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L'OFFERTA DELLE SETTE : REALTA' O ILLUSIONE ?

Tratto da "In Altum" Nuova Serie - N. 71 - Anno 17 - Settembre-Ottobre 1998


Nell’attuale scenario confuso ed incerto, le sette rispondono  al bisogno di sicurezza e di certezza che molte persone hanno.

 

    Il fenomeno della adesione a Nuovi Movimenti Religiosi (NMR) e sette di vario genere è già da alcuni anni oggetto di attento esame da parte del Magistero della Chiesa.

    Essa, infatti, nella sfida di questi movimenti, ha visto una manifestazione dei "segni dei tempi" che interpellano l'intera comunità ecclesiale. Il bisogno di religiosità, che in sè non può che rallegrare i credenti e i loro Pastori, va, tuttavia, attentamente valutato affinchè non accada che qualche gruppo pseudoreligioso o qualche leader carismatico possano servirsene per fini moralmente ed umanamente inaccettabili.

    Ci chiederemo in questi articoli perchè le persone aderiscono a queste forme nuove di religiosità, perchè hanno spesse volte difficoltà ad uscirne, perché, anche una volta uscite dal gruppo, permangono in loro condizionamenti subiti quando erano nel gruppo, perchè l'affiliazione a questi movimenti spesso significhi il rifiuto dei precedenti legami affettivi e dei valori di riferimento, nonchè la rinuncia anche massiccia a beni materiali a beneficio del gruppo stesso.

    Questi sono solo alcuni dei temi che tratteremo senza la pretesa di esaurire un argomento come questo che richiederebbe altri spazi e una trattazione decisamente più "specialistica".

    La Nota Pastorale del Segretariato per l'Ecumenismo e il dialogo della CEI "L'impegno pastorale della Chiesa di fronte ai nuovi movimenti religiosi e alle sette" ha affrontato in modo equilibrato e sensibile un tema così delicato. Per questo motivo la citeremo spesso come guida delle nostre riflessioni.

    Nella premessa alla Nota Pastorale si evidenzia la presenza di questo fenomeno nel nostro Paese come espressione del relativismo culturale secondo il quale tutte le credenze religiose avrebbero la stessa valenza, fino ad affermare che, in fondo, l'una vale l'altra. Un altro aspetto di questo fenomeno è il sincretismo, cioè il tentativo di conciliare credenze spirituali tra loro inconciliabili .

    In questo scenario confuso e incerto le sette rispondono al bisogno di sicurezza e di certezza che molte persone hanno. Infatti questi gruppi offrono certezze assolute e un clima di comunità che rassicura chi è debole, o che vive momenti di crisi personale.

    Molte persone sono alla ricerca di una religiosità forte, coinvolgente che dia senso a tutta l'esistenza. Questo bisogno, in sè positivo e significativo, prende però spesso la strada di forme religiose atipiche, nate in culture diverse dalla nostra, come quella orientale, che, per il solo fatto di essere "orientali", assumono un fascino particolare ed attraggono chi ricerca il diverso a tutti i costi. Sembra questo un modo per sfuggire alla monotonia quotidiana, per riscoprire valori diversi e arricchenti che "cambiano la vita".

    Se è vero che l'oriente è un mondo affascinante e ricco di valori umani e spirituali, è anche vero che tanti aspetti della spiritualità orientale in realtà in qualche modo sono già presenti nella cosiddetta cultura occidentale, veicolati in vario modo dal cristianesimo. Eppure il Vangelo, la spiritualità dei Padri della Chiesa e l'insegnamento dei santi passano in secondo piano di fronte alle nuove mode. Questo molto spesso accade perchè la spiritualità cristiana e i valori evangelici non si conoscono abbastanza oppure, anche se conosciuti, non sono abbastanza interiorizzati e vissuti.

    Le nostre comunità spesso non hanno il "calore umano" e la disponibilità che si ritrovano in molti NMR o sette di vario genere. Chi è stato in questi gruppi, infatti, racconta che la prima impressione del gruppo è stata molto positiva. Il nuovo adepto si sente accolto con affetto come se avesse sempre fatto parte del gruppo, tutti si mettono a sua disposizione, cercano di capirlo e di farlo sentire a suo agio. In termini più tecnici si definisce questo comportamento come "love bombing" cioè bombardamento d'amore. Esso, in misura diversa e con modalità diverse, viene attuato in tutti questi gruppi.

    Per fare un esempio citiamo il racconto di una persona che ha fatto parte per diversi anni di un gruppo allora denominato "Bambini di Dio" e ora conosciuto come "La Famiglia". Racconta così l'ingresso nel gruppo: " Il nuovo adepto viene ricevuto con grandi sorrisi e frasi tipo: "Dio ti benedica!" "Gesù ti ama!" e "Grazie a Dio e lode al Suo Nome" " Alleluia" "Amen"... che vengono ripetute in continuazione, e soprattutto ostentate a voce alta quasi a farne una gara per dimostrare agli altri una maggior vicinanza a Dio. Inoltre, il nuovo "adepto" che viene ricevuto con così tanto calore si sente stordito e rimane piacevolmente coinvolto, perchè dove mai troverebbe qualcuno, completamente sconosciuto, che gli faccia una tale accoglienza, al primo impatto?".

    Un altro aspetto particolare proprio di chi entra in una setta è quello di essere alla ricerca di risposte definitive e totali alle domande fondamentali della vita. Sembra attrarre molto il fatto di ricevere dal gruppo o dal leader ordini perentori e assicurazioni di assoluta riuscita di qualsiasi attività intrapresa, fino ad arrivare alla certezza assoluta di avere nel gruppo, e solo in esso, la salvezza eterna o la felicità in questa vita o la felicità addirittura anche nelle prossime vite (nei gruppi nei quali si crede nella reincarnazione). A questo proposito sembra molto forte la spinta ad entrare in un gruppo dove l'individuo si sente valorizzato al massimo e viene reso partecipe di una "grande missione" che potrà svolgere solo seguendo le direttive e realizzando i valori del gruppo. Egli diventa, così, un eletto, un essere speciale, un appartenente ad un gruppo elitario. Tanto per fare un esempio, possiamo dire che ci sono persone che sono entrate in una setta perchè erano state convinte del fatto che avrebbero "salvato il pianeta" dalla catastrofe, o "cambiato il mondo".

    Questo aspetto contrasta molto con la critica che spesso si sente fare alla Chiesa Cattolica, ed in particolare alla Gerarchia e al Santo Padre, di essere troppo "categorici" nel ricordare ai fedeli quelli che sono i precetti evangelici e l'etica cristiana. Può accadere d'altro canto, che persone "critiche" verso una gerarchia "poco democratica", una volta entrate in una setta, obbediscano nella maniera più totale e spersonalizzante alla dottrina del gruppo imposta da persone che stanno a capo della organizzazione. Si tratta di una obbedienza cieca che veramente stupisce e di fronte alla quale i consigli evangelici, oltre che aperti e rispettosi dell'uomo, appaiono veramente "poco impegnativi".

    Ma perché, allora, entrare in un gruppo simile, dove alcuni arrivano a decidere di consegnare la propria volontà nelle mani di un altro essere umano? Forse il motivo è proprio questo: è paradossalmente più semplice smettere di pensare ed obbedire piuttosto che accettare di vivere valori che interpellano ad un cambiamento di vita profondo che non può essere realizzato in una sola volta, ma che va costruito giorno per giorno attraverso insuccessi e talvolta delusioni, nella ricerca continua del dialogo con un Dio che non fa il despota, che vuole essere amato totalmente, ma soprattutto liberamente.

    Dunque, le forme "nuove " di religiosità che si pongono come alternative a quelle istituzionalizzate, spesso funzionano come un ricettario che fornisce la risposta giusta a qualsiasi domanda, trasformando talvolta perfino il Testo Sacro in una catalogazione di comportamenti e precetti.

    C'è poi il caso di chi lascia la Chiesa ed entra in uno di questi gruppi spinto dall'idea che la Chiesa sia solo una istituzione umana corrotta dal potere. In questo modo, non solo si fa una interpretazione parziale della storia, ma, soprattutto, si ignora che l'organizzazione di cui si è entrati a far parte potrebbe avere alle spalle ben altri scheletri nell'armadio che si guarda bene dal tirare fuori.

    Se queste sono alcune delle motivazioni personali che spingono le persone ad aderire a questi gruppi, molte volte accade però che si entri in un gruppo settario senza rendersene conto. Questo perchè i meccanismi di reclutamento non sempre sono "trasparenti". Ci sono infatti gruppi che attraggono le persone con l'uso di tecniche di guarigione "miracolose", altri con l'allettante offerta di corsi gratuiti di lingue straniere o di studi biblici a domicilio, altri ancora attraverso mostre o conferenze sulla pace e i diritti umani, oppure con l'offerta di esperienze di tipo ecologico e salutista, altri con l'offerta di corsi di preparazione ad un futuro impiego, ecc.

    In questi casi chi si avvicina al gruppo è totalmente ignaro di quelli che sono gli intenti di chi ha di fronte. Per questo motivo è sempre utile non accettare acriticamente tali offerte, ma ponderare bene informandosi sull'organizzazione che offre i "servigi" di qualsiasi tipo essi siano.

    Un' ultima riflessione va fatta a proposito di un altro fenomeno che avviene all'interno anche del mondo cattolico: si tratta della cosiddetta "doppia appartenenza". In questo caso la persona che aderisce al movimento o alla corrente di pensiero pseudoreligiosa di tipo orientaleggiante o New Age, oppure si rivolge al guaritore reiki, non pensa di fare qualcosa che contrasta con la sua fede cattolica e per questo non abbandona la pratica religiosa e i sacramenti, almeno all'inizio. L'esperienza insegna, comunque, che questo cammino si conclude inevitabilmente con l'abbandono della fede cattolica.

    Questo modo di fare sincretista oggi è abbastanza comune ed è segno di una particolare forma di ignoranza: quella di chi non conosce bene né la dottrina cattolica, né tutte le implicazioni delle nuove credenze a cui aderisce. A questo proposito la Nota Pastorale afferma che la tentazione "sincretistica e gnostica" ha sempre accompagnato il cammino delle comunità cristiane. "Essa consiste, in radice, nel misconoscere la singolarità di Gesù Cristo, Verbo di Dio fatto uomo, morto e risorto, e la necessità della grazia dello Spirito Santo per la salvezza. Gesù Cristo viene così ridotto a uno dei tanti profeti di una salvezza che sgorga dal cuore dell'uomo". Da questa confusione nasce l'idea di una sola religione universalista che porterebbe tutti alla salvezza.

    E' questo un pericolo molto grave che serpeggia anche in comunità cattoliche e che va individuato per tempo e corretto fin dal suo nascere facendo chiarezza attraverso la Parola di Dio interpretata dalla Chiesa ed annunciata dai Pastori e dai laici preparati spiritualmente e culturalmente a rispondere alla sfida delle nuove religiosità. Particolarmente vulnerabili alle lusinghe di queste "mode spirituali" sono i giovani, che spesso aderiscono a correnti di pensiero incompatibili con il cristianesimo senza vederne la inconciliabilità.

    E' responsabilità primaria della famiglia, della scuola e della comunità parrocchiale fare opera di formazione equilibrata e veritiera soprattutto presso le giovani generazioni per prevenire queste deviazioni.

 

                                 RAFFAELLA DI MARZIO

 

Riferimenti bibliografici :
"Movimenti Religiosi Alternativi"
,
Dossier a cura del Gris in "Presenza cristiana" n.16, pag. 30.
"L'impegno pastorale della chiesa di fronte ai nuovi movimenti religiosi e alle sette",

Nota pastorale del Segretariato per l'ecumenismo e il dialogo della CEI, 30 Maggio 1993.

 

 


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