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"BEATI QUELLI CHE, PUR NON AVENDO VISTO, CREDERANNO !"

Tratto da "In Altum" Nuova Serie - N. 68 - Anno 16 - Gennaio-Febbraio 1998


   La frase del Vangelo di Giovanni (Gv 20,29) sarà lo spunto per questa riflessione nella quale vogliamo parlare di un fenomeno molto diffuso oggi, anche tra i cattolici: la ricerca spasmodica di fenomeni soprannaturali, miracoli e rivelazioni. Si assiste spesso, infatti, al nascere improvviso di nuovi veggenti e profeti che si considerano messaggeri di Dio, di Gesù, della Madre di Dio o di qualche Santo. Queste persone, molto spesso in buona fede e anche cattoliche praticanti, purtroppo non sempre riescono a trovare un direttore spirituale che le aiuti a discernere di che genere di fenomeni esse siano protagoniste.
    Poiché la superficialità in questo campo potrebbe causare deviazioni anche gravi dalla ortodossia, pensiamo sia nostro dovere difenderci da questa insidia della quale forse si parla poco, anche dai pulpiti delle nostre Chiese. Ci sembra, invece, più che mai necessaria una catechesi specifica su questo tema, che aiuti i cattolici a discernere, in base all'insegnamento della Chiesa, i fenomeni soprannaturali autentici da quelli che non lo sono, i miracoli veri segni della potenza di Dio da quelli falsi e ingannevoli, le rivelazioni trasmesse da Dio da quelle false o addirittura pericolose.
    Nella Chiesa, fin dalle sue origini, si sono manifestati dei doni particolari dello Spirito Santo: i carismi. Questa parola viene dal greco kharisma, che deriva da kharis (grazia). Indica un dono divino largito a un credente a vantaggio dell'intera comunità. Può indicare anche, in senso più generale, la grazia santificante trasmessa dai sacramenti. Il Catechismo della Chiesa Cattolica a proposito del discernimento dei carismi al n. 801 dice: "...Nessun carisma dispensa dal riferirsi e sottomettersi ai Pastori della Chiesa," ai quali spetta specialmente, non di estinguere lo Spirito, ma di esaminare tutto e ritenere ciò che è buono", affinché tutti i carismi, nella loro diversità e complementarità, cooperino alla "utilità comune" (1Cor 12,7)". Questa indicazione chiara del catechismo obbliga dunque chiunque sia a conoscenza del verificarsi di fenomeni soprannaturali ad avvisare il vescovo della propria diocesi il quale farà ciò che ritiene più opportuno nel caso specifico. Il fatto di divulgare a mezzo stampa, attraverso la radio o la televisione messaggi provenienti da presunti veggenti e profeti è sempre un fatto contrario all'insegnamento della Chiesa a meno che non ci sia una esplicita approvazione da parte del vescovo. Assistiamo, al contrario, al proliferare di libri e giornali di questo tipo, talvolta con prefazioni a cura di sacerdoti cattolici che si dichiarano certi dell'origine soprannaturale di ciò che il libro contiene.
    Spesso, per avvalorare l'ortodossia di simili prese di posizione, si cita una Decisione approvata da Paolo VI il 14 Ottobre 1966 e promulgata il 15 Novembre dello stesso anno in virtù della quale si potrebbero diffondere liberamente nella Chiesa scritti e messaggi provenienti da presunte rivelazioni. In realtà quella decisione si riferiva all’ "Abolizione dell’Indice dei Libri Proibiti", e stabiliva che rimaneva tuttavia sempre l’obbligo morale di non diffondere e leggere quegli scritti che mettono in pericolo la fede e i costumi.
    A titolo esemplificativo, per indicare come queste false rivelazioni spesso siano alquanto difficili da discernere, tanto da confondere anche sacerdoti e Vescovi, citiamo la Notificazione della Congregazione per la Dottrina della Fede del 6 Ottobre 1995 a proposito del caso della signora Vassula Ryden, presunta veggente, la quale aveva diffuso e ancora diffonde in ambienti cattolici di tutto il mondo messaggi attribuiti a presunte rivelazioni celesti. La Congregazione, dopo attento esame degli scritti di questa signora ha affermato che in quelle rivelazioni ci sono aspetti negativi alla luce della dottrina cattolica ed anche errori dottrinali. La Congregazione afferma dunque che le rivelazioni in questione sono solo frutto di meditazioni private e sollecita tutti i vescovi a informare adeguatamente i loro fedeli. In un comunicato stampa successivo alla Notificazione la Congregazione afferma, tra le altre cose, che : " ...per la diffusione di testi di presunte rivelazioni private, rimane valida la norma del Codice vigente, can 823 §1, che dà diritto ai Pastori di "esigere che vengano sottoposti al proprio giudizio prima della pubblicazione gli scritti dei fedeli che toccano la fede o i costumi". Subito dopo il comunicato stampa conclude : " Le presunte rivelazioni soprannaturali e gli scritti che le riguardano sono in prima istanza soggetti al giudizio del Vescovo diocesano e, in casi particolari, a quello della Conferenza episcopale e della Congregazione per la dottrina della fede".
    Se, nel caso appena citato, c'è stato un pronunciamento ufficiale, non sempre questo però è possibile, per l'enorme diffusione di questi fenomeni nell'ambiente cattolico. Altre volte sono necessari tempi lunghi per arrivare ad un giudizio sereno e ponderato per il quale la Chiesa si avvale anche del contributo di esperti e teologi, ma soprattutto della preghiera incessante dei fedeli per ottenere l'assistenza continua dello Spirito Santo in una materia così delicata. Nell'attesa di questo giudizio o nell'incertezza, se ci atteniamo alle indicazioni del catechismo e del Codice di diritto canonico, possiamo essere al sicuro e mettere in guardia i nostri fratelli e sorelle nella fede da possibili deviazioni dalla ortodossia o addirittura da forme di fanatismo pseudomistico causato dalla smania del soprannaturale a tutti i costi.
    Possiamo anche ricordare a noi stessi e agli altri che la nostra fede e la nostra testimonianza non dipendono da fatti miracolosi e straordinari, ma si fondano su una Persona che è Gesù Cristo, Figlio di Dio, il quale ha dato la sua vita per la nostra salvezza ed è Egli stesso modello di vita per ognuno di noi. Non è necessario, perciò, che un veggente ci venga a dire in nome di Dio cosa dobbiamo fare per salvarci. Tutto infatti ci è stato detto nella Sacra Scrittura e, anche se nella storia Dio ha voluto darci dei segni straordinari della sua potenza nei santi, che hanno esercitato le virtù cristiane in modo eroico, non possiamo assolutizzare queste eccezioni, né considerare i fenomeni soprannaturali come eventi indispensabili per la nostra salvezza. E' bene esercitare, in questo caso, la virtù cardinale della prudenza poiché ci sono fenomeni strani che non vengono affatto da Dio, come l'esperienza bimillenaria della Chiesa ci insegna.
    Facciamo, perciò, tesoro delle parole dell'apostolo Giovanni:" Carissimi, non prestate fede a ogni ispirazione, ma mettete alla prova le ispirazioni, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono comparsi nel mondo ... Noi siamo da Dio. Chi conosce Dio ascolta noi; chi non è da Dio non ci ascolta. Da ciò noi distinguiamo lo spirito della verità e lo spirito dell'errore" (1Gv 4,1.6).

 

                                 RAFFAELLA DI MARZIO

 


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