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PENSO, QUINDI SONO !

Tratto da "In Altum" Nuova Serie - N. 73 - Anno 17 - Gennaio-Febbraio 1999


"A volte accade che gli adepti di una setta vengano vincolati attraverso forme di coercizione emotiva e psicologica, di controllo e vigilanza, fino ad arrivare a vere e proprie limitazioni delle libertà personali".

 

    La sfida delle nuove forme di religiosità è lo specchio fedele di una ricerca autentica del sacro che talvolta potrebbe condurre ad abbracciare forme di pseudoreligiosità che, invece di promuovere l’uomo, lo danneggiano in vari modi.

    Premettiamo che non è nostra intenzione generalizzare quanto diremo nel corso di questo articolo. Siamo consapevoli, infatti, dell’importanza di distinguere un movimento dall’altro senza pregiudizi di sorta verso nessuno e nel rispetto della libertà di ogni persona a professare liberamente la propria fede.

    La Nota Pastorale "L’impegno pastorale della Chiesa di fronte ai nuovi movimenti religiosi e alle sette" del 1993, quando esamina le motivazioni che inducono le persone ad aderire a questi movimenti, tra l’altro, dice:" A volte accade che gli adepti a una setta vengano vincolati attraverso forme di coercizione emotiva e psicologica, di controllo e vigilanza, fino ad arrivare a vere e proprie limitazioni delle libertà personali".

    Questa realtà tristissima purtroppo si può verificare in alcuni gruppi. Nel nostro tentativo di esemplificare i processi di condizionamento che si verificano in certi Nuovi Movimenti Religiosi (NMR), dopo aver visto come viene effettuato il cosiddetto controllo del comportamento dei membri da parte del leader, esaminiamo l’altro tipo di controllo: quello dell’informazione.

    Esso si attua tenendo nascoste agli adepti o ai potenziali adepti le informazioni sulla vera storia del gruppo, sulle sue vicissitudini storiche, sui cambiamenti avvenuti nella sua dottrina, sui documenti "compromettenti", sui finanziamenti ricevuti, sulle tecniche di addestramento. Solo pochissimi sono a conoscenza di queste informazioni e sono quelli che occupano i posti al vertice dell’organizzazione. Quando si verifica la defezione di un membro importante del gruppo cominciano, infatti, per quest’ultimo, i problemi seri. La persona che lascia il gruppo dopo aver occupato in esso posizioni di prestigio rivelando all’esterno i "segreti", arreca un danno gravissimo all’ organizzazione. E’ il caso, per esempio, di R. Franz, esponente di rilievo del Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova, che, dopo aver lasciato il gruppo, scrisse un libro" Crisi di coscienza" nel quale rivelava alcune informazioni che concernevano la Società Torre di Guardia, causando non pochi problemi a quest’ultima.

    Molti Testimoni di Geova, per esempio, non sanno che la Società Torre di Guardia ha già previsto, sbagliando, la data della fine del mondo. Questa informazione in realtà è alla portata di tutti, basta semplicemente leggere la storia dell’organizzazione. Se un Testimone di Geova viene informato di questi "errori" compiuti dalla organizzazione, rifiuta semplicemente l’informazione dicendo che si tratta di calunnie costruite dai loro nemici. Questo può dare l’idea del clima che si respira in certi ambienti.

    Può essere illuminante, a questo proposito, per evidenziare come i processi di condizionamento siano sempre gli stessi anche in contesti "religiosi" diversi, citare alcune frasi tratte dalla testimonianza di una persona che si era avvicinata ad alcune pratiche di tipo New Age e che, dopo essere uscita dal "tunnel", dice:"...la mia vita è quasi andata a rotoli, fino a che non ho deciso di riprendere il controllo delle mie azioni, dei miei pensieri e dei miei sentimenti... Io vorrei soltanto dire alle persone che si riconoscono in una esperienza simile di non isolarsi, di parlare con i propri genitori, con un amico, con il proprio parroco, insomma con qualcuno che ne sia al di fuori; perchè il loro scopo è proprio quello di isolare, di fare in modo che non avvenga più un confronto con altre realtà. Questo solevano ripetere:"... Forse è meglio che di quello che ti accade non parli con gli altri, perchè sarebbe come dare le perle ai porci: non capirebbero e ti prenderebbero per pazza, non sanno che tu sei un essere evoluto, questo gli altri lo ignorano!".

    E’ importante far presente che tutto questo si verifica in organizzazioni settarie che usano l’inganno e lo "spionaggio" (cioè il far spiare i membri in crisi da altri membri addestrati a questo scopo) come mezzo per fare proseliti o per trattenere gli adepti nel gruppo, quando questi ultimi cominciano a fare "troppe domande", mettendo così in pratica il principio che "il fine giustifica i mezzi".

    Veramente significativo, purtroppo, a questo proposito, è il trattamento riservato agli ex membri di queste organizzazioni. Poichè essi sono ritenuti "potenziale fonte di guai" viene interdetta anche la comunicazione con loro. Accade che agli adepti venga vietato di parlare o salutare queste persone, anche se si tratta del padre, della madre, del figlio, della sorella, del marito, della moglie ecc. Spesso, peccati confessati quando si era ancora membri del gruppo, vengono rivelati pubblicamente al fine di mettere in cattiva luce la persona che ha abbandonato la setta, senza riguardo per fatti inerenti la vita privata ed intima della persona.

    Il Controllo delle informazioni viene attuato anche vietando o riducendo l’accesso ai mass media: radio, televisione, giornali e, recentemente, perfino la rete Internet. Indicativo a questo proposito è la censura che sarebbe stata effettuata da Scientology sulla rete delle reti, attraverso l’uso di software programmato appositamente per non permettere l’accesso ai membri dell’organizzazione a certi siti giudicati evidentemente "pericolosi" perchè forniscono informazioni alternative a quelle date dall’organizzazione. Tra le molte interdizioni e censure figurerebbe perfino la dicitura "chiesa cattolica". Ciò vuol dire che se l’adepto, "navigando in Internet" si imbattesse in siti informativi in qualche modo correlati con le parole "chiesa cattolica" il programma del computer non gli permetterebbe di accedere alle informazioni.

    Da questi fatti si evince chiaramente quanto certe organizzazioni temano l’informazione e questo le distingue nettamente da istituzioni religiose che non hanno nulla da nascondere e che quindi non praticano alcun tipo di "censura" sui loro fedeli.

    Il terzo tipo di controllo che potrebbe essere effettuato sui membri del gruppo è il controllo del pensiero. Esso si attua attraverso un indottrinamento continuo ed accurato: la dottrina della setta è l’unica verità in grado di spiegare la realtà esterna ed interna all’individuo; essa funge da filtro per qualsiasi informazione provenga dall’esterno: vengono accettate, cioè, solo quelle parti della realtà che sono in accordo con la "verità" propugnata dall’organizzazione. Tutto il resto viene rigettato. Gli unici pensieri che la persona può avere sono quelli positivi sul gruppo e sul leader, la critica non è accettata e, se c’è qualcosa che non va, il problema non è mai nel leader, nella dottrina o nel gruppo, ma è nella persona che è in crisi, la quale non si impegna abbastanza e non ha abbastanza fede.

    Con il tempo i vari membri potrebbero uniformare sempre più il loro pensiero assumendo la certezza di essere un pugno di "eroi buoni" che combattono contro "il male del mondo". In questa prospettiva si spiega come sia possibile che quando, come spesso avviene, una profezia annunciata dal leader non si verifica, i membri del gruppo non perdano la "fede" in lui. Festinger ha studiato questo fenomeno (dissonanza cognitiva), che a prima vista è incomprensibile. Questo studioso esaminò il caso di persone che rimanevano nel gruppo anche dopo aver sperimentato il fallimento di una profezia. Esse non lasciavano il gruppo perchè sarebbe stato troppo doloroso ammettere di aver dato tutta una vita o di aver sacrificato affetti, beni materiali, lavoro, ecc., per una favola o un sogno irrealizzabile

    Poichè non è questa la sede per una spiegazione tecnica del processo della "dissonanza cognitiva" ci limitiamo a riprendere un esempio concreto: la fondatrice di una setta che aspettava la fine del mondo disse di aver ricevuto un messaggio dai "Guardiani" dello spazio profondo. Ci sarebbe stata una inondazione dalla quale si sarebbero salvati solo i veri fedeli, cioè i membri del suo gruppo. Alla mezzanotte del giorno fissato essi sarebbero stati raccolti da dischi volanti. Il giorno annunciato gli adepti si riunirono, ma non accadde nulla. Dopo molte ore di attesa la leader ricevette un altro messaggio: il mondo era salvo come premio della fiducia dei fedeli. A questa rivelazione tutti furono pieni di gioia e si rafforzarono nella fede poichè grazie alla loro fede il mondo si era salvato.

    Caratteristico di questi gruppi è anche un tipo di linguaggio tipico comprensibile solo ai membri: si tratta di un linguaggio molto povero, con termini rigidi e facilmente memorizzabili. In questo modo, cioè con la restrizione del linguaggio a formule fisse, l’individuo potrebbe essere sempre più isolato dal mondo esterno poichè gli unici in grado di capire la sua comunicazione sono gli altri adepti. Se fosse così, potrebbe venire mortificata perfino la capacità espressiva, la creatività e la libera espressione dei propri sentimenti e delle proprie idee.

    L’esperienza insegna che, quando queste persone lasciano il gruppo, risentono ancora molto del linguaggio che gli era stato "insegnato" e talvolta si sorprendono ad usare gli stessi stereotipi anche se nessuno più li obbliga a farlo. Segno, questo, che il condizionamento subito nel gruppo è forte e persiste nel tempo. Chi si accinge ad aiutare queste persone deve anche, perciò, "apprendere" il loro linguaggio, altrimenti la comunicazione risulta molto difficile e poco efficace.

    Attraverso queste varie metodiche viene effettuato una specie di "bombardamento intellettuale", che potrebbe indebolire le capacità intellettuali e critiche di una persona anche senza far ricorso all’uso di droghe o a torture fisiche. Risultati simili sono stati raggiunti anche, naturalmente nel tempo, con estrema gradualità, e con effetti diversi a seconda delle caratteristiche individuali delle persone, attraverso altre tecniche, come per esempio il continuo ripetere certe formule o insegnamenti che l’adepto deve recepire concentrando la sua attenzione unicamente su di esse, sforzandosi solo di recepire e mai di riflettere.

    Alcune volte vengono utilizzate anche tecniche che utilizzano il corpo, come, per esempio, una tecnica di respirazione che si chiama "iperventilazione", che può causare mal di testa e altri disturbi più gravi, oppure grida e canti continui e ripetuti, movimenti ripetitivi ed oscillanti che possono indurre vertigini e svenimenti scambiati per esperienze spirituali.

    Non abbiamo certamente la pretesa di aver esaurito l’argomento ma solo di aver dato qualche utile informazione a scopo esclusivamente preventivo.

    Concludiamo con le parole della Nota Pastorale nella parte in cui sollecita i credenti ad assumere verso il proliferare dei NMR un atteggiamento equilibrato: "A ragion veduta si può osservare che le sette i e i nuovi movimenti religiosi normalmente appaiono chiusi al dialogo, protesi come sono all’annuncio con metodi di propaganda che si servono della pressione psicologica, tendendo a soggiogare l’interlocutore in modo da raggiungere una adesione acritica e totale, fino a produrre, in taluni casi, il plagio della personalità".

    A questi "metodi" si contrappone quello rispettoso che implica un consenso convinto e responsabile del fedele, che non rinuncia, nell’abbracciare la fede, qualsiasi essa sia, alla sua intelligenza e capacità critica e che ha il diritto e il dovere di porsi tutte le domande che desidera e quindi a "rendere ragione della sua fede".

 

In questo articolo ci siamo serviti dei contributi di M.Singer, S. Hassan, Lifton, Festinger
Movimenti Religiosi Alternativi n. 27 pag. 28
"L’impegno pastorale della chiesa di fronte ai nuovi movimenti religiosi e alle sette",
Nota pastorale del Segretariato per l’ecumenismo e il dialogo della CEI, 30 Maggio 1993.

 

 

                                 RAFFAELLA DI MARZIO

 


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