| "NON C'É PEGGIOR CIECO DI CHI NON VUOL VEDERE" |
Dal racconto di un fuoriuscito :
Chi dice che gli "apostati" sono inattendibili ?
Chi vuole il funerale del "lavaggio del cervello" ?
Chi finanzia le ricerche sui NMR ?
"... Sono una madre disperata. Da 10 anni ho perso mia figlia a causa di una feroce "setta" ... I poveri sventurati che ci capitano vengono plagiati... Gli dicono che la madre è il demonio che sprigiona energie negative per cui li ostacola in un perfetto inserimento nella vita della setta... Mia figlia oramai non la sento quasi mai. Non partecipa alle riunioni della famiglia e mi telefona solo quando ha bisogno di soldi. Si può immaginare la tragedia di una povera madre... La prego faccia qualcosa a favore di questi poveracci che sono in pericolo ed anelano alla vita che ci ha donato Nostro Signore Gesù ... temo che si suicidi come gli altri...fate qualcosa ripeto, non possiamo lasciare questi ragazzi alla mercé di aguzzini, di assassini della peggiore specie... Con laugurio che il Signore possa aiutarla nel lavoro che si accinge a fare a favore di tutti i ragazzi prigionieri di queste sette assassine..."
Dal racconto di un fuoriuscito :
"... mi accinsi in quei giorni a scrivere una lettera di congedo dalla mia guida spirituale. Mi costò molto: ogni parola era come una pugnalata, ogni tanto dovevo fermarmi perché le lacrime mi impedivano di vedere. Non ce la feci in una sola volta, ma, ogni tanto, riprendevo dolorosamente quello che consideravo un piccolo calvario, meritato, però, a differenza di quello del Signore. Mi ricordai del buon ladrone e sperai che Gesù mi rispondesse allo stesso modo. Quando giunsi alla fine della lettera provai un senso di liberazione ... Era stato un lento processo durato più di 20 anni, ma era successo. .. Quello che credevo essere un paradiso era un inferno colorato di rosa ed abbellito di falsità ... Mi riappropriai anche dei miei morti e delle mie radici. Ero stato derubato per anni di tutto ciò che fa di una persona un essere umano libero e consapevole dei suoi atti. Stavo raccogliendo i miei cocci uno ad uno, lentamente ma inesorabilmente. Tante ferite, però, non si sarebbero mai più rimarginate. Facevo ancora fatica a liberarmi da quello che avevo pensato essere una realtà ed invece era un condizionamento : il fatto di essere un eletto, un diverso, un prediletto dallEterno ... La sensazione interna che provai in quei momenti è indescrivibile: è come quella di un fiore che, lentamente rialza la sua corolla dopo essere stato per molto tempo senzacqua ed aver rischiato di morire per questo ... Quando ci rendemmo conto che quella di cui avevamo fatto esperienza era una vera e propria setta capimmo che non potevamo permettere che quella cosa andasse avanti, facendo finta che non fosse accaduto nulla, come avevano fatto gli altri fuoriusciti prima di noi... Tutte le mie paure pian piano caddero per far posto ad una sola e sempre più chiara consapevolezza: quella cosa diabolica, quella piovra tremenda doveva finire, o almeno bisognava fare in modo che si sapesse che esisteva... Ci si può difendere da un nemico solo se si sa di averlo ...".
Chi dice che gli "apostati" sono inattendibili ?
Secondo una certa corrente di studiosi delle nuove religiosità queste due testimonianze, la prima di una madre la cui figlia aderisce ad una organizzazione di tipo magico occultistico, la seconda di una persona che ha lasciato un gruppo di tipo pseudomistico, non sarebbero degne di essere prese in considerazione dagli studiosi di nuove religioni.
Per quanto riguarda il primo caso, fermo restando, forse, il rispetto per la persona che testimonia, si tratterebbe del tipico atteggiamento del genitore che, deluso dalla scelta della propria figlia che non si accorda con le proprie idee, vede nella "setta" la causa di tutti i suoi mali. Se è vero che tale atteggiamento è presente nelle famiglie di adepti di Nuovi Movimenti Religiosi (dora in poi NMR), è anche vero però che non si può generalizzare.
Di fronte alla sofferenza di una madre, (che traspare chiaramente dal tono drammatico ed anche aggressivo della testimonianza) che non riconosce più la propria figlia, che ha perso i contatti affettivi con lei, che la vede umanamente e spiritualmente sofferente, non si può liquidare la faccenda semplicemente con un : "I giovani spesso fanno scelte differenti da quelle dei loro genitori".
Ogni caso va esaminato a parte perché, se è vero che ci sono sempre stati casi di ingerenza autoritaria dei genitori nella vita dei figli senza rispetto per la loro libertà di scelta in un campo delicato come è quello della spiritualità, è anche vero che si sono verificati casi di giovani e meno giovani ridotti in schiavitù psicofisica allinterno di certe organizzazioni che si vantano dellappellativo di "religiose" solo per interesse personale. Chi conosce questa problematica si trova anche di fronte a casi di giovani che, dopo difficoltà e incertezze, grazie allintervento lungimirante e rispettoso dei genitori, si rendono conto che il gruppo al quale avevano aderito non era in realtà quello che loro pensavano che fosse. In questi casi il giovane lascia il gruppo liberamente, ma il sostegno e laiuto dei genitori si rivela indispensabile. Dunque andiamoci piano con i giudizi sommari e cerchiamo di stare ai fatti. I fatti alcune volte non confermano ciò che dice il genitore del giovane adepto, altre volte, invece, lo confermano in pieno.
Il secondo caso è quello di un fuoriuscito che denuncia lo stato di "prigione psicologica" nel quale si trovava allinterno del gruppo. Anche questa testimonianza non sarebbe attendibile secondo una certa corrente di pensiero poichè tale personaggio sarebbe sicuramente mosso da rancore verso il gruppo a cui apparteneva. Poiché il fuoriuscito dichiara di voler denunciare le "atrocità" del gruppo, secondo gli studiosi di cui stiamo parlando, ci troveremmo di fronte ad uno dei casi di "apostasia" cioè ad un caso in cui la persona che lascia il gruppo comincia a fargli guerra per motivi suoi personali o per tornaconto personale o perché affiliato a movimenti "antisette".
Una volta eliminata lattendibilità di questo genere di testimonianze, a chi bisognerebbe rivolgersi per sapere la verità semplice, obiettiva, chiara e "scientifica" su una setta o NMR, secondo i soliti studiosi di NMR ?
Ma, naturalmente, agli stessi movimenti che, gentilmente e con grande spirito di collaborazione, metteranno a disposizione i loro seguaci per le interviste, i loro documenti per lo studio della dottrina e quantaltro necessario per la felice riuscita della ricerca scientifica !
In questo felice quadretto di "amore" e di "accordo" cè forse qualche sbavatura o, peggio, deformazione? Intanto chiediamoci : è scientificamente corretto, dovendo studiare un movimento basarsi solo sulle fonti interne ad esso e sui documenti da esso forniti?
Non sfiora i nostri studiosi lidea che forse qualcuno nel movimento potrebbe avere interesse a "dimenticare" qualche documento dellarchivio in modo che se ne ignori lesistenza? E se ci sono quelli che sono andati via e che, documenti alla mano, senza alcun dubbio di autenticità e fondandosi su prove, avessero anche loro qualcosa da dire? E perché gli "apostati" dovrebbero essere sempre e comunque inattendibili? Quale principio filosofico-dogmatico lo stabilisce? Dove sono le prove che tutti gli "apostati" sono associati a movimenti antisette? E, anche se qualcuno lo fosse realmente, questo vuol dire che per il solo fatto di aderire a questo gruppo egli perde di valore come persona tanto che non si può più credere a ciò che dice, prove alla mano?
Qualcuno diceva : "Gli ebrei sono tutti avari". Perché ? "Perché sono ebrei". Trasponendo laffermazione al nostro caso potremmo dire: "Gli apostati sono tutti bugiardi e mossi da rancore, gente che lavora per distruggere la libertà di religione". Perché? "Perché sono apostati".
Dispiace che simili forme di pregiudizio verso queste categorie di persone siano propagandate da studiosi delle nuove religioni conosciuti e stimati a livello internazionale. Ci si aspetterebbe da loro una maggiore obiettività, secondo la comune considerazione che, per studiare un fenomeno, bisogna considerare tutte le variabili e non avere posizioni pregiudiziali verso nessuna di esse.
A proposito di questo aspetto, però, fortunatamente, non tutti gli studiosi sono concordi. E, per esempio, il caso di B. Zablocki, Professore di Sociologia presso il Dipartimento di Sociologia della Rutgers University, impegnato nello studio dei NMR da circa 30 anni. Egli dice che ha "... visitato centinaia di comunità religiose e parlato o intervistato più di mille membri ed ex membri di questi gruppi. Un numero sufficiente di queste persone ha spiegato la sua esperienza con qualcosa di simile al modello del lavaggio del cervello, tanto che mi sono convinto che questarma esiste. Alcuni di loro probabilmente mentono, o non la raccontano giusta, ma è improbabile che sia il caso di tutti. La maggior non aveva particolari chiodi fissi, e la maggioranza non era neppure in contatto con organizzazioni antisette". [1]
Lo stesso autore afferma che "Da quando molti apostati di NMR erano sorgente di prova riguardo allesistenza del lavaggio del cervello, una campagna tendenziosa fu iniziata per definire il ruolo degli apostati come quelli i cui racconti erano inattendibili a questo riguardo. Invece di accettare laffermazione dellattendibilità dei racconti degli apostati dal punto di vista empirico si cercò di stabilirla per definizione (...) Per definizione essi ora seguono tutti la linea ideologica di qualche gruppo oppositore di solito una organizzazione antisetta". [2]
Queste considerazioni ci confortano in parte sullo stato della ricerca sui NMR, anche se luso corrente del termine "apostata" per indicare gli ex membri che escono dalle organizzazioni drammaticamente e che diventerebbero nemici di esse non ci piace affatto perchè assume una connotazione dispregiativa, a dispetto del significato letterale del termine secondo il Devoto-Oli, : " Rinnegatore del proprio credo, chi volontariamente si allontana da un ordine religioso o abbandona il proprio stato ecclesiastico. Dal greco apostates : chi ha commesso lazione di allontanarsi". Essi stessi sarebbero definiti traditori dal gruppo che hanno lasciato e dal quale dichiarano di essere stati condizionati, tanto da aver perso la loro libera capacità di scelta.
E vero che le persone che escono da questi gruppi non sempre lo fanno in modo drammatico, e non sempre conservano un ricordo negativo del gruppo, anzi talora riconoscono che in esso cerano aspetti positivi insieme a quelli negativi. E anche vero che sono pochi quelli che denunciano apertamente le "ingiustizie" subite.
Il fatto che il loro numero sia ridotto rispetto agli altri non vuol dire, però, che essi siano necessariamente delle eccezioni. Potrebbe forse voler dire che altri ex membri, che potrebbero testimoniare le stesse cose, non lo fanno per altri motivi.
Accade, infatti, spesso che ex membri non parlino per una o più di queste ragioni:
1) timore per la permanenza nel
gruppo di qualche parente con il quale necessariamente si deve continuare a convivere e
che non si vuole perdere definitivamente, ma che anzi si spera di "recuperare"
2) ricatti di vario tipo, sia affettivo che finanziario
3) vergogna per il proprio coinvolgimento in attività non del
tutto "trasparenti" quando la persona era nel gruppo
4) reazione psicologica di rifiuto totale dellesperienza
passata che la persona percepisce come estranea al concetto del sé per cui attraverso un
meccanismo di difesa decide di non volerne più parlare
5) nel caso di coinvolgimento di minori questi ultimi
difficilmente sono in grado di testimoniare adeguatamente su eventuali abusi avvenuti su
di loro di tipo psicologico o fisico
6) la permanenza, anche dopo luscita dal gruppo, della
fobia indotta dai "capi" secondo la quale chi non mantiene il segreto potrebbe
subire "disavventure o calamità" di vario genere
Chi stabilisce che è più attendibile il silenzio della maggioranza degli ex-membri rispetto alla testimonianza drammatica della minoranza di "apostati" ?
Chi stabilisce che gli "apostati" sono ex-membri "cattivi" e tutti gli altri sono "buoni" ?
Può bastare una manciata di percentuali di qualche frettolosa indagine a sancire definitivamente un principio che poi sia generalizzabile a tutti i gruppi e a tutte le situazioni ?
E laffermazione secondo cui gli "apostati" denuncerebbero i gruppi di cui hanno fatto parte in tribunale solo per avere dei risarcimenti oppure per farsi pubblicità in modo da scrivere la loro storia e pubblicare la loro biografia a scopo lucrativo? Chi stabilisce addirittura le intenzioni delle persone? Non potrebbe essere che un "apostata" decida di testimoniare o chiedere un risarcimento o scrivere un libro solo perché lo considera unazione utile allumanità?
Si potrebbe allora dire lo stesso per una coppia di sposi che decida di denunciare il medico che, secondo loro, ha provocato, per negligenza, la morte del figlio: essi chiederanno certo un risarcimento, ma lo faranno per arricchirsi o perché lo ritengono giusto verso la persona che gli è stata tolta e per evitare che quel medico ripeta il suo errore con altri? Perché questo ragionamento che è valido in questo caso non dovrebbe esserlo anche, in linea di principio, nel caso degli "apostati" ?
Nel momento in cui entra in gioco la coscienza delle persone, forse lo studioso dovrebbe chinare la testa e dire che quel compito non spetta a lui ma solo a Dio. Mentre si può investigare sulle azioni di una persona è molto più difficile decidere il reale motivo per cui le compie. E questo vale anche per gli stessi appartenenti e dirigenti dei NMR. Mentre si può e si deve essere critici riguardo alle loro attività, affermazioni e dottrine, nessuno può giudicarne le intenzioni. La storia dellumanità è piena di persone che, pensando di fare bene, in realtà hanno fatto veramente molto male al prossimo.
A noi sembra che, mentre a questo proposito si tenda ad essere molto indulgenti con le organizzazioni implicate, si diventi particolarmente "feroci" contro i cosiddetti "apostati", anche se questi ultimi, mentre denunciano gli abusi subiti, nei loro racconti non negano di aver sbagliato in prima persona attraverso confessioni spesso dolorosissime.
Vista la complessità e la delicatezza di questa materia, sarebbe forse il caso di recuperare una certa obiettività e formulare ipotesi di ricerca tali da non essere pregiudiziali utilizzando metodi di indagine diversificati.
Chi vuole il funerale del "lavaggio del cervello" ?
Qualè la problematica sottesa a tutto ciò ? Quella comunemente definita come "lavaggio del cervello". Lespressione coniata da Hunter oggi è semplicemente una metafora e come tutte le metafore serve per esprimere un concetto complesso attraverso luso di unimmagine. Cè chi si scandalizza al solo sentire questa espressione, e cè chi invece, come B. Zablocki, se ne serve senza timore perché "Potrebbe anche essere il più frainteso tra tutti i termini ma lo considero un vantaggio dal momento che usare questo termine ci costringe ad affrontare direttamente questi fraintendimenti invece di evitarli con facili giochi linguistici." [3]
Ciò che desta tanta diffidenza tra gli studiosi non è la semplice espressione metaforica, quanto il suo significato. Ammettere la possibilità che allinterno di un NMR possano verificarsi forme di condizionamento mentale nei riguardi degli adepti è una specie di mostro sacro da esorcizzare. E questo per conseguire il nobile scopo di difendere la libertà di religione a qualsiasi costo.
Siamo completamente daccordo con quanti vogliono difendere il diritto alla libertà religiosa, ma non a qualsiasi costo, non a costo di passare sopra la violazione di altri diritti ugualmente inalienabili per le persone. Prima di tutto bisognerebbe stabilire cosa è "religione" e cosa è, invece, mistificazione, sfruttamento, abuso di credulità etc., ma questo tema richiederebbe molte considerazioni e non è questo lo scopo di questo articolo. Zablocki afferma : " ... io sono convinto, basandomi su più di tre decadi di studio sui NMR attraverso losservazione partecipante e interviste sia con membri che con ex membri, che questi movimenti hanno sguinzagliato forze sociali e psicologiche dotate di un potere veramente mostruoso. Queste forze hanno causato la distruzione in molte vite - sia di adulti che di bambini. Sono queste inflenze sociali e psicologiche che lo studioso di scienze sociali ha sia il diritto che il dovere di cercare di capire, indipendentemente dal fatto che questa ricerca, alla fine, arriverà a sostenere o a nuocere alla causa della libertà religiosa". [4] E poi conclude "... la reale questione dal punto di vista della scienza sociologica non dovrebbe essere se il lavaggio del cervello si verifica, ma piuttosto se si verifica abbastanza frequentemente da essere considerato un importante problema sociale". [5]
Questo studioso, comunque, propone di limitare lo studio di questo fenomeno non ai meccanismi di reclutamento utilizzati nei gruppi, ma piuttosto a quei processi che fanno sì che la persona abbia difficoltà enormi ad uscirne e, anche una volta fuori, continui a subire il condizionamento : "Cosa contribuisce a creare nella mente della persona una prigione socio-psicologica senza né guardie né muri?". [6]
Queste sollecitazioni spingono gli studiosi seri a riflettere e a non confondere il piano ideologico, filosofico o culturale con il piano scientifico. Daltra parte perché annullare totalmente la possibilità che in determinati gruppi, in certe condizioni e relativamente alle caratteristiche individuali delle persone, si possa verificare qualche tipo di condizionamento mentale? Altrimenti, come spiegare i casi di suicidi collettivi che si sono verificati nel passato o casi di malattia mentale che si verificano continuamente in persone che aderiscono a questi gruppi, o il fatto che persone "normali" possano credere fermamente a cose assurde e inimmaginabili e continuare a credere anche quando, alla prova dei fatti, ciò che si credeva si rivela inesistente?
Qualcuno cerca di spiegare questi episodi come "deviazioni" di alcuni componenti del movimento, che sarebbe dunque completamente estraneo ai casi di suicidio, o alle violazioni delle leggi esistenti, oppure si cerca di dimostrare che il gruppo in questione, in realtà, non era un gruppo "religioso", ma politico e quindi il discorso assumerebbe unaltra valenza.
A parte il fatto che il condizionamento mentale si può verificare anche allinterno di gruppi politicizzati ed ha caratteristiche simili, esaminiamo, per esempio, il caso del suicidio di più di 900 persone a Jonestown nel Novembre 1978. Si afferma, da parte di qualcuno, che quello non era un caso di suicidio dovuto a motivi religiosi, ma si trattava di un gruppo politico rivoluzionario. Sfortunatamente per chi fa queste affermazioni esiste una registrazione della voce di Jim Jones mentre incitava i suoi adepti a bere la miscela venefica e a darla ai loro figli.
Ecco alcune frasi pronunciate da Jim Jones :
" ... Sono stanco, ho fatto del mio meglio per farvi vivere bene. Ognuno muore, da qualche parte la speranza svanisce. Voglio essere io a scegliere il mio modo di morire. Sono stanco di questo tormento infernale, di avere nelle mie mani la vita di altra gente. Ho sacrificato la mia vita, sono morto ogni giorno per darvi la pace. Se non possiamo vivere in pace moriamo in pace. E Dio che lo ha detto. Ho tentato di evitare che questo accadesse ma adesso vedo che è la volontà dell'Ente Supremo. Non stiamo commettendo un suicidio, è un atto rivoluzionario, non abbiate paura di morire. Vedrete la gente atterrare qui fuori. Tortureranno i nostri bambini, tortureranno i nostri vecchi. Quanti sono morti? Oddio , Dio Onnipotente, quando si va verso Dio si può solo andare in questo modo. E l'unico modo di andare. Facciamola finita, facciamola finita, dobbiamo morire con un pò di dignità. Bambini, è solo qualcosa per mettervi a dormire. Oddio, madre, madre, madre..."
Abbiamo troppo rispetto per i lettori per fare ulteriori commenti. Chiunque, anche un non esperto, può giudicare laffermazione che questo sarebbe non un leader di un gruppo "religioso", ma di unorganizzazione di tipo politico-rivoluzionario.
Ciò che preoccupa è il tentativo di minimizzare questi episodi, di cercare in vari modi di sminuirne lenorme gravità. Purtroppo anche il caso dellAum Shinri-kyo che ha compiuto lattentato al gas nervino nella metropolitana di Tokyo, è stato oggetto di questa tecnica "ammorbidente" da parte di studiosi delle religioni che, dopo l'attentato, hanno gridato alla persecuzione contro il gruppo di Shoko Asahara.
E quanto afferma Benjamin Beit Hallahmi, psicologo, dellUniversità di Haifa che dopo aver ricordato lattentato al gas nervino a Tokyo il 20 marzo 1995, a causa del quale morirono 13 persone e molte furono ferite afferma : "Secondo quanto riportato dalla stampa, quattro Americani giunsero a Tokyo per difendere lAum Shinrikyo contro accuse di terrorismo di massa. Due di loro erano studiosi di NMR. Secondo queste informazioni, essi affermarono che lAum Shinrikyo non avrebbe potuto produrre il gas utilizzato per lattacco, e chiesero alla polizia giapponese di non annientare una religione e rifiutare la libertà (Reid, 1995; Reader, 1995)". [7]
In realtà, dice lautore dellarticolo, le autorità del Giappone precedentemente erano state piuttosto negligenti, se non conniventi, riguardo le attività criminali dellAum Shinri-kyo, proprio perché si trattava di un NMR. Egli stesso lamenta latteggiamento ostentatamente favorevole dei colleghi ed afferma che questo modo di agire non riguarda solo il caso dellAum Shinri-kyo ma è un modo di fare di un certo numero di ricercatori di NMR a suo avviso deplorevole. [8]
Michael Langone a questo proposito afferma in The Cult Observer che "... gli studiosi americani Gordon Melton e James Lewis si sono recati in Giappone (...) Da quando è stata data apertamente la notizia che i loro biglietti per il Giappone erano stati pagati da Aum (...) la loro visita non è stata più ben accolta in Giappone". [9]
Riguardo il pagamento dei biglietti va precisato che "In realtà, in apertura della conferenza stampa tenuta in Giappone, lo stesso J. Gordon Melton aveva precisato che le spese di viaggio del suo gruppo - ma nessun tipo di onorario - erano state pagate dalla Aum Shinri-kyo ". [10]
Indipendentemente da chi abbia dato la notizia i fatti restano e parlano da soli.
Qualsiasi ulteriore commento, a questo punto, sarebbe assolutamente superfluo.
Quello che, invece, ci preme sottolineare è che tragedie come quelle che abbiamo ricordato interpellano tutti, compresi gli studiosi, affinché si cerchi di trovare una spiegazione plausibile del fenomeno e i possibili mezzi per evitarne altre.
Non è il caso di nascondere la testa nella sabbia come fa lo struzzo, ma di tirarla fuori, spalancare gli occhi, aprire le orecchie e fare funzionare il cervello senza riguardi per nessuno, se da questo dipende la salvezza di vite umane, la salute psicofisica ed il bene spirituale delle persone.
Tornando a chi sta cercando di capire e vuole riprendere una indagine in questo campo onesta e scevra da pregiudizi, interessante appare la proposta di Zablocki, secondo il quale il concetto di "lavaggio del cervello" va ridefinito senza confusioni e poi trattato come qualsiasi altro concetto di psicologia sociale. Lidea secondo la quale il "lavaggio del cervello" implicherebbe la negazione della capacità di libera scelta è errata in partenza. Il "lavaggio del cervello", infatti, non afferma che la persona non è in grado di scegliere liberamente, ma che essa sceglie liberamente sulla base, però, di valori diversi e totalmente ristrutturati secondo la prospettiva del gruppo e del leader. Lautore sostiene che esiste una sequenza di eventi osservabile nel concetto di "lavaggio del cervello" che certe volte persiste per anni. "Questa sequenza visibile e relativamente chiara si articola in 4 tappe : 1) affiliazione, 2) modifica dello stile di vita, 3) disaffiliazione, e 4) disillusione". [11]
Lipotesi principale a cui si riferisce lautore è che, in certe circostanze, una persona può essere sottoposta ad un certo tipo di persuasione che riesce a trasformare i suoi valori di riferimento e il suo concetto di identità personale. Si tratta di un tipo di persuasione particolare che si attua in un gruppo molto unito, che controlla totalmente o quasi lambiente circostante lindividuo e che si serve, per esercitare la sua influenza, di forte stress e disorientamento.
La particolarità di questo tipo di persuasione sta nel fatto che essa persiste anche dopo che lindividuo ha lasciato il gruppo e nel terrore che questultimo ha di lasciarlo, come se la sua stessa vita dipendesse dallessere nel gruppo. Naturalmente, se tutti questi aspetti sono facilmente osservabili, non è detto che essi siano presenti in tutti i gruppi, né che siano presenti nella stessa intensità. E anche possibile che ci siano persone con caratteristiche individuali tali da non essere facilmente condizionate, poiché il processo funziona in modo diverso da individuo ad individuo.
Zablocki afferma anche che, a suo avviso, "... il lavaggio del cervello rimarrà probabilmente sempre un fenomeno relativamente raro a causa della difficoltà di raggiungere lalto livello di controllo ambientale e di influenza carismatica necessari per renderlo efficace". [12]
Il problema, a nostro avviso, è stabilire a quale livello di condizionamento una persona debba essere sottoposta per poter affermare che ha subito il "lavaggio del cervello". Questo problema di definizione deriva dal fatto che ci sono diversi livelli o gradi di condizionamento messi in atto allinterno dei vari movimenti, così come ci sono sensibilità e reazioni diverse delle persone sottoposte agli stessi stimoli ambientali. Zablocki sostiene che il "lavaggio del cervello" è un fenomeno relativamente raro, e lo fa in base alla sua esperienza e alle sue categorie valutative, altri studiosi sostengono che esso non esiste affatto, altri ancora ne evidenziano la presenza con una certa frequenza. La frequenza di questo fenomeno diventa ancora più difficile da stabilire quando si affronta il caso dei bambini e dei giovanissimi o di persone affette da problemi psicologici, categorie molto spesso coinvolte allinterno dei NMR, non per loro scelta ma per responsabilità di altri.
La controversia sulla esistenza, la frequenza e lintensità della manipolazione mentale allinterno dei NMR è stata affrontata anche dalle Commissioni parlamentari europee che hanno stilato Rapporti dopo i recenti suicidi collettivi.
A questo proposito potrebbe essere utile, a titolo informativo, ricordare quanto scrive M. Introvigne riferendosi alla Commissione parlamentare belga : "La commissione afferma di avere preso coscienza di questa divisione del mondo accademico, e di avere deciso di effettuare una vera e propria scelta di campo. Fondandosi sui propri lavori (e in particolare su decine di audizioni di ex-vittime) la commissione arriva alla conclusione che non può condividere le conclusioni del gruppo dei sociologi delle religioni, perché questi ultimi sottovalutano in modo manifesto i pericoli potenziali che le organizzazioni settarie rappresentano, in ragione dellaccostamento restrittivo e unilaterale che adottano. In particolare i sociologi - e il CESNUR- negano lesistenza della manipolazione mentale, mentre la commissione è stata messa di fronte a diverse testimonianze su questo punto che la hanno convinta del contrario. La commissione si permette anche di fare la morale ai sociologi, in quanto deplora che le conclusioni di questo tipo di analisi che si riferiscono ai nuovi movimenti religiosi siano pubblicate senza esame approfondito. E estremamente contestabile sul piano etico considerare unorganizzazione settaria come nuovo movimento religioso (...). Le analisi di questo tipo, che ignorano una faccia della realtà, finiscono in qualche modo per giustificare delle organizzazioni settarie nocive. Hanno per effetto di dare loro carta bianca o, almeno, di permettere che si dedichino più facilmente alle loro pratiche perniciose ". [13]
Un altro accenno allatteggiamento della Commissione riguardo al CESNUR lo troviamo nellarticolo di Julien Ries : "Al primo gruppo, il CESNUR, essi rivolgono vivi rimproveri per la pubblicazione del libro Pour en finir avec les sectes, nel quale 22 autori screditano il Rapporto della commissione dinchiesta dellAssemblea nazionale francese giudicato non scientifico perché è servito da giustificazione morale a numerosi rappresentanti di organizzazioni settarie durante la loro audizione a Bruxelles, a causa del loro sostegno, ai nuovi movimenti religiosi". [14]
Il rapporto parlamentare belga è stato molto criticato perché nella lista dei 189 movimenti sono inclusi anche gruppi cattolici perfettamente "ortodossi". Questa affermazione serve a qualcuno per suscitare nellopinione pubblica una sorta di allarmismo, come a dire : "attenti, cattolici, se approviamo i metodi della Commissione Parlamentare Belga (che accetta le testimonianze degli apostati) potrebbe, poi, accadere che anche qualche gruppo cattolico venga definito una setta ! ".
Naturalmente e giustamente questa possibilità creerebbe sdegno corale nel mondo cattolico. Di conseguenza, persone di fede comincerebbero ad abbracciare le stesse posizioni di sfiducia totale verso gli "apostati" o verso i movimenti "antisette" ai quali si rivolgono anche famiglie che cercano di "recuperare" congiunti affiliati a "sette" di vario genere. In questo modo potrebbe iniziare una nuova crociata di opinione, a nostro avviso, però, assolutamente fuori luogo.
Non riteniamo, infatti, che ci sia mai stato, che ci sia, o ci sarà mai una simile possibilità. Infatti il Rapporto Parlamentare Belga pubblicato il 28 Aprile 1997 mette nella Lista stilata dalla Commissione, costituita da 189 movimenti, anche alcuni gruppi cattolici, ma la Commissione in margine alla lista fa alcune precisazioni che sono molto importanti : "... questo elenco non costituisce né un giudizio di valore né una presa di posizione da parte della commissione; lesame di questi movimenti deve essere approfondito e la tavola deve essere aggiornata in permanenza. Ma a p. 209 si dice che la commissione ha potuto censire 189 organizzazioni che possono eventualmente corrispondere a una delle tre categorie che essa ha determinato nel quadro della definizione che essa ha adottato, e cioè - 1° setta o nuovo movimento religioso in sè senza pericolo - 2° setta o movimento religioso nocivo agli individui e alla società - 3° associazione a delinquere. In altre parole la commissione confessa de facto che essa ha fatto una mescolanza, lasciando alle varie persone o istanze la possibilità e la facoltà di classificazione ulteriore". [15]
Quindi i 189 movimenti (tra cui ci sono anche gruppi cattolici) non vengono differenziati nelle tre categorie scelte dalla Commissione che, evidentemente, non ha voluto prendersi la responsabilità di decidere e mettere nero su bianco quali gruppi siano pericolosi e quali no. Lascia ad altri questa decisione. Naturalmente il fatto che movimenti cattolici siano stati messi insieme a vere e proprie sette pericolose ha suscitato proteste anche da parte dei Vescovi. Alla fine il Parlamento ha approvato il Rapporto decidendo però di inserire l'elenco dei movimenti non nelle conclusioni, ma di considerarlo solo un Allegato. [16]
Ci sembra sufficiente questa puntualizzazione per affermare che non è vero affatto che il Parlamento Belga abbia tacciato di setta pericolosa l'Opus Dei o gli altri gruppi cattolici. Inoltre è strumentale incolpare i movimenti "antisetta", gli "apostati" o chiunque sostenga lesistenza del "lavaggio del cervello" nei NMR del fatto che siano stati "presi di mira" anche gruppi cattolici. Se la Commissione ha stilato quell'elenco è perchè si è basata su testimonianze e prove che ha ritenuto credibili. E, d'altra parte, quando si istituisce una Commissione Parlamentare dopo stragi come quella del Tempio Solare le persone che hanno più diritto ad essere ascoltate sono le vittime, e gli Stati hanno il dovere di indagare per verificare la pericolosità dei gruppi. Il fatto che la Commissione sia rimasta sul generico e non abbia inserito i vari gruppi nelle tre categorie, certo dispiace, perché sembra confondere gli uni con gli altri, e questa critica ci sembra giustificata. Questo, però, non autorizza nessuno ad estrapolare e travisare i fatti per "tirare acqua al proprio mulino" .
A questo punto ci sembra opportuno aggiungere qualche considerazione in proposito. La Chiesa Cattolica non è certamente una setta perché non ne ha alcuna caratteristica anche quando si incarna in movimenti dove più forte è lesperienza religiosa. Tuttavia non possiamo negare che, nel corso della sua lunga storia, ci siano state, ai margini della Chiesa, delle deviazioni dottrinali e dei casi di gruppi settari (oggi comunemente definiti pseudocattolici) nei riguardi dei quali i Vescovi spesso sono intervenuti, anche purtroppo a carico di sacerdoti, religiosi, suore o addirittura altri Vescovi che hanno deviato dalla dottrina autentica. Chi può negare che in alcuni di questi gruppi devianti ci siano stati casi di piccole o grandi "sette" con metodi di affiliazione e indottrinamento di tipo manipolativo simili a quelli di altre "sette"? Spesso sono gli stessi Pastori ad avvisare e a mettere in guardia i fedeli dal credere avventatamente a veggenti, profeti, santoni di vario genere che mescolano lautentica fede che la Chiesa ha nellesistenza dei fenomeni soprannaturali a fanatismo e settarismo. Dobbiamo riconoscere che la Chiesa è santa e peccatrice e tutti dobbiamo adoperarci non per nascondere la testa sotto la sabbia come fa lo struzzo, ma per vedere, avvisare ed aiutare chi è confuso o sviato da dottrine fuorvianti.
Questo, per un credente, non vuol dire rapire, minacciare, imprigionare, ricattare, in una parola costringere chi sta sbagliando a tornare alla fede autentica. Vuol dire, invece, dialogare con rispetto dicendo alla persona chiaramente la verità e avvisandola delle possibili conseguenze gravi della scelta che sta per fare o che ha già fatto. Dopodiché la persona sceglierà in libertà e ai suoi fratelli nella fede non resterà che pregare e testimoniare il Vangelo con più tenacia e coraggio di prima.
Forse qualcuno riuscirà a trovare anche in queste affermazioni la negazione della libertà religiosa, a noi sembra invece che si tratti semplicemente della "correzione fraterna" di cui parla Gesù nel Vangelo.
Lo stesso atteggiamento di carità misto a verità va attuato, pur se in modo diverso, con tutti coloro che, anche al di fuori del mondo cattolico, si trovano coinvolti in gruppi e movimenti di vario genere dove si può riscontrare qualche indizio che faccia pensare al cosiddetto "lavaggio del cervello". Se questa nozione viene interpretata ed utilizzata in modo equilibrato, moderato e rispettoso verso laltro, essa può aiutare a capire meglio le dinamiche interne a certi NMR e a prestare laiuto necessario a seconda dei casi. Non ci sembra, perciò, né utile, né onesto, volere ad ogni costo "il funerale" di questo concetto per poter così giustificare più facilmente le attività lesive della libertà delle persone attuate in certi gruppi.
Questo è quello che, secondo Zablocki, molti suoi colleghi hanno fatto : il "lavaggio del cervello" , come concetto è stato trattato indecorosamente, è stato dichiarato colpevole e messo da parte senza un leale processo scientifico. Questo trattamento indecoroso è stato chiamato da Zablocki "lista nera". [17] Egli afferma che la maggioranza degli studiosi non è mai stata in grado di confutare questa teoria, lha solamente messa da parte. Altri lhanno utilizzata in modo distorto nelle aule di tribunale e da questo uso distorto è nato il pregiudizio anche verso quegli studiosi che vorrebbero indagare sul fenomeno e che vengono accusati, solo per questo, di appartenere a movimenti "antisette".
Chi scrive è testimone in prima persona di questo malvezzo di etichettare gli altri in modo semplicistico, ingiusto e molto poco rispettoso, da parte di qualcuno.
Ormai, comunque, vista la disinvoltura con la quale qualcuno etichetta le persone e le associazioni con epiteti intesi in senso dispregiativo come la parola "antisetta", questo aggettivo ha perso molta della sua forza e del suo significato. Questo accade ogniqualvolta si abusa di una categoria o di una definizione.
Allo stesso modo si è abusato della parola "deprogrammazione". Nessuno può negare che nel passato alcuni abbiano fatto ricorso a tecniche violente e a rapimenti di persone per costringerle a lasciare un gruppo "religioso". Chi ha usato questi metodi non ha fatto altro che mettere in atto un altro genere di "lavaggio del cervello" che è altrettanto deprecabile e lesivo della libertà personale.
Ma, senza arrivare a questi eccessi, ci può anche essere chi crede nella possibilità che alcune organizzazioni "religiose" operino un certo grado di condizionamento sui propri adepti senza assolutamente approvare la tecnica della deprogrammazione. Si potrebbe anche chiedere a chi rifiuta di credere alla realtà del "lavaggio del cervello" e ne afferma solo lesistenza mitologica : se il "lavaggio del cervello" non esiste, allora cosa farebbero i deprogrammatori alle persone? Come si può accusare i deprogrammatori di usare tecniche coercitive simili al "lavaggio del cervello" quando si afferma che tali tecniche non esistono ? Che teoria scientifica è questa, che afferma lesistenza di un fenomeno solo se esso è messo in atto da una categoria ben definita di persone (in questo caso i deprogrammatori) ?
Se il "lavaggio del cervello" esiste, esiste sia che lo attuino i leader carismatici sia che lo attuino i deprogramatori, se non esiste allora non si può accusare nessuno di praticarlo.
Qualcuno potrebbe obiettare che, mentre i deprogrammatori talvolta hanno addirittura rapito le loro "prede", chi entra in un movimento religioso lo fa liberamente. Questa questione dei metodi di affiliazione, che Zablocki ritiene poco rilevante ai fini della definizione del concetto di "lavaggio del cervello", richiede, invece, a nostro avviso qualche breve considerazione.
Se fosse vero che sempre laffiliazione ad un gruppo avviene nel rispetto della libertà di scelta della persona, potremmo essere senzaltro daccordo con questa impostazione. Ma la realtà dei fatti non sempre ci conforta in questo. Dunque esaminiamo qualche esempio concreto :
1) Una persona in cerca di lavoro approda ad una agenzia di collocamento nella quale viene sottoposta a test "attitudinali" che hanno lunico scopo di saggiare le sue capacità in vista del futuro impiego. Se, nel tempo, senza avvedersene, si ritrovasse membro di unorganizzazione psicoreligiosa, potrebbe sì allontanarsene, ma se fosse già stato condizionato e avesse già subito la pressione del gruppo, divenuto punto di riferimento affettivo per lindividuo ? In questo caso possiamo affermare che la persona è entrata liberamente nel gruppo ? E se al nuovo adepto venissero celate parti della dottrina del gruppo rivelate solo in seguito quando egli sarà ritenuto "pronto" dai leaders ? Potremmo affermare che in questo caso la persona era pienamente consapevole di ciò a cui andava incontro fin dallinizio della sua "scelta" ?
2) Un giovane studente con problemi nello studio della lingua straniera riceve un allettante bigliettino a fumetti nel quale viene invitato presso una chiesa nella quale gratuitamente gli verranno date lezioni di lingua straniera da insegnanti di madrelingua, se si recasse sul posto e, dopo un certo tempo, gli venissero presentati testi "strani" in lingua che raccontano la vita del fondatore di una religione e di come egli abbia ricevuto la "grande rivelazione" e chi funge da insegnante ne decantasse le virtù proclamandosi suo seguace, etc, etc ... Se seguissero poi inviti gentili a partecipare a funzioni religiose e a recitare particolari preghiere, non ci si potrebbe chiedere se in questo caso la persona si sia avvicinata al gruppo per ben altri motivi e poi sia stata dirottata dolcemente (cioè senza rapimenti) da tuttaltra parte?
3) Un cristiano viene avvicinato da un solerte "missionario" che gli propone uno studio biblico gratuito a domicilio. Questo cristiano potrebbe accettare ben volentieri per tentare di approfondire la propria fede. Ma se la "bibbia" studiata a domicilio non fosse tale e il povero padrone di casa non se ne rendesse conto perché ignorante e, attraverso le alterazioni, venissero veicolate nella sua mente dottrine non conformi affatto alla Bibbia che lo spingessero poi ad abbandonare la sua precedente religione per abbracciare quella propostagli dal suo "insegnante", potremmo dire in questo caso che la persona ha liberamente e consapevolmente accettato una religione o si potrebbe pensare che è semplicemente vittima di un imbroglio?
Questi esempi potrebbero moltiplicarsi a dismisura. Essi ci fanno pensare che i "rapimenti" possono essere di diverse specie. Alcuni tipi di rapimenti vengono giustamente puniti dalle leggi vigenti, altri (purtroppo) no. Però avvengono ogni giorno, sotto i nostri occhi.
Chi finanzia le ricerche sui NMR ?
Se la ricerca scientifica è sempre parziale perché opera umana e quindi soggetta a limiti, figuriamoci quello che può accadere quando, come in questo caso, essa risente di pregiudizi e preclusioni, o peggio è circondata dal sospetto sulla sua integrità ed obiettività.
E quanto afferma B. Zablocki : "Riguardo ai finanziamenti un ostacolo maggiore verso il progresso desiderato è la nube di segreti che circonda i fondi della ricerca sui NMR. La sociologia della religione non può più a lungo evitare la onnipresente questione etica di come comportarsi con le grandi somme di denaro che sono messe in campo dai gruppi religiosi che vengono studiati e, in proporzione minore, dai loro oppositori. Se nella forma di sovvenzione di spese per la ricerca, sovvenzione di pubbblicazioni, opportunità di sponsorizzare e organizzare conferenze, o dare onorari per servizi, questo denaro non è insignificante, e la sua influenza sui risultati della ricerca e le posizioni prese nelle dispute tra studiosi è conosciuta pochissimo (...) Io so che ci sarà grande resistenza a tirar fuori questi scheletri dallarmadio, ma penso che non ci sia altra scelta. Questa è una questione che si va ricostruendo lentamente ma inesorabilmente attraverso uno scandalo pubblico (...) Non sto dicendo che sia necessariamente sbagliato accettare fondi dalle parti interessate, pro o contro, ma penso che ci debbano essere più spiegazioni pubbliche sulla provenienza del denaro e su quali precauzioni sono state prese per assicurare che questo denaro non sta interferendo con lobiettività scientifica". [18]
Tanto per dare lesempio Zablocki fornisce anche alcuni dettagli sui fondi di cui egli stesso ha usufruito per le ricerche. [19]
Qualcuno potrebbe a questo punto affermare che queste insinuazioni sono infondate, che si tratta di una campagna denigratoria a danno di un certo numero di studiosi.
Per fare queste affermazioni, però B. Zablocki si fonda su un documento, una email datata 20 Dicembre 1989 che lui stesso ricevette : "... un messaggio di posta elettronica datato 1989 che fu spedito ad una ampia lista di destinatari. Io fui uno dei destinatari poiché chi spediva credette, sbagliando, che io avrei aderito alle idee che venivano manifestate. Anche se il messaggio di posta elettronica è stato ampiamente distribuito ed è famoso nel nostro ambiente , non vedo nessun bisogno di mettere in imbarazzo lautore citando il suo nome". [20]
Questo messaggio riporterebbe il resoconto di "... un incontro di alcuni sociologi della religione avvenuto nel 1989 svoltosi subito dopo un episodio (...) che si risolse nel loro fallimento nellottenere che lAmerican Sociological Association abbracciasse una risoluzione presentata alla Suprema Corte degli Stati Uniti nella quale si rifiutava la validità scientifica del concetto di lavaggio del cervello ..." [21]
Lo stesso messaggio di posta elettronica viene citato da B. Beit -Hallahmi. Lautore afferma : " Io ho davanti a me un frammento di prova che rivela significative collusioni tra i ricercatori e i NMR. Questo è un memorandum confidenziale, datato 20 Dicembre 1989, di cui è autore un ricercatore sui NMR, che affermava di scrivere da parte di altri due ricercatori autori delliniziativa, tutti sociologi. Copie di questo documento sono state fatte circolare da un gruppo anti-NMR e la sua autenticità è aldilà di ogni dubbio. E significativo che questo documento sia stato spedito ad una lunga lista di sociologi via email, ed è stato già citato. E imbarazzante riferire di un memo confidenziale scritto da un caro collega, ma non è stata meno imbarazzante lesperienza di essere testimone di cari colleghi che collaborano e sono "complici" di una varietà di organizzazioni mascherate. Questo documento riporta una serie di incontri e attività che coinvolgevano molti studiosi di NMR, avvocati dei NMR, leaders dei NMR e qualche altro studioso. (...) Ciò che è sorprendente è il chiaro significato con cui i membri della ricerca guardavano i NMR come alleati, e non come soggetti di studio. Sembra che gli studiosi fossero molto più desiderosi dei NMR di guidare la battaglia per la legittimità degli stessi NMR". [22]
Beit-Hallahmi, subito dopo, cita alcune righe della famosa email : " I nostri incontri con i membri della Chiesa dellUnificazione hanno confermato le nostre prime impressioni che ... la loro risposta è focalizzata sostanzialmente a risolvere le crisi contingenti. Io li ho spinti sulla questione se potesse essere possibile per la Chiesa dellUnificazione in collaborazione con molti altri NMR raccogliere un significativo ammontare di denaro - senza "seccature" per noi - per un gruppo indipendente, che a turno, avrebbe avanzato proposte, e avrebbe finanziato la ricerca sui NMR. I NMR erano poco entusiasti, pensava lo scrivente, e La cooperativa che finanzia lAmerican Conference on Religious Freedom sembrerebbe essere il massimo a cui sono disposti ad arrivare fino ad oggi (Confidential, 1989, p.4). In aggiunta allidea di creare unorganizzazione finanziata dai NMR, ... noi abbiamo passato molto tempo a considerare se potesse essere il momento giusto per importare ... INFORM o creare una organizzazione US che potrebbe ricoprire un ruolo similare ... INFORM ha adottato una strategia molto efficace nel neutralizzare i movimenti antisetta nel Regno Unito (Confidential, 1989, p.5).". [23]
Beit-Hallahmi, subito dopo, ricorda la fondazione, nel 1992, di AWARE, lAssociazione degli Accademici del Mondo per la Libertà Religiosa, organizzazione che ha, tra i suoi scopi fondamentali quello di promuovere la libertà intellettuale e religiosa. Dopo alcune considerazioni lautore afferma : "Alla luce di ciò di cui siamo stati testimoni noi siamo costretti a rileggere, (...) lintero corpo della letteratura sui NMR". [24]
Riguardo allemail citata da Zablocki e Beit-Hallahmi, ci è stato riferito che la Dott.ssa Eileen Barker sostiene che essa sia incompleta. Sarebbe stata, infatti, privata di alcune note molto importanti. Questa omissione avrebbe causato una cattiva comprensione dellemail stessa. Poiché siamo venuti a conoscenza di questa contestazione sulla completezza del documento in questione abbiamo richiesto (tramite email) alla Dott.ssa Barker di inviarci la fotocopia delloriginale del documento (con tutte le note) di cui sosterrebbe di essere in possesso. In questo modo si potrebbe stabilire se effettivamente lemail non corrisponde al testo integrale e se le note omesse sono di importanza rilevante per la comprensione del testo.
Attualmente siamo in attesa fiduciosa che la Dott.ssa Barker ci invii il documento e siamo pronti a rettificare o completare quanto detto in questo articolo riguardo allemail, se lo riterremo necessario.
Se, come noi pensiamo, la email ricevuta dal Dott. Zablocki rispecchiasse sostanzialmente ciò che gli studiosi riuniti in meeting si sono proposti alla fine degli anni ottanta, non potremmo che concordare con chi afferma che la maggior parte delle ricerche sui NMR effettuate da allora in poi sono state condizionate fortemente da "collusioni" tra ricercatori e NMR, con limpiego di somme di denaro ingenti da parte di questi ultimi che non possono non aver influito sullimpostazione e sui risultati delle ricerche stesse.
Conclusione
Vorremmo concludere finalmente con le parole dei nostri Pastori che, sensibili alla salute spirituale del loro gregge, si sono interessati della nuova sfida delle sette , sfida tipica dei nostri tempi ed hanno approvato, il 30 maggio 1993 la Nota Pastorale del Segretariato per lEcumenismo e il Dialogo della CEI. I Vescovi, dopo aver elencato alcune motivazioni per cui le persone entrano nelle sette e vi rimangono, dicono testualmente : "Altre motivazioni di rilievo vanno cercate in ambito propriamente psicologico. Lappartenenza alle sette costituisce un facile rifugio per persone turbate psicologicamente, bisognose di una sicurezza che non pretenda il prezzo di una personale ricerca. A volte accade che gli adepti a una setta vengano vincolati attraverso forme di coercizione emotiva e psicologica, di controllo e vigilanza, fino ad arrivare a vere e proprie limitazioni delle libertà personali. In questo caso ci si trova di fronte a un successo imposto e tutelato". [25]
La Nota Pastorale sottolinea, insieme a questo aspetto, che è una realtà a nostro avviso incontrovertibile che latteggiamento giusto di fronte al fenomeno settario deve essere dialogico e "al di là dellirenismo e del settarismo", e si dilunga in una serie di consigli pastorali che sono ricchi di spunti di dialogo, carità e rispetto per le persone.
Abbracciamo in pieno queste indicazioni pastorali nella fiducia che esse possano essere condivise anche da tutti i cattolici sinceri e impegnati disinteressatamente.
ALBERTO AMITRANI e RAFFAELLA DI MARZIO
NOTE :
[1] Benjamin Zablocki, "The Blacklisting of a Concept. The Strange History of the Brainwashing Conjecture in the Sociology of Religion", Nova Religio: The Journal of Alternative and Emergent Religions, vol. 1, n. 1 (ottobre 1997), pp. 96-121 (p. 98). Questo articolo è stato pubblicato ad Ottobre 97. Il secondo articolo (continuazione del primo) è stato pubblicato nellAprile del 1998 sempre su Nova Religio. Sono state pubblicate anche una replica di D. Bromley ed una replica di Zablocki a questultimo.
[7] Benjamin Beit Hallahmi, "Dear collegaues: integrity and suspicion in NRM research", paper presented at the 1997 annual meeting of the Society for the Scientific Study of Religion, p. 1.
[9] Michael D. Langone, "Le sette in Giappone. Una prospettiva americana", Movimenti Religiosi Alternativi, n. 23, p. 28-32, (p. 32).
[10] M. Introvigne, "Movimenti anti-sette e ricerca scientifica", in Giovanni Cantoni e M. Introvigne, Libertà religiosa, "sette" e "diritto di persecuzione", Cristianità, Piacenza 1996, p. 142.
[11] Benjamin Zablocki, Ibid., p103.
[13] M. Introvigne, "Il ritorno dei giacobini: il rapporto della commissione parlamentare belga d'inchiesta sulle sette", 2. Il metodo, CESNUR, 1997.
[14] Julien Ries, "Sette e nuovi movimenti religiosi davanti alla Commissione Parlamentare Belga" , "Religioni e Sette nel mondo" , Rivista trimestrale di cultura religiosa, Anno 3, n. 2 (giugno 1997), pp. 175-193 (p. 183)
[17] cfr. Benjamin Zablocki, Ibid.
[19] Ibid., p. 121. - nota 70.
[20] Ibid., p. 118. - nota 29.
[21] Ibid., p. 107. Si tratta del noto episodio dellAmicus brief (dichiarazione di alcuni studiosi secondo la quale non ci sarebbe nessuna prova per affermare che nel processo del "lavaggio del cervello" la coercizione fisica può essere sostituita da altro tipo di coercizione), prima firmato e poi ritirato dallASA. Il motivo di questo altalenare apparentemente incomprensibile è semplice. Un funzionario esecutivo dellASA semplicemente firmò il brief sostituendosi arbitrariamente allintera ASA e lo spedì alla Suprema Corte (come se lASA lavesse approvato ufficialmente) prima di farlo discutere dal Consiglio. Più tardi ammise di aver fatto uno sbaglio in buona fede e che pensava che la discussione fosse già avvenuta. Nella sua documentazione, comunque, non vi è traccia di questa fantomatica discussione. La fretta e la segretezza di operazioni di questo tipo mostrano il "clima" che si respirava alla fine degli anni 80.
[22] Benjamin Beit Hallahmi, Ibid., p. 4.
[25] Segretariato per lecumenismo e il dialogo della CEI, "Limpegno pastorale della Chiesa di fronte ai nuovi movimenti religiosi e alle sette", Nota Pastorale del 30 Maggio 1993, Edizioni Paoline, Milano, 1993, pag. 16.
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