HOME INFO ARTICOLI LIBRI LINKS NEWS

 

PRIGIONI SENZA MURA NE' SBARRE ...

Tratto da "In Altum" Nuova Serie - N. 74 - Anno 17 - Marzo-Aprile 1999


    Stiamo cercando di esaminare, per quanto possibile in modo corretto e obiettivo e senza pregiudizi, il tema difficile e controverso dei condizionamenti effettuati all’interno di alcuni Nuovi Movimenti Religiosi (NMR) e sette di vario genere, che contribuiscono ad "intrappolare" gli adepti per scopi non sempre trasparenti.

    Coloro che aderiscono alle nuove forme di religiosità sono persone che ricercano sinceramente Dio o qualcosa che possa estinguere la loro sete di spiritualità. Anche molti leader di NMR sono convinti di fornire al prossimo le risposte giuste alle loro domande fondamentali. Se escludiamo i casi di frode, che pure ci sono, le persone coinvolte nelle sette sono degne del massimo rispetto, come qualsiasi persona sinceramente convinta che il suo credo sia quello autentico. Non spetta all’uomo decidere per gli altri quale strada il Signore utilizzi per portarlo alla salvezza.

    Ciò che ci interessa in questo contesto è, invece, fare luce su quel mondo sommerso di cattiveria, strumentalizzazione, meschinità che purtroppo caratterizza un certo numero di gruppi pseudoreligiosi. Non è nostra intenzione, perciò, generalizzare, ma solo fornire qualche informazione che aiuti a riconoscere subito certi "sintomi" dai quali si può diagnosticare la "malattia". Il nostro scopo è prevenire questo fenomeno che ci interpella sì, come cristiani per preservare la purezza della nostra fede, ma che ci interpella anche come esseri umani obbligati da Cristo ad amare il nostro prossimo cercando, per quanto possibile, anche di difenderlo da insidie di cui non è pienamente cosciente.

    Alcuni studiosi sostengono che certi gruppi effettuano sui loro adepti delle forme particolari di controllo. Dopo aver esaminato i primi tre tipi ci controllo (controllo del comportamento, controllo dell’informazione, controllo del pensiero), passiamo ad esaminare il quarto: il controllo delle emozioni.

    Quest’ultimo si esercita attraverso il condizionamento della vita emotiva della persona, cioè dei suoi sentimenti. I due elementi fondamentali che consentono di effettuare questo controllo sono: il senso di colpa e la paura.

    Il senso di colpa può essere utilizzato per opprimere le persone: se, per esempio, nel gruppo qualcosa va male o l’adepto è in difficoltà per un motivo qualsiasi, la ragione delle difficoltà e la colpa ricadono tutte e sempre su di lui. Certe volte è possibile che il senso di colpa sia talmente forte che l’adepto arrivi a ringraziare il leader per la "punizione " che gli viene inflitta e che lui considera meritata!

    All’interno di questi gruppi esiste qualcosa che è stato definito da Lifton "obbligo di purezza": esso consiste nella convinzione di poter ottenere nel gruppo l’assoluta purezza e qualsiasi cosa venga fatto per ottenerla è buono e moralmente accettabile. Tutto ciò che è "impuro" è combattuto: in modo particolare il mondo esterno, i dissenzienti, i critici del gruppo. Gli adepti sono portati ad ingaggiare una gara strenua per conseguire gli obiettivi del gruppo, obiettivi di purezza assoluta che sono in realtà irraggiungibili. Poiché, però, le richieste di "perfezione" sono sempre maggiori e le difficoltà sempre più insormontabili, l’adepto che non riesce a conseguirli si sente sempre più in colpa e "debitore" verso il leader ed il gruppo che, nella loro magnanimità, lo accolgono all’interno di un meraviglioso "paradiso" del quale non si sente degno.

    Poichè le "impurità" vengono dal mondo esterno uno dei modi che gli adepti hanno per sollevarsi dal senso di colpa è quello di scaricare la loro aggressività e il loro odio verso di esso piuttosto che verso il vero artefice della loro sofferenza: il gruppo o il leader.

    Questi processi di controllo sociale si sono sempre verificati nella storia, e quando hanno interessato grandi masse hanno prodotto l’odio di massa, la guerra, la distruzione degli "eretici". A questo proposito è interessante notare come, mentre molti NMR si attivano per fare propaganda a tappeto a favore della salvaguardia della libertà religiosa, la quale sarebbe secondo loro in pericolo, al loro interno essi vivano in una atmosfera di risentimento e avversione verso chiunque non sia del gruppo, specialmente se manifesta un atteggiamento di critica. Qualsiasi critica, anche documentata, rispettosa ed obiettiva, non viene accettata perchè la setta è perfetta in sè e nessuno può metterne in discussione la dottrina, la gestione ecc.

    Dunque, a fronte di una difesa strenua della tolleranza e della libertà religiosa all’esterno del gruppo, al suo interno spesso si persegue una continua, ostinata e programmata campagna di odio verso gli altri. Fatto, questo, che lascia effettivamente perplessi sul fatto che si voglia realmente difendere la libertà religiosa.

    Un’altro modo per indurre il senso di colpa nei seguaci è quello di spingerli a fare confessioni pubbliche dei loro peccati , o apertamente oppure con mezzi ambigui come per esempio, la somministrazione di "test di personalità" che hanno l’unico scopo di saggiare le difese dell’individuo e scoprire qualche peccato inconfessabile. L’eventuale scoperta permetterebbe, all’occorrenza, di utilizzare informazioni intime nel momento opportuno usandole come arma di ricatto psicologico. In questa prospettiva la confessione non è liberazione dal peccato e sollievo per il perdono ottenuto, ma solo autoresa al gruppo e annullamento di sè.

    Tanto per fare un esempio concreto di alcune di queste "tattiche" , in un articolo intitolato "Gruppo Gabriel Basmahdjj" di G.P. Barra, dove si parla delle punizioni che un guru comminava agli adepti, si dice : "Per le varie trasgressioni come disobbedienza al leader, fare di testa propria, dire le bugie, tirchieria, pigrizia, disordine parlare frivolo ... possono ricevere da Basmagi da 20 a 150 bastonate e al termine delle bastonate si canta :’ Purificami o Signore!’.  La formazione degli aderenti e del gruppo è affidata al Basmagi, il quale attraverso il ‘cammino’ da lui definito come il detersivo necessario per pulire il corpo, li ‘catechizza’. Da lui personalmente è svolta anche una sorta di ‘educazione alla castità’, della quale alcune adepte uscite dalla setta preferiscono non parlare".  Sempre a proposito del cosiddetto "Gruppo Basmagi", una adepta così testimonia :" Pensavo di trovare l’amore che il Basmagi predicava, la pace in me stessa; invece, in quei giorni, non ho avuto un solo momento di serenità e tranquillità. Vivevo nel terrore, pensavo sempre di sbagliare e quindi di ricevere una delle tante punizioni che vedevo infliggere alle altre. Infatti, ogni giorno, c’era sempre qualcuna di noi che veniva messa in castigo per ordine di Basmagi. Ricordo che alcune vennero rinchiuse in un ovile tra le pecore e animali da cortile. Una ragazza venne isolata e doveva restare seduta su una panchina, nel cortile sottostante al casolare, senza poter comunicare con nessuna di noi. La stessa, poi, per non essersi svegliata puntuale al mattino, dovette restare per tre giorni nel suo letto senza mangiare, ad eccezione di un solo pasto alla cui condivisione fu invitata ... Mi rendevo conto che tutto ciò non era giusto, ma non riuscivo a reagire, era come se mi trovassi sotto il flusso di un incantesimo. Ho vissuto nella setta circa quindici giorni; dopo di che, mio padre, spinto dall’amore che prova per me, è venuto a riprendermi e a portarmi a casa dove mia madre mi attendeva. Finalmente l’incantesimo si è spezzato e ho vissuto il tutto con uno sguardo diverso ...".

    Il secondo modo per esercitare il controllo delle emozioni delle persone è suscitare in esse una sensazione più o meno persistente di paura. Questo tipo di condizionamento è stato chiamato " indottrinamento alla fobia". La fobia è un timore forte di qualcosa o di qualcuno che non è basato su un pericolo reale. Nel momento in cui si verifica la situazione o è presente l’oggetto fobico la persona non è in grado di controllare la sua paura che ne condiziona i comportamenti e la vita normale.

    In alcuni gruppi viene indotta nei membri una fobia di tipo particolare. Facciamo qualche esempio desunto da racconti e testimonianze di ex membri: " Se lasci il gruppo ci saranno per te conseguenze tremende". Queste "conseguenze" variano da gruppo a gruppo e possono essere: l’inferno, la possessione demoniaca, una malattia incurabile, un incidente stradale, il suicidio, la pazzia, 10.000 reincarnazioni, ecc. I membri che rimangono nel gruppo sono testimoni diretti delle rappresaglie che vengono effettuate su coloro che si ribellano, sono critici o lasciano il gruppo. Essi vedono che i loro ex amici vengono letteralmente messi al bando e isolati anche dai loro familiari. Dopo aver assistito a tali reazioni, i membri rimasti "fedeli" temono, naturalmente, di subire la stessa sorte.

    La defezione viene razionalizzata nel gruppo attraverso motivazioni come queste. "E’ andato via perchè era debole, indisciplinato, non abbastanza elevato spiritualmente, influenzato negativamente dalla famiglia, sedotto dal denaro o dal sesso, ecc". Talvolta accade anche che gli ex membri che hanno rivelato segreti oppure citato in giudizio l’organizzazione per maltrattamenti, molestie, reati di vario genere, vengano diffamati nel gruppo e al di fuori di esso con accuse false.

    La fobia inculcata nei membri della setta provoca, in misura maggiore o minore a seconda dell’intensità del condizionamento e delle caratteristiche individuali della persona, reazioni di panico al solo pensare di lasciare il gruppo perchè l’individuo non concepisce più la propria esistenza al di fuori di esso. Questo è il motivo per cui, anche dopo essersi resi conto degli inganni, incongruenze, maltrattamenti subiti nel gruppo, molte persone non riescono ad abbandonarlo.

    Non è raro sentire dalla voce di persone rimaste nella setta questa espressione rivolta ad un parente o amico che ha lasciato il gruppo :"Da quando se ne è andato per me è come se fosse morto". Queste parole ci aiutano a comprendere come quello che diciamo non sia una esagerazione, ma sia purtroppo una realtà tristissima che si verifica sotto i nostri occhi e ci vede spesso impotenti.

    Quello che, comunque, va sempre e nonostante tutto salvaguardata è la libertà dei nostri fratelli e sorelle, che, una volta avvisati, sceglieranno secondo coscienza. Noi vogliamo sperare che la loro scelta sia veramente libera e consapevole.

 

In questo articolo ci siamo serviti dei contributi di M. Singer, S. Hassan, R. Lifton, L. Festinger
Movimenti Religiosi Alternativi, Dossier a cura del GRIS, N. 27 Giancarla Perotti Barra, "Gruppo Gabriel Basmahdjj (Basmagi)" pag. 41
Movimenti Religiosi Alternativi, Dossier a cura del GRIS, N 27, Debora Sciarroni, " Come ho vissuto nel Gruppo di Basmagi", pag. 43

 

 

                                 RAFFAELLA DI MARZIO

 


Copyright © 1999 - E' vietato riprodurre questo articolo
o parti di esso senza il consenso esplicito dell'autore

 

  M E N U    N O    F R A M E

ENGLISH | HOME | INFORMAZIONI | ARTICOLI | LIBRI | LINKS | NEWS | FRANÇAIS

EMAIL GRIS DI ROMA