| COMUNICAZIONE SUL CONVEGNO Affiliazione e distacco dalle comunità settarie Lucca, 7-8 Ottobre 1999 |
NOTA DEL WEBMASTER: QUESTA COMUNICAZIONE DOVEVA ESSERE LETTA QUESTA MATTINA (9/10/99) AL CONVEGNO DEL GRIS IN CORSO ALLA LUMSA DI ROMA DAL PRESIDENTE NAZIONALE Mons. LORENZO MINUTI. PURTROPPO NON SI E' TROVATO IL TEMPO NECESSARIO (10 MINUTI) PER DARE SPAZIO A QUESTE TEMATICHE, A NOSTRO AVVISO MOLTO IMPORTANTI ED INTERESSANTI, ED E' PER QUESTO MOTIVO CHE A DISTANZA DI POCHE ORE DAL TERMINE DEI LAVORI LA RENDIAMO DISPONIBILE NELLA SUA FORMA INTEGRALE OSPITANDOLA SUL SITO DEL GRIS DI ROMA, CON IL SOLO SCOPO DI RENDERE UN SERVIZIO E SPERANDO DI FAR COSA GRADITA AI NOSTRI LETTORI.
Il Convegno, che si è tenuto a Lucca sul tema
"Affiliazione e distacco dalle comunità settarie" indetto dal Comune di Lucca
in collaborazione con Psichiatria e Territorio e LUfficio IRC della Diocesi di Lucca
con il patrocinio del GRIS e della Società Italiana per lo studio di psicopatologia
e religione, è stato un occasione interessante che ha dato lopportunità a
studiosi e specialisti del campo di confrontarsi su molte tematiche legate al
controllo sociale che si verifica nei gruppi e alla funzione che questi ultimi
hanno allinterno della società.
Si è parlato di gruppi secondo un ampio spettro di
differenziazioni: gruppi e comunità terapeutiche, gruppi religiosi e pseudoreligiosi,
gruppi in senso lato intesi come ambienti e sistemi in cui le persone interagiscono
secondo regole ben definite.
Il Convegno di Lucca potrebbe fornire indicazioni utili anche agli
studiosi, esperti e giuristi presenti al Convegno sulla Libertà religiosa che si svolge
presso la LUMSA. I problemi giuridici connessi allazione dei gruppi settari,
infatti, coinvolgono spesso tematiche psicologiche e dinamiche plagiarie che si verificano
allinterno di organizzazioni che in qualche modo e in una certa misura possono
condizionare lindividuo tanto da indurlo a manifestare condotte più o meno
devianti.
Da una panoramica della diffusione dei nuovi culti nel nostro Paese è
emersa la particolare situazione culturale che viviamo attualmente: lesplosione di
nuove forme di spiritualità ha portato ad un abbassamento del livello dellofferta
religiosa e alla riduzione delle forme religiose a un vero e proprio mercato nel quale
lofferta religiosa è come un prodotto che quando non soddisfa più viene cambiato e
sostituito da un altro prodotto. In questa situazione particolare si sono anche verificati
episodi gravi di suicidi omicidi collettivi, in anni recenti, in Europa, che hanno spinto
il Parlamento Europeo e il Consiglio dEuropa a formulare delle raccomandazioni a
tutti gli Stati Membri per poter affrontare il fenomeno della diffusione dei nuovi culti
in modo equilibrato ma efficace salvaguardando il diritto alla libertà religiosa e nello
stesso tempo garantendo il diritto alla tutela della libertà di autodeterminazione del
singolo individuo. In particolare la raccomandazione del Consiglio dEuropa del 22
Giugno 1999 ribadiva limportanza, per gli Stati Membri, di attivarsi per
intraprendere una serie di iniziative atte a informare lopinione pubblica e in modo
particolare i giovani, sul fenomeno del proliferare di nuovi culti. Sempre nella stessa
raccomandazione il Consiglio dEuropa invita gli Stati membri ad applicare le leggi
vigenti nel caso si verificassero violazioni dei codici penali allinterno di
movimenti spiritualisti e a istituire associazioni per laiuto e lassistenza
alle vittime dei culti e alle loro famiglie.
Nel corso del Convegno sono stati esaminati i bisogni che spingono le
persone ad entrare in gruppi settari e sono stati individuati, tra questi, il bisogno di
appartenenza, di dare delle risposte alle domande esistenziali, di avere un compito
importante da svolgere nella vita e il bisogno di direzione spirituale. In questo contesto
si inserisce il contributo della psicologia della religione come scienza attenta alle
dinamiche dellatteggiamento religioso, in particolare nellapproccio umanistico
esistenziale. Secondo James la religione è vera se colma la solitudine, se realizza
luomo. In questo contesto una certa importanza assume la prospettiva in cui si pone
lo psicologo di fronte all esperienza religiosa : se egli ritiene che luomo
sia fondamentalmente libero di credere oppure se sia un individuo determinato dal gruppo.
La problematica libertàcondizionamento si pone a questo punto come fondamentale per
lesame e la valutazione dellesperienza religiosa autentica e di quella
deviante o addirittura distruttiva.
Sono stati esaminati anche i danni da condizionamento che si verificano
nella relazione tarapeutica, tra terapeuta e paziente, il rapporto tra farmaco e
psicoterapia, il problema della comunità terapeutica in relazione allambiente
sociale e i problemi legati allospedalizzazione dei malati psichiatrici.
Sono state esaminate le tecniche suggestive utilizzate in gruppi
controversi con riferimenti alle categorie di Lifton per riconoscere un gruppo con
caratteristiche settarie e ai diversi tipi di controllo che i gruppi esercitano sugli
adepti: controllo delle informazioni, del comportamento, del pensiero, delle emozioni. In
questo contesto è stato esaminato il fenomeno della destrutturazione dello stato di
coscienza allinterno dei gruppi sia di tipo religioso che di altro genere. In questo
frangente si è sottolineato come il comportamento degli individui cambia radicalmente
allinterno dei gruppi e le persone, indotte dai gruppi, compiono atti che,
altrimenti, non avrebbero mai compiuto. Questo è ciò che viene definito modificazione
dello stato di coscienza, fenomeno che è stato esaminato nelle diverse fasi in cui si
manifesta.
Si è poi affrontato il fenomeno dellaffiliazione religiosa dal
punto di vista antropologico e nelle diverse culture partendo dalla diversità dei riti e
dei simboli. In particolare si è accennato alle pratiche yoga e di tipo orientale e alla
loro funzione allinterno di una spiritualità del sé e di uno spiritualismo fine a
se stesso in cui luomo stesso viene divinizzato.
Riguardo alle tecniche di persuasione utilizzate nelle comunità
settarie si è fatto riferimento anche a studiosi che spiegano le alterazioni degli stati
di coscienza allinterno dei gruppi come fenomeni che portano gradatamente alla
sostituzione delle idee, delle motivazioni e delle abitudini precedenti per cui
ladepto, una volta nel gruppo, può trasformarsi anche radicalmente, come se fosse
diventato unaltra persona. Ciò avviene perché il suo sé si modifica in funzione
delle esigenze e dei modelli imposti dal gruppo stesso e dal leader. Questo processo ha un
effetto ancora più evidente quando, contemporaneamente al coinvolgimento nel gruppo, la
persona si stacca sempre più dal suo precedente gruppo di riferimento (la famiglia, gli
amici, ecc.).
In questo contesto è stato esaminato il caso di Scientology e di
alcuni aspetti delle sue dottrine e pratiche di salute mentale e sono stati ricordati i
casi di suicidi omicidi collettivi che si sono verificati in America ed in Europa.
E stato presentato lo scenario europeo della diffusione dei nuovi
culti ed è emersa anche la necessità di iniziare a individuare una qualche modalità di
dialogo con essi. Solo attraverso il dialogo, là dove è possibile, si può intraprendere
uno studio serio del fenomeno. Allinterno del mondo religioso di frangia sono stati
esaminati anche i fenomeni di apparizionismo, scrittura automatica e dissociazione della
personalità e sono stati indicati alcuni criteri di discernimento dei casi.
E stata poi ascoltata una testimonianza di una ex appartenente al
movimento The Family, ex Bambini di Dio, nella quale molti temi trattati hanno avuto un
riscontro obiettivo soprattutto in relazione alla condizione dei minori all interno
dei culti.
La parte conclusiva del Convegno è stata oggetto di un qualche
interesse anche da parte di uno sparuto gruppo di aderenti al CCDU, Comitato Cittadini per
i Diritti Umani, che distribuivano un opuscolo intitolato "La psichiatria distrugge
la religione" (opuscolo pubblicato "grazie a una concessione dal fondo dei
membri statunitensi dellAssociazione Internazionale degli Scientologisti").
I manifestanti gridavano lo slogan "La Psichiatria distrugge la
religione" agitando cartelli nel giardino di Villa Bottini, mentre si svolgeva
il Convegno.
La parte finale dei lavori è stata dedicata ad affrontare il tema
operativo del "cosa fare" per intervenire lì dove si verificano problemi
connessi allaffiliazione ai nuovi culti.
Sulla scia degli sforzi che si stanno compiendo a livello
internazionale tra le varie associazioni di aiuto e assistenza alle vittime dei culti per
promuovere interventi atti a salvaguardare sia la libertà religiosa delle minoranze che i
diritti inalienabili delle persone allautodeterminazione, alla salute e alla
libertà di scelta, sono state fatte alcune proposte operative tra cui quella di creare in
Italia centri di consulenza ed aiuto con lapporto di specialisti dei diversi
settori, di ex membri, di familiari di affiliati e studiosi delle dottrine dei
culti nei quali chiunque possa avere adeguata assistenza e informazioni obiettive sui
movimenti. Lo sforzo di tutelare i più deboli e i minori da qualsiasi abuso è stato
particolarmente enfatizzato facendo riferimento ai numerosi casi documentati di bambini
morti in seguito a privazione di cure mediche in gruppi che credono nella guarigione per
fede, in gruppi che vietano le vaccinazioni e le trasfusioni e in gruppi che rifiutano il
progresso scientifico. Questi problemi, insieme ai casi documentati di abusi psicologici
su minori o adulti con problemi psichiatrici e relazionali, interpella le autorità
preposte nel nostro Paese al rispetto di tutti gli articoli della Costituzione e non solo
di alcuni, interpella le autorità pubbliche a tutelare il diritto di tutti i bambini ad
avere le medesime opportunità di istruzione e crescita psicofisica, a garantire per i
minori e per tutti il diritto alla salute, a garantire che nel nostro paese non vi siano
Stati nello Stato, che non vi siano zone franche in cui è possibile violare le leggi
quasi impunemente, frodare e ingannare il prossimo o sottrarre risorse alla comunità per
usi illeciti o dannosi per i cittadini. Le associazioni impegnate nellaiuto alle
vittime, nellinformazione e nella prevenzione, le famiglie coinvolte e gli ex membri
danneggiati, chiedono alle autorità preposte interventi rispettosi, equilibrati, ma, allo
stesso tempo efficaci, perché tutto questo si realizzi nel più breve tempo possibile.
Ricordiamo che gli Stati nei quali si sono verificati i casi più
eclatanti di suicidi omicidi collettivi allinterno di culti distruttivi sono stati
colti impreparati e sono rimasti scioccati da eventi che in alcuni casi erano stati anche
preannunciati. La speranza è che l Italia faccia tesoro dellesperienza
degli altri Stati e si impegni in primo luogo nella prevenzione efficace ed equilibrata di
un fenomeno che raggiunge dimensioni e distruttività considerevoli soprattutto quando
viene sottovalutato, minimizzato o addirittura ignorato.
RAFFAELLA DI MARZIO
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