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APOCALITTICI AMERICANI ARRESTATI IN ISRAELE

 


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    Il 3 gennaio, la polizia israeliana ha arrestato otto cittadini statunitensi, assieme a sei minori, a Gerusalemme, appartenenti tutti al gruppo evangelico Concerned Christians. Secondo la polizia, i membri del gruppo "avevano in mente di commettere atti estremi di violenza nelle strade di Gerusalemme nel corso del 1999 per affrettare la seconda venuta di Gesù." Gli arresti sarebbero stati compiuti per "proteggere la società israeliana […] e i membri stessi [del gruppo], che agivano con cieca obbedienza verso il loro capo, il quale si trova all'estero". [1]

    L'operazione è la prima a essere stata compiuta da uno speciale nucleo operativo dedicato al millenarismo militante.

    Concerned Christians è un gruppo fondato da un ex-dirigente del marketing per la Procter & Gamble, Monte Kim Miller, scomparso da Denver lo scorso ottobre assieme a 56 dei suoi seguaci (secondo altre fonti 78), appena prima del 10 ottobre, data profetizzata per un terremoto che avrebbe distrutto la città del Colorado. In un'intervista televisiva due anni prima, Miller, che afferma di essere uno dei "due testimoni" del Libro dell'Apocalisse, aveva dichiarato: "Gesù Cristo è morto in croce e noi abbiamo il dovere di morire. Il Giudizio del Signore è stato sulla Terra per 2.000 anni e il giudizio sta per iniziare." [2]. Miller comunque non era tra gli arrestati e non si sa attualmente dove si trovi.

    Il giorno dopo gli arresti, il Ministero degli Interni israeliano ha rilasciato undici ordini di deportazione.

    Già il 16 ottobre scorso, la Associated Press [3] aveva intervistato sull'argomento la sedicenne Nicolette Weaver, cresciuta nel culto. Miller "è così dominante, che loro farebbero qualunque cosa", disse. "È da tanto tempo che profetizza la fine del mondo. Quando ciò non avverrà, dovrà pur trovare un modo per porre fine al loro mondo.''

    La Weaver descrive il predicatore/fondatore come un grande attore, capace di suscitare emozioni fortissime tra i suoi ascoltatori, che era andato progressivamente off the deep end, o come diremmo noi, aveva perso la testa.

    Il movimento era nato nel contesto delle violente prediche contro il New Age, che nell'immaginario apocalittico statunitense non è altro che il culto di Satana.

Il sogno apocalittico

    È anche possibile che la violenza sognata da Miller sia soltanto quella profetizzata ad Armageddon, delegata quindi ad altri.

    Senza una conoscenza diretta del gruppo, è impossibile dare un giudizio definitivo su quello che ne potrà essere l'esito finale.

    Qualcosa in realtà è successo. Abbiamo assistito alla rovina finanziaria dei diretti interessati e alla distruzione di numerosi legami familiari, un fatto che ci deve far riflettere anche sulle conseguenze molto reali di un'ideologia che, promettendo tutto subito e sottolineando l'assoluta inutilità di ogni cura di sé nella prospettiva di trasformazioni radicali, implica anche l'annientamento dell'individuo di fronte al potere dei capi.

    È utile riflettere sul fatto che tutte le più recenti stragi "settarie" - quella del Tempio Solare, quella di Waco e quella di Heaven's Gate - hanno una matrice apocalittica. La violenza apocalittica è in qualche modo trasversale a vari ambienti, nessuno dei quali pericoloso di per sé: il Tempio Solare nasce come un tipico gruppo del New Age, i Branch Davidians di Waco sono sorti come un tipico gruppo avventista [4], mentre Heaven's Gate fonde il profetismo evangelico con l'ufologia. Insomma, una lettura puramente teologica non è sufficiente; occorre vedere su quali meccanismi psicologici e sociali la teologia opera, anche per evitare poi di accomunare organizzazioni distruttive a organizzazioni innocue ma di idee molto simili.

    Tutta la faccenda dei Concerned Christians risulta largamente incomprensibile in Italia e quindi probabilmente solo grottesca. Ma non lo è affatto nel contesto statunitense. Come afferma ad esempio Damian Thompson [5], gli Stati Uniti sono nati proprio da un sogno apocalittico, quello della "Nuova Gerusalemme". Il fascino del millenarismo sta nella sua profonda ambiguità: perché questo mondo, che non accetta la volontà di Dio, conosca la più perfetta delle paci, occorre che venga gettato prima nella più terribile delle guerre. Le due polarità - la costruzione del Regno di Dio sulla terra e la distruzione del Regno di Satana - convivono in perenne tensione, sfociando tanto nel Manifest Destiny della "Nazione sotto Dio" quanto nel rigetto violento del "mondo satanico." Questa doppia categoria supera i confini di singole religioni e arriva a ispirare persino i discorsi presidenziali. Anche il New Age statunitense è in larga misura apocalittico, mentre gli ufologi si affannano a dimostrare che i dischi volanti sono stati previsti da Giovanni a Patmo. In questo contesto, possiamo capire la natura tutt'altro che lineare del conflitto tra un certo mondo evangelico e il mondo New Age e/o ufologico. La stessa eccitata ricerca dei "segni", la speranza in una radicale trasformazione, persino le stesse citazioni bibliche caratterizzano spesso entrambi, e molti elementi fondamentali della cultura evangelica trasbordano in questi ambienti che gli evangelici definiscono "satanici."

    La Tribulation, il periodo di spaventosa distruzione che ci attende "tra poco", porta poi all'istituzione del Regno, di cui il fondamentalismo statunitense tende a dare una lettura molto materiale. Il governo con "verghe d'acciaio" del Re Gesù e/o Davide risorto avrà una natura decisamente politica. Ma se sarà un Regno politico, possiamo capire come sia possibile in qualche modo forzarne l'avvento, attraverso azioni pratiche e se necessario anche violente.

    La executive prayer, la "preghiera che fa eseguire le cose," diventa uno strumento magico di potere piuttosto che una comunicazione con Dio; mentre il punto di leva per smuovere i mondi diventa la Terra Santa. I suoi concreti conflitti politici vengono riletti come la guerra degli Eletti di Dio per sterminare gli Amaleciti, i discendenti "eternamente dannati" di Esaù. I cristiani vengono quindi invitati a partecipare direttamente, con pressioni politiche e mezzi economici, a questa lotta.

    Il meccanismo apocalittico viene calato nella storia contemporanea. Una precisa successione di fatti condurrà al massacro ultimo di Armageddon; ma poiché si tratta di fatti concreti, perché non accelerarli (o come dice lo slogan, "Be a part of prophecy!", fa' parte tu stesso della profezia)?

    Non ci è dato sapere quale fosse il preciso obiettivo della violenza dei Concerned Christians, ma la polizia israeliana ha probabilmente indovinato ipotizzando che avesse a che vedere con la "Spianata delle Moschee", il luogo dove i fondamentalisti ebrei attualmente intendono costruire il Terzo Tempio ebraico, con la reintroduzione dei sacrifici animali e della casta sacerdotale. Ma nella successione cronologica del fondamentalismo protestante, la costruzione del Terzo Tempio è necessaria perché è l'unico posto in cui l'Anticristo potrà essere adorato. Ne consegue un risultato paradossale: un intenso lavorio a fianco dell'estremismo religioso ebraico affinché si prepari concretamente lo scenario per la "grande bestemmia". Senza intronizzazione dell'Anticristo nel Tempio, non vi potrà essere ritorno di Gesù; occorre allora affrettare l'avvento dello stesso Anticristo. Che nel quadro del pragmatismo americano implica una sorta di strategia della tensione che porti all'abbattimento delle moschee che attualmente occupano il luogo deputato all'adorazione della Bestia.

Conclusioni

    L'episodio dei Concerned Christians può offrire alcuni spunti di riflessione anche per l'acceso dibattito in corso sulle "sette" o i "culti".

    Innanzitutto, perché non si tratta unicamente di una questione giuridica. Dobbiamo evitare il panico a proposito di un gruppo che non sappiamo ancora dove andrà, ma non per questo dobbiamo evitare di considerare il danno già fatto alle persone. Un danno non meno grave solo perché legalmente inoppugnabile.

    Questa notizia poi ci ricorda come sia sempre necessario studiare i comportamenti concreti: in oltre il 99% dei casi, la lettura, anche in chiave apocalittica, della Bibbia non porta a simili esiti. Evitando ogni considerazione su questioni spirituali, per quasi tutti la speranza nel prossimo avvento del Regno offre una speranza e una consolazione, o almeno un sogno di giustizia contro individui malvagi, veri o presunti tali.

    Perché un credo diventi pericoloso, occorre che si associ con una particolare psicopatologia del "capo fondatore" e anche qui è necessario distinguere tra individui carismatici e individui che arrivano e portano alla follia e all'autodistruzione.

    Allo stesso tempo, sarebbe bene superare certi semplicismi dei critici dei culti, che insistono sul rispetto di tutte le idee fino al punto di non cogliere come le idee interagiscono con la vita concreta. Le idee possono giustificare comportamenti di vario genere, possono servire per aggirare le difese delle persone e possono creare il quadro di riferimento delle persone.

    Crediamo infine che vada ammirata la maniera in cui ha saputo agire lo Stato israeliano, togliendo agli adepti del gruppo il palcoscenico su cui avrebbero voluto recitare, ma sapendo distinguere nettamente tra vittime e carnefici e preferendo espulsioni indolori a condanne di qualunque tipo.

                                      MIGUEL MARTINEZ

 


 

NOTE


1. Barbara Demick, "14 Americans held in doomsday scare," Miami Herald, 4.1.99.

2. Lee Hockstader, Washington Post Foreign Service , p. A14, 4.1.99.

3. Robin McDowell, "Doomsday Cult in Denver Vanishes", Associated Press, 16.10.98, ore 1.39.

4. Non vogliamo sostenere che i davidiani siano morti suicidi né negare le indubbie colpe delle forze di sicurezza statunitensi nella strage. È però certo che la battaglia finale in cui i davidiani sono stati coinvolti era la perfetta realizzazione dello psicodramma sognato dal fondatore e non era affatto, come sostiene qualcuno, "un olocausto cristiano."

5. La fine del tempo: attese e paure al compiersi del Millennio, Neri Pozza 1997, tit. or, The End of Time: Faith and Fear in the Shadow of the Millennium, Sinclair-Stevenson, 1996.

 


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