Ci sono, infatti, molti modi diversi per condizionare gli individui e non esiste individuo sulla faccia della terra che non sia condizionato in qualche modo dalla società, dalla famiglia, dalla scuola, dagli amici ecc. Quello che i genitori fanno con i loro figli attraverso luso dei premi e delle punizioni è proprio cercare di condizionarli, meglio, di educarli al bene correggendo i comportamenti negativi. Se questo compito educativo è portato avanti in modo equilibrato e rispettoso, il processo avrà come effetto la formazione di un individuo adattato alla società in cui vive, responsabile ed anche fondamentalmente creativo e libero nelle sue scelte. Un elemento di enorme importanza in questo processo educativo è il fatto che esso avvenga in un clima di amore e accettazione: il bambino deve sentire che, anche quando sbaglia, nonostante la punizione o il rimprovero, i suoi genitori lo amano ugualmente, certi delle sue possibilità di cambiamento.
Se invece le tecniche di condizionamento vengono utilizzate in un gruppo senza questo quadro di riferimento emotivo positivo, esse possono risultare nocive per la persona, anche se non si tratta di bambini, ma di adulti. La persona potrebbe essere danneggiata dal punto di vista emotivo, affettivo, cognitivo ecc.
Ma come avviene il cosiddetto "controllo mentale"? Attraverso una serie di attività proprie di questi gruppi che mirano a controllare tutta la vita delladepto.
Steven Hassan ha delineato, sulla scia di altri autori, quattro tipi di controllo che le sette esercitano sui loro adepti. Essi sono :
Controllo del comportamento,
Controllo delle informazioni,
Controllo del pensiero,
Controllo emotivo.
Esaminiamo ora il primo tipo di controllo : Controllo del comportamento. Si intende con esso il fatto che la setta dirige tutta la vita della persona che ne fa parte.
Come viene esercitato? Innanzitutto attraverso il controllo sul tempo. Questo vuol dire che ladepto non può disporre del suo tempo come vuole, ma che è obbligato a svolgere le attività prestabilite dal suo gruppo e, quanto maggior tempo dedica ad esse, tanto maggior peso acquisisce allinterno della organizzazione. Anche il tempo rimanente deve essere occupato a pensare al gruppo e a studiare la sua dottrina in modo che la mente sia impegnata il più possibile in questi "apprendimenti" lasciando da parte tutto il resto. In molti gruppi le persone sono obbligate a fare proselitismo per un certo numero di ore al giorno e devono rendere conto ai "superiori" del tempo che hanno messo a disposizione. E il caso, per esempio, dei Mormoni, i quali (come si legge nel "Prontuario del Missionario" a pag. 19) devono dedicare al proselitismo e allo studio della dottrina mormone circa 11 ore al giorno. Si può immaginare quanto tutto questo comporti disagio e sofferenza per i familiari che non aderiscono alla setta perchè si vedono obiettivamente trascurati dai loro cari che vengono meno anche ai doveri coniugali e parentali. Ci sono purtroppo stati anche casi di separazioni e divorzi legati a queste difficoltà di relazione tra coniugi dopo che uno dei due era entrato a far parte di uno di questi movimenti.
Oltre a questo, vengono controllati anche il modo di mangiare (regole alimentari più o meno rigide, periodi di digiuno stabiliti ecc.), il tempo dedicato al sonno e al riposo, il modo di vestire, il lavoro da svolgere. A questo proposito è bene sapere che prima o poi potrebbe essere richiesto alladepto di rinunciare al proprio lavoro per dedicarsi completamente al gruppo : è quello che è accaduto, per esempio, ad un certo numero di Testimoni di Geova. Alcuni di essi testimoniano che, all'approssimarsi del 1975, data fissata dalla Società Torre di Guardia per la fine del mondo, molti lasciarono il lavoro, perchè era stato loro detto che non sarebbe più servito avere un lavoro. Piuttosto bisognava lasciare tutte le altre attività e gettarsi a capofitto nellopera di proselitismo di porta in porta ... Così molti altri aderirono all"invito" dei superiori, alcuni vendettero le loro proprietà e altri giovani lasciarono la scuola. E immaginabile lamarezza per aver perduto tutto una volta passata la data stabilita ed essersi ritrovati con il nulla tra le mani.
Anche la vita sessuale e leducazione dei figli spesso non sfuggono al controllo. Riguardo alla prima accade che il gruppo o il leader intervenga addirittura sulla opportunità o meno di concepire figli, e, riguardo alla educazione di questi ultimi, essa deve essere rigorosamente aderente alla dottrina del gruppo. Si apre a questo punto il capitolo dolorosissimo degli abusi sui bambini perpetuati allinterno di certi gruppi che provocano danni spesso irreversibili nella psiche in formazione e sui quali non si riflette abbastanza. Accenniamo solo a questo enorme problema poichè non possiamo in questo momento approfondirlo. Riflettiamo però sul fatto che gli abusi sui bambini non sono solo di tipo fisico, ci sono anche maltrattamenti psicologici effettuati su persone indifese con il pretesto di dare una "educazione religiosa". I danni ricevuti da questi minori si vedono nella loro vita relazionale quando vengono inseriti nelle scuole pubbliche dove soffrono termendi sensi di colpa se vengono coinvolti in attività che i loro coetanei svolgono quotidianamente, che non hanno nulla di "diabolico", ma che per loro sono peccati gravissimi.
Il controllo del comportamento si attua anche grazie alluso dei premi e delle punizioni che vengono distribuite dai capi a seconda del fatto che ladepto si comporti "bene o male". Bene o male vuol dire: conformemente alla dottrina del gruppo e agli ordini del leader oppure no. Essere premiato potrebbe voler dire avere un posto di maggiore prestigio nella setta, essere lodato dal leader in persona, passare ad un livello superiore di "consapevolezza", diventare direttore di un certo settore di attività ecc. Essere punito vuol dire sostanzialmente essere privato del sostegno del gruppo e dellaffetto degli altri, essere isolato e considerato "impuro", "indemoniato", "inquinato", "soppressivo". La cosa che più induce a riflettere è che, nel caso che stiamo esaminando, cioè quando il gruppo è diventato molto importante per la persona e suo unico punto di riferimento, queste punizioni lasciano il segno. Essa si sente rifiutata e questo vuol dire che ne risente a livello psicologico. In quel momento anche ladulto è simile al bambino che, scacciato duramente e violentemente dai genitori, che gli tolgono tutto laffetto, non sa più chi sia, dove sia il suo posto, quale direzione prendere. Ora, tutto questo non lascia indifferenti, anche se limpatto delle punizioni sui singoli è diverso da persona a persona.
Ma, chiediamoci: perchè questa punizione così terribile? Non perchè ladepto si sia reso colpevole di delitti indicibili, ma solo perchè non si conforma del tutto agli ordini e alla dottrina. Siamo testimoni del fatto che queste "punizioni" alcune volte vengono date SOLO perchè un componente della setta ha fatto troppe domande alle quali i capi non vogliono rispondere, o perchè si è dolorosamente rifiutato di obbedire ad un ordine assurdo (come, per esempio, quello di vietare ai medici di fare una trasfusione di sangue al proprio figlio, oppure telefonare ad un parente o leggere un libro "vietato",o parlare con un "nemico" ecc.). Questi ordini e divieti assurdi vengono però dati da chi si ammanta di avere poteri straordinari o rivelazioni soprannaturali e quindi riveste la propria persona dellabito stesso del "divino". Non si tratta, perciò, per chi ci crede veramente, di ordini qualsiasi, ma di ordini "divini". Ed ecco perchè le punizioni assumono anchesse la caratteristiche di "punizioni divine".
E facile capire come, a misura che si riducono le relazioni sociali con persone esterne al gruppo, questultimo diventa sempre più importante per valutare se stessi. In questo modo la persona cambierà sempre di più in funzione delle richieste del gruppo per uniformarsi ad esso, rischiando anche di perdere la sua unicità e la sua individualità, nella convinzione che ciò che gli viene richiesto non venga da un semplice uomo ma da un messaggero di Dio o Dio egli stesso!
Niente di nuovo sotto il sole. Questo accade quando luomo vuole farsi dio dei suoi fratelli ; egli, nella sua limitatezza e nel suo egoismo, sarà portato a sottometterli, specie se deboli.
Nessun uomo può possedere la misericordia e la bontà di Dio che ama i Suoi figli, non viola la "loro" libertà e, soprattutto, non li priva mai del Suo amore, anche quando essi gli sono terribilmente e colpevolmente infedeli.
Attenti dunque a non cadere nella trappola di chi, come i nostri progenitori, cedette alla tentazione : "Dio sa che, quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio ..." (Gn 3,5).
RAFFAELLA DI MARZIO
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