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DAI SOGNI DI OGGI ... AI PROBLEMI DI DOMANI

Fatti, impressioni, incontri, piccoli e grandi "eventi" di un meeting internazionale.


 INTRODUZIONE

   Le ultime due Sessioni del Convegno Cesnur 98 non si sono svolte a Torino, città delle "meraviglie", ma a Damanhur, che significa " Città della Luce", perché dedicata al dio Horus. Più che Città della Luce, tuttavia, io chiamerei Damanhur la "Città dei Sogni".

    Damanhur viene così descritta nel Programma del Convegno:" Fondata nel 1977, con circa quattrocento membri, Damanhur è una delle più grandi comunità "acquariane" o esoteriche del mondo. E’ diventata famosa su scala internazionale nel 1992 quando il suo grande Tempio Sotterraneo, la cui esistenza era stata tenuta segreta per quindici anni, è stato "scoperto". Il tempio Sotterraneo non è generalmente aperto al grande pubblico, ma darà il suo benvenuto ai partecipanti al Convegno CESNUR 98. I partecipanti iscritti a questa visita saranno divisi in gruppi per la visita al Tempio Sotterraneo. Visiteranno pure il Tempio Aperto e la comunità, e potranno assistere alla Sessione 25 o 26. La cena sarà servita nel noto ristorante grastronomico di Damanhur" (1).


    La Sessione 27, presieduta dalla Prof. Macioti, includeva le relazioni del Dott. Mario Cardano "Damanhur: la dottrina e l’organizzazione sociale di una comunità neognostica" e quella del Prof. Berzano "Damanhur: popolo e comunità".

 

 

DAMANHUR : QUANDO I SOGNI DIVENTANO REALTA’…

 

La Comunità e il Tempio.

    Nella sua introduzione la Prof. Macioti ha sottolineato come la comunità di Damanhur sia contraddistinta da una tale dinamicità che gli stessi studiosi sono impossibilitati a conoscerne tutte le sfaccettature: il tempio sotterraneo, per esempio è rimasto un segreto anche per gli studiosi, che ne hanno appreso l’esistenza dalla televisione.

    In realtà, il tempio non è stato "scoperto" , come afferma il programma del Convegno, ma la sua esistenza è stata denunciata da un ex adepto che aveva lasciato il movimento. Se non ci fosse stata quella rivelazione forse noi oggi non sapremmo ancora nulla dell’esistenza del tempio. Anche gli studiosi impegnati da anni nello studio della comunità non sapevano nulla dell’edificio di 11 piani scavato nella montagna. Naturalmente questo fatto fa riflettere: quante ricerche, libri, osservazioni partecipanti sono state fatte nella comunità negli anni precedenti alla rivelazione del fuoriuscito? Eppure gli abitanti di Damanhur non hanno rivelato l’esistenza del loro "gioiello" a nessuno. Dunque si può senz’altro pensare, da una parte che Damanhur è una comunità piena di segreti, dall’altra che questa comunità, come molte altre, rivela agli studiosi solo i segreti che ritiene opportuno rivelare.

    L’ esistenza del Tempio non è stata rivelata perché, come afferma il Prof. Berzano, "C’è una dimensione segreta di Damanhur che nessuno di noi oggi riuscirà a conoscere, ma questo è anche il fascino dell’oggetto di studio" (2). Il segreto sull’esistenza del tempio non sarebbe, quindi, un fatto strano, ma normale, perché custodirlo gelosamente significava proteggere la coesione e l’ identità della comunità.

    Senza nulla togliere a questa spiegazione sociologica dei fatti, esiste, anche, a mio parere, una spiegazione molto più semplice: poiché si trattava di una costruzione illegale effettuata in barba a tutte le leggi dello Stato, il suo svelamento poteva comportare problemi legali per il gruppo e il suo leader. Effettivamente, una volta avvenuta la "scoperta guidata" del tempio, sono iniziati i problemi per la comunità, sia per la sua "identità", sia per la sua legittimazione sul piano legale. Ma, non appena sorti i primi problemi, molti personaggi illustri e studiosi si ribellarono al fatto che, come la legge prevedeva, il tempio venisse distrutto. Si trattava, infatti, di una costruzione di indubbio valore spirituale, scientifico e artistico e, come affermato dalla Prof. Macioti, " … Berzano diceva che era grave che fosse considerato un reato […] Era un peccato catalogarla sotto la voce reato e basta …".

    Così, personaggi conosciuti e studiosi affermati firmarono una petizione, a "difesa" del tempio e gli organi competenti della Regione Piemonte trovarono il modo per evitare la distruzione dell’opera monumentale.

    Interessante comunque appare il fatto che per anni decine di persone abbiano scavato una montagna dimostrando una grande fede e spirito di sacrificio senza che nessuno si preoccupasse della loro sicurezza, della loro salute e dei loro diritti di "lavoratori", anche se volontari.

    Qualche problema forse potrebbe sorgere nel nostro Paese se nascessero altri gruppi spirituali come Damanhur che decidessero via via di costruire dentro le montagne templi simili, senza ovviamente chiedere le dovute autorizzazioni e senza dover rendere conto a nessuno sui modi di garantire la sicurezza di chi lavora "segretamente". Certo questi "ipotetici" costruttori di templi sotterranei avrebbero a loro favore un precedente interessante da citare in caso di "difficoltà" con la legge. Chissà se le amministrazioni delle altre Regioni si comporterebbero in quel caso come la Regione Piemonte!.

    Ma, lasciamo il mondo delle ipotesi, e torniamo alla realtà di Damanhur. Gli studiosi che si recano spesso "dietro gentile invito" nella comunità per osservarla e conoscerla, si chiedono anche loro quanti altri segreti essa nasconda ancora. A questo proposito anche la Prof. Macioti ha affermato di avere l’impressione di non conoscere Damanhur in profondità ed ha anche aggiunto:" … Non sappiamo se adesso hanno un altro tempio da qualche altra parte che non conosciamo". Dopo il precedente episodio, comunque, credo che gli abitanti di Damanhur possano stare tranquilli poiché, se il loro presunto secondo tempio dovesse essere artisticamente gradevole e spiritualmente significativo, non ci sarebbero problemi a regolarizzarne la "costruzione illegale" così come è avvenuto per il primo.

    Il Prof. Berzano ha opportunamente sottolineato come la vallata in cui sorge Damanhur " … alla fine degli anni 70 era con bassissimi indici demografici, le case venivano lasciate, il lavoro scompariva, la vivacità culturale era quella delle zone di spopolamento…" Egli ha curiosamente paragonato l’influsso di Damanhur sul territorio a quello delle antiche certose medievali che sorgevano nei luoghi di maggiore disagio, nelle zone abbandonate dai contadini. La comunità si fa dunque apprezzare nel territorio piemontese anche grazie alla non trascurabile attitudine che le è propria di rivitalizzare il territorio apportando al suo interno indubbi vantaggi economici soprattutto nel settore turistico. Un esempio per tutti potrebbe essere proprio il famoso tempio damanhuriano, che, dopo la sua "scoperta", è diventato occasionalmente anche meta turistica, a pagamento, per ospiti prescelti, come, per esempio, i convegnisti del CESNUR ‘98.

    Le visite di turisti comportano anche dei problemi per il Tempio dell’Uomo, che è una entità viva e risente della presenza di estranei. Per questo motivo, dopo le visite, i damanhuriani devono "ripulire" il tempio: "Dopo la massiccia contemporanea presenza di visitatori nel Tempio, il grande impianto viene chiuso per una settimana per assestamenti energetici. La chiusura è anche dovuta alla sperimentazione di nuove apparecchiature selfiche che potrebbero creare alterazioni dal punto di vista energetico, da tenere sotto controllo con costanti monitoraggi" (3).

    Oltre alle visite turistiche, la comunità attinge fondi anche da attività editoriali, agricole, culturali-educative, come , ad esempio, i corsi a pagamento organizzati dalla Libera Università di Damanhur: il "viaggio astrale sdoppiamento", "imparare a morire", "fisica esoterica", "dimensione sogno pensiero magico", "visualizzazione creativa", "pensiero laterale e rinascita interiore", ecc.

    L’apertura del movimento all’esterno si è manifestata anche attraverso la costituzione di una formazione politica che era presente fino a qualche mese fa nella vita politica e sociale della zona. A questo proposito, nel Sito Web di Damanhur si legge che l’ impegno sociale e politico della comunità si è concretizzato così:" ... nei consigli comunali di quattro centri della zona siedono 13 consiglieri damanhuriani, alcuni dei quali sono presenti nel Consiglio della Comunità Montana Valchiusella. Riteniamo interessante specificare che in due di tali Comuni non risiede alcun cittadino di Damanhur. I consiglieri damanhuriani sono stati eletti su liste indipendenti della Federazione, denominate Con Te per il Paese. Con te per il Paese ha due consiglieri comunali a Baldissero Canavese, tre a Vidracco, quattro a Traversella, quattro a Vico Canavese e tre consiglieri in Comunità Montana".

    Nonostante, comunque, questa "apertura" al mondo esterno, la comunità di Damanhur si presenta molto stabile e i suoi membri tendono ad essere più "fedeli" al gruppo rispetto ad altri movimenti nei quali si verifica il cosiddetto fenomeno della "porta girevole" (avvicendarsi continuo di persone che entrano ed escono dal movimento). Un brevissimo e fugace accenno è stato fatto, nella relazione del Prof. Berzano, al fatto che circa 90 persone, nel corso degli anni, hanno lasciato la comunità, con la precisazione che, visto il numero totale degli adepti (circa 400), si tratta, a suo avviso, di una percentuale di "abbandoni" veramente esigua.

    Il Prof. Berzano concludeva la sua relazione affermando:" Nonostante le valutazioni ed anche i processi di costruzione della devianza nei confronti di Damanhur, io ritengo che tutte le realtà come Damanhur possono, devono essere, per quanto è possibile, difese anche dai ricercatori, da tutto quell’insieme di devianze putative che spesse volte, invece, si riscontrano. Ritengo che fa parte dell’etica del ricercatore, appunto perché un ricercatore deve essere il più possibile oggettivo, anche quello a volte di coinvolgersi, per evitare processi di stigmatizzazione, di etichettamento, di riproduzione della devianza putativa ... Ed è in questo senso che io stesso come ricercatore non ho avuto nessun problema di firmare una richiesta, quando i damanhuriani la fecero, per la salvaguardia del tempio sotterraneo. Quando il tempio era minacciato di distruzione ci fu questa sottoscrizione di amici e simpatizzanti che ritenevano che, invece, questo tempio potesse essere salvaguardato, come effettivamente poi avvenne, come opera di interesse culturale".

 

Damanhur: Tecnologia, filosofia, spiritualità … e Oberto

    Dal testo della relazione del Prof. Cardano apprendiamo notizie molto interessanti sulla comunità con l’indicazione delle varie fasi storiche che si sono succedute negli anni dalla fondazione fino ad oggi. L’ultima fase, iniziata nel 1992, è stata originata dallo svelamento del segreto del tempio. Se è vero che la coesione di una comunità si misura anche dal fatto che i suoi membri sappiano conservare i segreti, il 1992 deve essere stato un anno difficile per Damanhur e il suo leader dopo la denuncia del fuoriuscito. Questo particolare, appena accennato nella relazione del Prof. Cardano, fa pensare al fatto che sicuramente all’interno della comunità la vita non era per tutti e nella stessa misura idilliaca e serena. Anche al suo interno esistevano tensioni e dissensi che sarebbe stato interessante valutare, da parte dei tre relatori, per uno studio più obiettivo di questa comunità. Sarebbe stato interessante anche sapere cosa ha spinto il fuoriuscito a svelare un simile segreto custodito gelosamente per anni e sul quale si fondava la definizione che la comunità dava di se stessa.

    Resta, comunque, il fatto che, ancora una volta, la testimonianza dei cosiddetti "apostati" si dimostra attendibile, a dispetto di quanti (studiosi o no) continuano, per partito preso, a svalutarla.

    Nel testo della relazione del Prof. Cardano si accennano appena alcuni aspetti deboli della comunità, come la forte gerarchizzazione e dipendenza dei membri dalla struttura iniziatica. Tale caratteristica è perfettamente coerente con la personalità del leader, Oberto Airaudi, che iniziò la sua carriera esoterica come pranoterapeuta e fondatore del centro di ricerca esoterica Horus dedito allo studio del "paranormale". Oggi egli è visto dai suoi seguaci come "un individuo giunto al massimo livello di evoluzione spirituale che … con il proprio insegnamento, intende guidare all’emancipazione dal ciclo Karmico" (4). Nella comunità tuttavia ci sono " … persone che hanno faticato per accettare l’autorità spirituale del maestro…" e altre che, invece, " … con la conversione prima, e nella vita comunitaria poi, hanno posto la propria vita totalmente nelle mani di Airaudi" (5).

    Un altro aspetto molto interessante della relazione è quello che riguarda la dottrina di Damanhur, cioè di Airaudi. L’ abilità del leader sta nella sua capacità di far credere ai suoi seguaci tutto e il contrario di tutto, senza che questi ultimi si preoccupino più di tanto per le evidenti contraddizioni :" …Airaudi persuade i propri discepoli avvicendando argomentazioni che anche il più scettico tra gli interlocutori riterrebbe inconfutabili, ad affermazioni in aperto contrasto con le aspettative, non solo dello scettico, ma anche del discepolo più fiducioso" (6). Secondo il relatore questo modo di fare di Airaudi è definibile con l’ espressione "salti di logica". La dottrina di Damanhur si caratterizza non solo per la sua contraddittorietà, ma anche per complessità ed eclettismo: essa include diverse ed anche contrapposte forme di pensiero, come quello junghiano, le tradizioni religiose esoteriche, pagane, magiche, rivestite talvolta anche di una parvenza di "tecnologia".

    Un esempio di questa presunta "tecnologia" è quello dei "Viaggi nel tempo" che i damanhuriani effettuano e dei quali si parla ampiamente nel Sito della Comunità. Ecco qualche frase tratta dai numerosi racconti di damanhuriani che sono convinti di aver viaggiato nel tempo: "Martedì 18 gennaio XIX (1994). Estremamente interessante e impegnativo l’assistere ad un evento grandioso come quello di domenica. Ad ogni persona che usciva dalla Cabina esultavo per il successo; poi le interviste a ciascuno, vivissime. La musica cadenzata, guidata dal Tempio stesso, era coinvolgente e magica, tutta l’atmosfera struggente della forza di un evento straordinario, unico ma incredibilmente ripetibile e perfezionabile[...] il viaggio nel tempo preparato da lunghi mesi, ora reale, lì, fra le nostre mani, in piccoli estremamente intensi saggi […] Ho udito, come tutti gli altri, il botto che ha segnato il primo passaggio fisico nel tempo, ho visto la Cabina vuota e poi nuovamente abitata. Avevo già visto, anni fa, Oberto svanire, per un tempo molto maggiore, devo dire, in Sardegna, poi riapparire, per fortuna. Per cui non ho avuto dubbi ma solo una emozione così intensa da non essere raccontabile […] So che diversi, che non pensavano che il viaggio temporale si sarebbe mai realizzato, hanno perso una scommessa, l’hanno persa con gioia, direi, condividendo finalmente la magica pazzia e forza del nostro essere qui".
    Ed ecco il racconto di Lupa: "Martedi 18 gennaio 19° anno horusiano, alle ore 18,50: io, Lupa,Temponauta "sottile", sono entrata nel corpo di un ragazzo giovane dalla pelle scuretta, basso di statura. Lui dormiva e si ribellava muovendo soprattutto la testa. Ho visto le montagne intorno non tanto alte, ma molto grandi, estese, con la cima coperta di neve. Il corpo del ragazzo era steso dentro una piccola barca e dovevo mano a mano aderire alla sua forma. Intorno, sulle sponde del fiume, c’era erba alta un po’ secca e un po’ verde; c’erano capanne piccole con tante pelli di animali stese su fili tesi. L’acqua del fiume era molto limpida, l’aria tersa. Poi il temporale. Sentivo tanti brividi, non di freddo, ma di tensione muscolare e psichica. Quando sono tornata ricordavo chiaramente la fessura nera. Ci sono passata di colpo, come una pallina lanciata".

    Certo che queste esperienze così "fuori dal comune" avrebbero fatto impallidire di invidia anche la piccola Alice e privato perfino il Paese delle meraviglie di ogni attrattiva e curiosità!

    I damanhuriani definiscono la loro esperienza spirituale non una religione, ma una filosofia priva di dogmi e ricca di spinte verso la trasformazione continua e la continua ricerca. Tra i tanti aspetti interessanti di questa dottrina c’è, per esempio, quello della teoria della reincarnazione programmabile, secondo la quale i damanhuriani ritengono di essere in grado di programmare le proprie reincarnazioni con una operazione di "tecnologia magica". Lo scopo di questa programmazione sarebbe quello di non interrompere con la morte il lavoro intrapreso precedentemente, ma continuarlo fino al conseguimento del fine supremo: quello di salvare il pianeta. I damanhuriani, dunque, possono darsi appuntamento anche a distanza di millenni, possono reincarnarsi contemporaneamente in diverse forme di vita, possono produrre, con la magia, effetti nel mondo esterno senza che vi siano cause apparenti, superare religione e scienza unendole nella magia che è la forma più evoluta del sapere, possono creare con il pensiero modificando la realtà fisica, effettuare un "salto evolutivo" che rende il gruppo dei membri come una sola persona dotata di identità e coscienza propria e, in ultima analisi, possono diventare Dio.

    Resta solo da chiedersi come mai simili individui non abbiano già da un pezzo conquistato l’intero pianeta e come mai Damanhur sia ancora limitata geograficamente ad un fazzoletto di terra piemontese!

 

Non solo sociologia.

    Non solo i sociologi si sono occupati di questa comunità.

    Anche le Istituzioni hanno avuto modo di parlarne, per esempio, nel recente Rapporto del Dipartimento di Pubblica Sicurezza " Sette religiose e nuovi movimenti magici in Italia" del Febbraio 1998. L’ indagine è stata inviata il 29 Aprile 1998 dal Ministro degli Interni alla Commissione per gli Affari Costituzionali della Camera dei Deputati del Parlamento Italiano.

    Riguardo a Damanhur il Rapporto afferma:" [...] I Damanhuriani [...] professano una religione politeista, venerando divinità egizie, greche, celtiche, ed in particolare il dio Orus e il dio Pan, simboli della terra e della fertilità. Particolare attenzione viene dedicata agli studi esoterici, all’ipnosi e allo spiritismo, mentre la morte è considerata un passaggio verso la reincarnazione in altra vita. [...] La vita interna è regolata da rigide disposizioni che limitano la libertà personale degli adepti, imponendo ad ognuno di loro di lavorare per il bene e l’interesse comune. Tali disposizioni, basate su norme interne codificate, danno luogo ad un’organizzazione che ambisce ad assumere le caratteristiche di uno "Stato nello Stato" attraverso la costituzione di scuole materne ed elementari all’interno della Comunità stessa, la coniazione di una moneta propria (utilizzata per scambi interni) e la fondazione della "Banca Federale di Damanhur". Si ritiene, pertanto, che l’obiettivo dei prossimi anni sia quello di ottenere una sempre maggiore autonomia, a cominciare da quella comunale, creando sempre maggiori consensi all’esterno. D’altronde i responsabili della struttura hanno finora dimostrato una notevole capacità manageriale, incentivando il turismo, che costituisce una fonte essenziale di sostentamento per la comunità, insieme con il ricavato delle attività artigianali ed agricole poste in essere dagli aderenti (peraltro tenuti a versare somme di denaro e i beni posseduti). [...] Si segnala, inoltre, che risulta tuttora pendente, presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ivrea, un procedimento penale che vede indagato il fondatore, unitamente ad altri 13 adepti, per i reati di cui agli artt. 425, 485 e 640 bis c.p. (incendio, falsità in scrittura privata e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche). L’inchiesta risale al 1993 quando due sorelle, già adepte della Comunità, lanciarono delle gravi accuse nei confronti dei suoi responsabili, dichiarando che durante la loro permanenza nel 1986 a Damanhur, sarebbero state separate dal padre [....], e costrette a lavorare come schiave. Il padre, anch’egli plagiato, sarebbe stato costretto a lavorare alla costruzione del Tempio sotterraneo per 15 ore al giorno. Inoltre, a loro insaputa, il capo della comunità avrebbe fatto trasferire dei fondi, che avevano ricevuto in eredità dalla madre defunta, dalla Cassa Rurale di Caluso alla Banca Federale di Damanhur, di fatto impossessandosene. Le due, infine, fanno riferimento ad un episodio avvenuto nel 1989, quando rischiarono di morire nell’incendio di alcune roulotte, usate come case dormitorio, mentre la loro destinazione era di magazzino. Tale incendio avrebbe procurato un risarcimento al fondatore della Comunità, in frode dell’assicurazione" (7).

Al termine di queste considerazioni sorgono in me alcune domande :

    1) Perché circa 90 persone hanno lasciato la comunità nel corso degli anni? I sociologi che si occupano di Damanhur hanno svolto indagini sui motivi del loro dissenso culminato nell’abbandono del gruppo?

    2) Come vivono i bambini di Damanhur e quali rapporti hanno con la realtà e il mondo esterno?

    3) In che modo i minori vengono tutelati nei loro diritti di cittadini come tutti gli altri cittadini italiani (diritto all’istruzione, tutela della salute psicofisica, ecc ...)?

    4) Come conciliano gli abitanti di Damanhur il rispetto della loro Costituzione con quello dovuto alla Costituzione dello Stato italiano? Qualcuno si è preoccupato di verificare se vi sia qualche incompatibilità tra le due "Carte Costituzionali"?

    5) Una Comunità come Damanhur, dotata di lingua e moneta proprie, di una Banca, Ministeri, Scuole,   Sanità,   Tribunali, non solleva alcun problema "giuridico" nel territorio in cui si trova?

    6) Il Tempio sotterraneo risponde alle garanzie di sicurezza previste dalla legge italiana anche riguardo alla tutela dell’ambiente?

    7) Quali sono le garanzie di sicurezza per i lavoratori all’interno della comunità?

    8) Quali diritti hanno coloro che decidono di lasciare la comunità, nel caso avessero dei beni, o un lavoro o una casa al suo interno, visto che la Costituzione di Damanhur afferma espressamente che i fuoriusciti "... non possono avanzare alcuna pretesa di carattere economico nei confronti di essa e non hanno diritto a quanto in essa versato" ?


    Sono solo alcune domande, tra le molte che mi vengono in mente. Certo è, comunque, che anche la comunità di Airaudi, come qualsiasi altra "azienda", e nonostante la dichiarata "autonomia", fa parte dello Stato Italiano e quindi, ovviamente, è soggetta alle sue leggi.

    Certamente la Regione Piemonte, che ospita la Nazione di Damanhur, avrà affrontato le questioni da me sollevate e avrà trovato risposte soddisfacenti. E come potrei dubitarne, visto che i politici eletti alla Regione Piemonte sono tali proprio perché dovrebbero rappresentare tutti i Piemontesi, e non solo i Damanhuriani ?

 


E PER FINIRE … UNO SGUARDO AL FUTURO.

 

Che cosa ci riserva il futuro?

    L’ultima relazione del Convegno CESNUR 98, tenuta dalla Dott. Eileen Barker, " Che cosa ci riserva il futuro? Variabili sociali che possono condizionare il futuro delle minoranze religiose e spirituali nel ventunesimo secolo" ha molto opportunamente evidenziato la tendenza al cambiamento dei NMR. Il loro futuro non è facilmente prevedibile poiché essi sono influenzati da fattori interni ed esterni, si adattano continuamente alla società che, attraverso la politica, l’economia, i mass media, la rete telematica, impone loro, prima o poi, dei cambiamenti.

    Aggiungerei a questi fattori anche quelli derivanti dalle denunce degli "apostati", i quali spesso hanno costretto le organizzazioni di cui erano in precedenza membri a modificare certi comportamenti riprovevoli sostituendoli con altri più accettabili per la società: questo ha permesso ad alcune organizzazioni di essere meno esposte a denunce o a problemi legali di vario genere.

    I cambiamenti che si verificano in questi gruppi possono riferirsi a direttive comportamentali, alla dottrina, oppure a entrambi questi aspetti. Se si guarda a questi cambiamenti dal punto di vista esclusivamente sociologico, essi appaiono di solito come evoluzioni positive che permettono al gruppo di adattarsi meglio alla società. Ma questa prospettiva, se fosse l’unica ad essere presa in considerazione, trascurerebbe le conseguenze di questi cambiamenti sugli adepti.

    I NMR non sono costituiti da marionette o da cavie di laboratorio, né tantomeno da soggetti che si sottopongono ad un esperimento sapendo bene che solo di un esperimento si tratta. Questi movimenti, come certamente gli studiosi sanno, sono costituiti da persone la cui esistenza è dedicata e spesa al servizio di una fede alla quale esse hanno sacrificato molte altre cose, anche i loro precedenti valori, gli affetti più cari, i beni materiali, ecc. Per queste persone non è irrilevante un cambiamento della dottrina del movimento oppure la modifica di qualche direttiva che incide sulla loro vita.

    Non è stato, per esempio, irrilevante il fatto che la Società Torre di Guardia, a suo tempo, vietasse ai suoi adepti di sottoporsi ai trapianti e non è stato irrilevante, per questi ultimi, apprendere, dopo alcuni anni, che questo divieto era stato abolito. E se, quando il divieto era in vigore qualcuno avesse perso la vita per obbedire al Corpo Direttivo?

    Anche la pratica del flirty-fishing (pesca d’amore o pesca voluttuosa), in base alla quale le seguaci di Mosè David erano considerate "esche per Gesù" e venivano invitate esplicitamente ad avere comportamenti provocanti per attirare nel movimento nuovi seguaci, pare sia stata abbandonata dal movimento, che ha anche cambiato nome ( da Bambini di Dio a The Family) . L’abbandono di questa pratica rappresenta certamente un cambiamento positivo da parte del movimento, ma ciò non toglie che essa nel passato sia stata motivata teologicamente e le relazioni sessuali siano state considerate un metodo estremo per testimoniare concretamente l’amore di Dio. Il danno causato alle giovani ragazze che hanno praticato quelle forme di adescamento "spirituale" nella convinzione di fare un’ opera cristianamente meritoria, credo che, purtroppo, rimanga.

    L’attenzione dello studioso, a mio parere, dovrebbe anche essere rivolta ad esaminare quali sono stati gli effetti che una determinata direttiva comportamentale ha avuto sugli adepti e sulle loro relazioni interpersonali, per non limitarsi ad un esame che vorrebbe forse essere obiettivo, ma rischia di diventare superficiale. Credo che un simile approccio allo studio delle nuove religiosità forse potrebbe aiutare a prevenire comportamenti oggettivamente riprovevoli giustificati sempre e solo perché manifestazione della libertà religiosa di un determinato gruppo.

    Credo che affermazioni come: "Scusate, abbiamo sbagliato", oppure "Oggi non pratichiamo più quelle azioni disdicevoli", seppur degne di considerazione, perché segno di autocritica, non siano tuttavia sufficienti per "cancellare" il male che è stato fatto alle persone. Piuttosto, alla luce di questi fatti, sarebbe opportuno cercare di evitare che si verifichino di nuovo, in futuro, comportamenti "nocivi" per le persone.

 

Un futuro troppo incerto …

    Il caso di Scientology, una organizzazione molto controversa di cui il Convegno CESNUR 98 si è , stranamente, occupato molto poco, è, a mio avviso, interessante, non solo per la sua bizzarra dottrina, ma anche per le controversie legali e politiche che questo movimento ha suscitato in tutto il mondo, a causa delle sue diverse "facce" e delle sue continue trasformazioni.

    In Italia, per esempio, la Sentenza n. 1329 dell’8.10.97 della Corte Suprema di Cassazione ci aiuta a ripercorrere le successive tappe dell’evoluzione del movimento partendo dalla disamina degli Statuti dell’organizzazione: nel 1977 L’Istituto di Dianetica si autodefiniva così "‘ha natura idealistica’ e si propone di ‘diffondere la scienza conosciuta come Dianetics’!…"; nel 1982 l’Associazione dichiarava di avere fini ‘religiosi, culturali ed idealistici’ … ` e indicavaquali ulteriori scopi quello di promuovere, proteggere, amministrare e incoraggiare lo sviluppo della religione di Scientology ‘… "; nel 1985 l'Istituto di Dianetica ‘cambiò denominazione assumendo quello di Chiesa di Scientology’ e adottò un nuovo statuto, nel quale la dianetica viene definita religione e le scritture che espongono i principi di Scientology vengono qualificate ‘religiose’; denominazione che, secondo l'esempio fornito da quello di Milano, passò poi agli altri Istituti di Dianetica"; nel 1987, "quando l'istruttoria penale si stava avviando alle sue battute conclusive, venne costituita la Chiesa nazionale Scientology d'Italia’, nel cui statuto si indicano quali suoi scopi quelli di ‘predicare praticare e diffondere la religione di Scientology e la Dianetics che è parte integrante della Scientology (...) di curare le esigenze spirituali dei fedeli attraverso riti individuali e collettivi’ e si precisa che ‘la Chiesa è punto di riferimento della comunità religiosa di Scientology in Italia e consente alla confessione di praticare i riti individuali e collettivi’ …".

    Riassumendo : Scientology, che definisce se stessa inizialmente come scienza, diventa poi filosofia e successivamente religione. Questo "progresso" nella sua autodefinizione si verificò, curiosamente, di pari passo con l’avanzare del procedimento giudiziario nei confronti dell’organizzazione. La sentenza del 2.12.96, che escludeva la natura religiosa dell’organizzazione, è stata successivamente annullata e il giudizio rinviato ad altra sezione della Corte d’Appello di Milano.

    In Grecia, invece, la Sentenza 7380/1996, del processo del 7 Ottobre 1996, Prefettura Attiki contro KEPHE (KEPHE è la Missione Scientology in Grecia), definisce così la missione di Scientology "... un'organizzazione con struttura e tendenze totalitarie, che essenzialmente disprezza l'uomo, si comporta come "fenomeno" in modo da attirare membri che poi vengono soggetti (con i summenzionati procedimenti e teorie) a lavaggio del cervello allo scopo di indirizzarne il modo di pensare e minimizzare le obiezioni (punti fondamentali delle teorie del fondatore di Scientology); ci troviamo pertanto davanti a esseri privi di volontà propria, incapaci di prendere decisioni derivanti da libera volontà perché passati attraverso il filtro propagandistico di Scientology e i procedimenti studiati allo scopo, persone influenzabili dalle "verità" che essa insegna e privi di pulsioni ad esaminarla o valutarla [...] In alcuni paesi questa organizzazione si presenta come religione... Non esiste, come da sentenze di Corti straniere e articoli della stampa, una presentazione di Scientology che a livello mondiale abbia direzioni uniformi e e fini simili. A volte appare sotto forma di movimento religioso per ricevere protezione costituzionale e godere dei vantaggi "religiosi" come esenzione fiscale e benefici valutari…".

    Per quanto riguarda la Germania, molto interessanti sono le conclusioni a cui è giunto il Rapporto Jaschke la cui lunga perizia " Effetti dell’impiego di ideologie scientologiche su una società pluralistica o parti di essa in uno Stato di Diritto fondato su libertà e democrazia", consultabile in internet, fornisce informazioni molto importanti sull’azione di questa organizzazione in Germania. Il Prof. Hans-Gerd Jaschke, libero Docente di Scienze Politiche presso la Facoltà di Scienze Sociali, che ha stilato il rapporto su incarico del Ministero degli Interni del Land Nordrhein-Westfalen, riassumendo il suo lungo e complesso dossier dice :" Tutta una serie di indizi depone a favore del fatto che SC si pone a lungo termine obiettivi anticostituzionali e presenta come organizzazione totalitaria dei punti di contatto con l’estremismo politico. Tuttavia questa valutazione deve insistere sulla [propria] provvisorietà, poiché una lunga serie di domande empiriche non è stata ancora chiarita a causa dello stato attuale della ricerca e del dibattito [sul tema]. Solo informazioni più complete ed un’analisi della struttura organizzativa e dell’adesione all’organizzazione che diano indicazioni chiare sull’intensità del pensiero antidemocratico di SC e la sua diffusione nell’ ambito dei sostenitori potrebbero portare a conclusione e a chiarimenti più precisi".

    Non a caso ho fatto alcuni esempi di decisioni prese da tribunali o istituzioni. Ritengo, infatti, che il futuro di Scientology e degli altri gruppi e organizzazioni sorte recentemente, dipenderà molto anche dalle decisioni che verranno prese nei loro riguardi dai Tribunali dei diversi Paesi e da quanto gli Stati e la Comunità Europea decideranno riguardo alle leggi sulla libertà religiosa. C’è da augurarsi che i Tribunali e i Parlamenti siano attenti a prendere in considerazione quegli elementi veramente significativi che permettano di distinguere tra movimenti religiosi ed organizzazioni di altro genere.

    Sono convinta, infatti, che se tutto quello che si autodefinisce religione diventa di per sé religione, allora la religione, come dimensione dell’esperienza umana che mette in relazione l’uomo con l’Assoluto, perde la sua dignità e diventa solo una etichetta esteriore priva di reale significato. E’ vero che è molto difficile, oggi, definire cosa è religione, ma questo non significa che sia impossibile tentare di fare le dovute distinzioni, per poter riconoscere, lì dove è presente, quella dimensione spirituale autentica che tanto contribuisce allo sviluppo integrale dell’uomo e al progresso della società. Credo che , a questo scopo, siano necessari gli sforzi coraggiosi e sinceri dei credenti delle diverse fedi per tentare di indicare almeno alcuni criteri generali di definizione. Se è troppo difficile definire cosa è  religione, si potrebbe almeno tentare di chiarire cosa non è religione?

    Tra i possibili criteri di distinzione tra i vari gruppi forse si potrebbe includere quello della salvaguardia dei diritti umani e della libertà individuale degli adepti. La dimensione religiosa autentica non distrugge la libertà umana, ma la esalta, non limita la creatività ma la valorizza, non viola l’intimità ma la custodisce, non usa la violenza morale o psicologica, ma la spinta dei valori autentici che, una volta condivisi liberamente, portano a profondi cambiamenti nella vita del credente.

    Una religiosità autentica comporta effetti positivi di apertura verso il mondo, la condivisione delle sofferenze altrui, la solidarietà concreta verso il prossimo, anche quello appartenente ad altre fedi, il rispetto delle leggi degli Stati e la lotta per la trasformazione delle leggi ingiuste e discriminatorie.

    Un fattore determinante, a mio avviso, per dare un contributo positivo in questo delicato ambito, è lo scambio vicendevole di contributi scientifici seri da parte degli studiosi e degli enti e associazioni impegnate in questo campo a vario titolo. Se questo scambio si verificherà realmente in un clima democratico e al di fuori di interessi lobbistici, si potrà sperare di trovare la strada per la soluzione di questo "enigma".

    Poiché sono molte le persone sinceramente impegnate a realizzare questo progetto ci sono, a mio parere, buone speranze che esso vada a compimento. I prossimi Convegni indetti dall’AFF, dalla SSSR e dal CESNUR per il 1999 potrebbero essere l’occasione giusta per riprendere un dialogo interrotto e realizzare uno scambio costruttivo di esperienze e progetti.


    Ed ora è arrivato il momento di svegliare la nostra protagonista:


" …Svegliati, Alice, tesoro!…
    "Oh, che sogno strano ho fatto!" disse Alice, e cominciò a raccontarle tutto quanto riusciva a ricordare delle meravigliose avventure che voi avete appena finito di leggere e, non appena ebbe finito, la sorella le diede un bacino e disse:
    " Strano davvero, cara, questo sogno, ma adesso corri a casa a bere il tè: si sta facendo tardi".
   "Alice si alzò e corse via, rincorsa dal suo sogno meraviglioso ..."

 

 


NOTE :


(1) Programma del Convegno Cesnur 98, p. 17
(2) Le citazioni delle relazioni del Prof. Berzano e della Prof. Macioti sono trascrizioni di una registrazione.
(3) Questo ed altri brani sono stati ripresi dal Sito Web della Comunità di Damanhur
(4) Testo della relazione del Prof. Cardano, Gnosi e magia: La dottrina spirituale di Damanhur, p. 4
(5) Ibid. p. 17
(6) Ibid p. 4-5
(7) Rapporto del Dipartimento di Pubblica Sicurezza " Sette religiose e nuovi movimenti magici in Italia", Febbraio 1998.

 

 

                                      RAFFAELLA DI MARZIO

 


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