| LA STORIA INFINITA |
Per chi non avesse visto questo bellissimo
film di Wolfgang Petersen ricordiamo, brevemente, che si svolge nel Regno di
Fantàsia, dove esistono solamente personaggi creati dalla fantasia dei bambini. Su questo
mondo incombe il Nulla, la forza oscura dellabitudine, a causa della quale Fantàsia
sta scomparendo, ma alla fine un "piccolo eroe" riesce a
salvare Fantàsia e a sconfiggere il Nulla.
Ci accingiamo a ripercorrere con queste
nostre riflessioni una "storia" che sembra veramente "infinita".
Abbiamo recentemente ricevuto una
segnalazione riguardo allultimo articolo a firma di M. Introvigne pubblicato sul
Sito Web del CESNUR. Lo abbiamo letto con molto interesse, così come abbiamo potuto
visionare la documentazione allegata. Una prima doverosa considerazione da fare è quella
che il Sito Web del CESNUR ha veramente svolto un servizio utile a vantaggio dell
informazione mettendo a disposizione di tutti una buona parte della documentazione
riguardante il Caso APA. La possibilità, infatti, di accedere direttamente ai documenti
è di fondamentale importanza per farsi una opinione personale riguardo a qualsiasi
vicenda controversa, come è quella oggetto del nostro dibattito.
Da parte nostra era stata proprio limpossibilità di accedere ad un documento (il Memorandum APA dell11 Maggio 1987), che sembrava rivestire una enorme importanza allinterno di una prestigiosa Associazione Professionale, che ci aveva spinto a proseguire nella ricerca con più determinazione. Oggi non possiamo che ringraziare chi ha messo "in rete" una documentazione così accurata e pressoché completa.
Non intendevamo più intervenire su
questa vicenda poiché il nostro punto di vista lo abbiamo già espresso in "Il lavaggio del cervello nei Nuovi Movimenti Religiosi :
precisazioni".
Siamo stati spinti a farlo perché
sollecitati da più parti ad esprimere la nostra opinione riguardo a talune affermazioni
contenute nellarticolo "Bugiardo bugiardo: il lavaggio del
cervello, il CESNUR e lAPA". Sulla base delle nostre fonti e dei
documenti in nostro possesso, commenteremo, perciò, la parte dellarticolo
denominata "LApa e il lavaggio del cervello : la storia e i
documenti", tralasciando volutamente tutto ciò che riguarda la
causa intentata dalla Dott. Singer e dal Dott. Ofshe contro lAPA, lASA e un
certo numero di specialisti, per non divagare su questioni a nostro avviso non pertinenti.
Anche su questa vicenda, comunque, avremmo
molte cose da dire.
Tutte le citazioni evidenziate
allinizio di ogni paragrafo sono tratte dallarticolo "Bugiardo, bugiardo",
di M. Introvigne.
LINIZIO
"Allinizio degli anni 1980 alcuni psicologi e psichiatri erano diventati piuttosto controversi per il loro sistematico coinvolgimento come periti di parte in processi contro nuovi movimenti religiosi, dove presentavano teorie anti-sette sul "lavaggio del cervello", il "controllo mentale" o la "persuasione coercitiva" come se fossero generalmente accettate nella comunità scientifica. Nel frattempo lAmerican Psychological Association (APA) aveva accettato nel 1983 la proposta di formare una task force chiamata DIMPAC ("Deceptive and Indirect Methods of Persuasion and Control", "Metodi ingannevoli e indiretti di persuasione e di controllo")".
Da questa affermazione si potrebbe
dedurre che la Task Force denominata DIMPAC sia stata costituita come una sorta di "commissione
dinchiesta" su certi psicologi e psichiatri "controversi".
Sulla base della documentazione in nostro possesso (Lettera con accluso Memorandum del 12 Luglio 1983 a
firma dellallora Administrative Officer del BSERP, Arnold S. Kahn), questa
deduzione non risulterebbe fondata.
Infatti, nel Memorandum di 6 pagine accluso
alla lettera (nel quale si fa la proposta per listituzione della Task Force) si
specifica qual è loggetto di indagine della Task Force e, quindi, qual è
lincarico ad essa affidato dallAPA :
a) Investigare sulle tecniche di
coercizione psicologica
b) Stabilire se si può e si deve oppure
non si può e non si deve imporre restrizioni alluso di tecniche e principi di
coercizione psicologica usati da psicologi e non psicologi in maniera lesiva dei diritti
individuali o costituzionali
c) Definire le condizioni nelle quali
luso di tali tecniche è più o meno appropriato. "Lincarico della
Task Force sarà quello di definire i limiti e i parametri in base ai quali le tecniche di
coercizione psicologica possono essere usate prima di invocare il principio di
bisogno di proteggere lindividuo".
- Più avanti si dice che lAPA è
particolarmente interessata a che queste tecniche siano usate per promuovere il benessere
dellindividuo. Ciò che interessa allAssociazione sono "In
particolare, tecniche di indottrinamento, lavaggio del cervello e
persuasione coercitiva non sono state sottoposte allo stesso esame di altre
tecniche psicologiche"... Tali tecniche sono attualmente utilizzate da sette
religiose (per es. La Chiesa dellUnificazione, la Chiesa di Scientology, ecc) così
come da organizzazioni non religiose (per es. est, Life Spring, ecc)".
- Il Memo prosegue illustrando
limportanza di intraprendere questa indagine sia per il crescente coinvolgimento di
psicologi nelle controversie legate a sette religiose, per esempio nei Tribunali, dove gli
psicologi erano richiesti come testimoni (si citano due casi che coinvolgevano la Chiesa
dellUnificazione e quella di Scientology), e successivamente indica i cosiddetti "seminari
di training" come est e Life Spring che facevano un grande uso di
tecniche coercitive. Più avanti il Memorandun dice : "E chiaro che molte
organizzazioni religiose sono coinvolte in tecniche di reclutamento che sono
lequivalente di valutazione psicologica. Sembrerebbe che queste tecniche debbano
essere ben definite e, se certe persone sono ad alto rischio, che queste persone debbano
essere messe in guardia da questo danno potenziale. La questione fondamentale che va
affrontata dalla psicologia è di determinare se certe persone hanno bisogno o no di
essere protette dalle tecniche di coercizione psicologica. E impossibile discutere
questo aspetto dellabuso delle tecniche di coercizione psicologica senza discutere
le implicazioni legali. Una discussione approfondita sulle tecniche coercitive ed il
possibile bisogno di indicazioni utili per proteggere il pubblico dovrebbe essere il più
grande interesse della psicologia". Nella parte riguardante gli esiti della
ricerca della Task Force viene auspicata anche la redazione, da parte di
questultima, di una futura pubblicazione sullargomento.
Sulla base di questo documento possiamo,
quindi, affermare che la Task Force fu istituita non per mettere fine allattività "antisette"
di qualche psicologo, ma per motivi di interesse pubblico, per salvaguardare il benessere
psicologico delle persone che potrebbero divenire vittime di abusi a causa delluso
di tecniche di coercizione psicologica, sia nei NMR che in altre organizzazioni.
UN CLAMOROSO " SCIVOLONE "?
"I lavori del comitato DIMPAC si trascinarono per diversi anni. Nel frattempo, la dottoressa Singer e altri psicologi e psichiatri continuavano ad apparire come periti in casi di tribunale, difendendo le loro teorie della persuasione coercitiva e del lavaggio del cervello. Poco soddisfatta di questo stato di cose che si prolungava, il 5 febbraio 1987, durante il suo incontro invernale, il Consiglio di Amministrazione dellAPA votò in favore della partecipazione dellAPA al caso [Molko] con un intervento volontario (American Psychological Association, Memorandum sulle attività dellAPA relative al caso Molko, 11 luglio 1989, p. 1). [ ] La memoria sosteneva che, applicata ai nuovi movimenti religiosi, la teoria della persuasione coercitiva non è accettata dalla comunità scientifica e che la relativa metodologia è stata ripudiata dalla comunità scientifica."
Leggendo questa ricostruzione si
potrebbe pensare che la presentazione della memoria volontaria (nella quale si negava del
tutto la validità delle teorie della persuasione coercitiva) sia stata determinata da una
situazione insostenibile, con una Task Force che non si decideva a finire i suoi lavori e
psicologi e psichiatri che nei Tribunali testimoniavano assurdità attribuendo a queste
ultime una qualche validità scientifica.
Sulla base della documentazione in nostro
possesso questa ricostruzione non risulterebbe fondata :
a) Innanzitutto nel Memorandum accluso alla lettera del 12 Luglio 1983
si afferma che la Task Force avrebbe iniziato in pieno i suoi lavori nel 1984 e questi
ultimi sarebbero andati avanti per due o tre anni, a seconda di quanto tempo essa avrebbe
impiegato a redigere il rapporto finale.
Dunque, poichè la Task Force iniziò i
suoi lavori nel 1984, nel febbraio del 1987 si era pienamente nei termini stabiliti e non
cè alcun appiglio per dire che i lavori della commissione si
"trascinavano".
b) In quanto alla memoria approvata da
alcuni dirigenti dellAPA, presentata il 10 Febbraio 1987 e subito dopo ritirata,
cè da dire che questa vicenda potrebbe anche apparire molto meno "limpida"
se gli avvenimenti fossero ricostruiti in un altro modo.
Ad esempio si potrebbe dire che, mentre
lAPA stava aspettando di rivedere il rapporto della Task Force, che essa stessa
aveva istituito e per la quale aveva incaricato M. Singer come responsabile, i suoi
direttori furono daccordo nel sottoscrivere, a nome dellAPA, la
"famosa" memoria volontaria (cè, addirittura, chi sostiene che questo
documento sarebbe stato approvato dopo una semplice consultazione telefonica e senza un
esame approfondito). Tutto questo, naturalmente, senza consultare la Task Force che era
stata designata proprio per studiare quel fenomeno che i direttori dellAPA
definivano ora inesistente ! In una situazione del genere lAPA non si
distinse, certo, per trasparenza poiché diede limpressione che la sua "mano
destra" non fosse al corrente di quello che stava facendo la sua "mano
sinistra". In questa situazione imbarazzante lAPA si affrettò a ritirare la
memoria volontaria e, dopo qualche mese, rifiutò il rapporto della Task Force. Vista
così la presentazione e il ritiro della memoria si potrebbero interpretare come un
tentativo, da parte dellAPA, di sbarazzarsi al più presto di una "patata
troppo bollente".
Nonostante il ritiro dellAPA dalla
mischia permangono ancora oggi, però, tentativi di far passare lepisodio della
presentazione della memoria volontaria nel caso Molko come una presa di posizione
dellAssociazione, e questo tentativo andrebbe a vantaggio, sicuramente dei NMR, ma
certamente non dellobiettività scientifica.
Tra coloro che protestarono dopo la
presentazione della memoria volontaria ci fu anche il Dr. L. J. West che scrisse una
lettera (sottoscritta da circa due dozzine di psicologi dellUCLA) alla Dr. Bonnie
Strickland, allora Presidente dellAPA, la quale rispose a questa e ad altre lettere,
affermando che la questione della persuasione coercitiva doveva essere
ancora discussa tra i membri dellAssociazione per raggiungere una conoscenza più
approfondita delluso e dellabuso dellinfluenza sociale.
E, infatti, il dibattito e la ricerca non sono mai stati interrotti.
IL DIETROFRONT
"LAPA successivamente si ritirò dal processo sulla base di ragioni procedurali, non sostanziali e non ha mai rinnegato la memoria sostenendo che non era accurata dal punto di vista sostanziale ".
a) A nostro avviso questo non vuol dire
che lAPA abbia UFFICIALMENTE approvato quanto la memoria
conteneva e cioè che la teoria della persuasione coercitiva applicata ai NMR non è
accettata dalla comunità scientifica. Se non lha rinnegata non lha però
neanche approvata ufficialmente facendola diventare una presa di posizione
definitiva dellintera Associazione. Lunico fatto incontrovertibile è che
lha ritirata e mai più ripresentata.
Cè solo un modo per dimostrare il
contrario : esibire, se esiste, il documento ufficiale dellAPA che dichiara che a
quella memoria, così come era nel 1987, è stato concesso limprimatur
dellAssociazione che ha decretato la fine del dibattito scientifico sulla
"persuasione coercitiva".
E, anche se così fosse, chiunque
rimarrebbe libero di avere una opinione diversa in proposito, poiché lAPA, pur
essendo una Associazione di prestigio, non rappresenta, comunque, tutti gli psicologi del
pianeta, e lAmerica non è necessariamente e sempre il modello a cui
riferirsi.
b) Visto che stiamo esaminando il dietrofront dellAPA, potremmo
forse fare un pò più di luce su questo episodio esaminando il Memo del 12 Luglio 1989,
trasmesso da R.D. Fowler, Chief Executive Officer dellAPA, al Dr. W. DAntonio.
In questo documento vengono ribadite le ragioni del ritiro della memoria. Esaminiamone
alcuni passaggi interessanti :
- Ad un certo punto Fowler allude ad una lettera del 17 Maggio 1989
scritta dal Dott. Ofshe al Dott. DAntonio. Ofshe aveva affermato, a pag. 2 della sua
lettera, che la memoria dellAPA era "scivolata attraverso la struttura
amministrativa dell'APA senza seguire le vie normali ... e presentata dall'ex-direttore
amministrativo dell'APA contro le obiezioni degli stessi avvocati dell'APA". Dopo
aver negato questa affermazione di Ofshe, Fowler afferma che il direttore esecutivo
dellAPA si dimise dopo lepisodio, ma precisa che "
non si dimise
perché la memoria era stata presentata nel caso giudiziario". A questo punto
saremmo curiosi di sapere perché il dirigente dellAPA si dimise, forse per
"ragioni di salute" o per "improvvisi motivi di famiglia "?
- Fowler allude anche ad unaltra lettera del Dott. Ofshe, quella
del 14 Giugno 1989, nella quale questultimo afferma di essere stato invitato,
insieme alla Dott. Singer, ad un simposio promosso dalla Divisione 1 dellAPA. Il
Simposio riguardava proprio il tema della persuasione coercitiva e delle sue implicazioni
cliniche, etiche, culturali e legali. Qualcuno avrebbe potuto chiedersi : "Come mai
lAPA invita ad un suo simposio due studiosi ormai del tutto screditati dalla
Associazione dopo il rifiuto del DIMPAC e la presentazione della memoria
volontaria?". Forse proprio per "rispondere" a questa ipotetica domanda,
Fowler coglie loccasione per puntualizzare che la partecipazione dei due studiosi al
simposio non ha il significato che Ofshe le attribuisce: "Questa affermazione è
in qualche modo ingannevole poiché questo non è un simposio sponsorizzato dallAPA.
La Dott. Singer e il Dott. Ofshe sono stati invitati dalla Divisione 1 (una della 40 e
più Divisioni dellAPA) a partecipare ad un simposio sponsorizzato dalla Divisione
1". Se volessimo tener conto di questa puntualizzazione potremmo allora nello
stesso modo chiederci: se una singola Divisione dellAPA non rappresenta tutta
lAssociazione, non è altrettanto vero che quattro esperti (quanti erano i revisori
del rapporto DIMPAC), di cui solo due dellAPA, non possono rappresentare il punto di
vista dellintera Associazione?
- Sempre dallo stesso documento apprendiamo che la decisione
dellAPA di non rientrare nel caso dopo il rifiuto del rapporto DIMPAC è dovuta a "
restrizioni di bilancio e ad altre faccende urgenti". Queste singolari
"motivazioni" potrebbero farci pensare, come dice il Prof. B. Zablocki (*), che esse non fossero altro che "
un modo
semplice di cercare di far buon viso a cattivo gioco. Nè gli apologeti né gli avversari
dei culti avevano voti a sufficienza nell'APA per far trionfare a maggioranza le misure
che ciascuno voleva. Si è arrivati perciò a un compromesso che ha salvato la faccia a
entrambi. L'APA si è sostanzialmente lavata le mani di tutta la faccenda e, a mio avviso,
ha fatto benissimo a farlo. Le grandi associazioni professionali nazionali come l'ASA o
l'APA non hanno certamente il compito di assumere posizioni politiche di alcun tipo
finchè esiste un disaccordo fondamentale tra i membri, anche se una parte riesce a
ottenere il 51% dei voti e l'altra solo il 49%... Il rifiuto da parte dell'APA di
sostenere la richiesta dei cult apologist a favore della memoria volontaria
costituì un'implicita censura."
"STRANEZZE" PRIMAVERILI
"In effetti, benché la Singer continuasse ad affermare che tutte le bozze erano provvisorie e che aveva bisogno ancora di tempo, alla fine del 1986 lo BSERP dellAPA aveva già trasmesso lultima bozza del rapporto DIMPAC sia a due revisori interni sia a due accademici che non erano membri dello BSERP, il professor Jeffrey D. Fisher e il professor Benjamin Beit-Hallahmi ( ) Non sarebbe neppure corretto sostenere che lo BSERP, scorrettamente, aveva espresso il suo giudizio sulla base di una bozza non definitiva del rapporto. Esiste, in effetti, corrispondenza degli anni 1986-1987 dove il testo oggetto della valutazione è definito "la bozza finale del rapporto, con l'eccezione dei riferimenti bibliografici" (lettera di Dorothy Thomas, assistente esecutiva presso lo BSERP, del 29 dicembre 1986)".
Da questa ricostruzione sembrerebbe che
la Dott. Singer abbia continuato ad affermare arbitrariamente che il DIMPAC non era che
una bozza e a richiedere assurdamente più tempo per procedere nei lavori della Task
Force.
Sulla base della documentazione in nostro
possesso questa ricostruzione non risulterebbe fondata.
Nel Memorandum del 29
Dicembre 1986 proveniente da Dorothy Thomas ed indirizzato alla Task
Force dal titolo "Bozza finale del rapporto della Task Force" si
dice che nel meeting che si era tenuto dal 31 Ottobre al 2 Novembre del 1986, la bozza
finale del rapporto era stata esaminata dai membri del BSERP : "Per la maggior
parte, essi sentivano che era un buon rapporto. Comunque, a causa dell ampiezza
delle questioni coinvolte, il BSERP aveva deciso di spedire il rapporto allesterno
per una revisione indipendente di un certo numero di persone competenti in questo campo.
Ai membri del BSERP è stato anche richiesto di rivedere il rapporto più
approfonditamente (la versione della bozza finale era disponibile per i membri al meeting)
e preparare commenti per una ulteriore discussione del rapporto al loro meeting del Maggio
1987". [
] Il BSERP deciderà sul procedimento per completare il rapporto
in primavera".
Dunque non si trattava di farneticazioni della Dott. Singer, ma di una
realtà basata su questo documento che lei e gli altri membri della Task Force avevano
ricevuto. Piuttosto ci sarebbe da rilevare la "stranezza" dellazione
compiuta dal BSERP che, prima rimandò la decisione su come terminare il rapporto al
Maggio del 1987, e poi, in quello stesso incontro, decise di pronunciarsi definitivamente,
rifiutandolo ! Daltra parte, che il rapporto DIMPAC fosse solo una bozza si evince
chiaramente esaminando il documento messo online nel sito Web del CESNUR.
Ci chiediamo : cosa sarà capitato tra il 30 Dicembre 1986 e l11
maggio 1987?
Cosa avrà spinto il BSERP a modificare drasticamente
il suo orientamento e i suoi programmi riguardo ai lavori della Task Force?
Possiamo solo elencare alcuni fatti, senza
pretendere di rispondere a queste domande:
Qualsiasi
ulteriore commento sarebbe,
a questo punto, veramente superfluo !!
LESCAMOTAGE
"Quando si leggono gli allegati e si considera il contesto dellintera controversia, diventa evidente che il problema non risolto dal Memorandum del 1987 è la questione, molto più ampia, dei comportamenti contrari alletica e delle dichiarazioni false nei processi di persuasione, non soltanto nel campo dei nuovi movimenti religiosi o delle sette. I comportamenti contrari alletica e le dichiarazioni false, naturalmente, si manifestano a prescindere da qualunque forma di lavaggio del cervello, persuasione coercitiva, o controllo mentale, sia nelle religioni sia nelle psicoterapie (...) E su questo tipo di problemi più ampi - non sul lavaggio del cervello così come asseritamente praticato da nuovi movimenti religiosi - che gli esperti dello BSERP non erano daccordo fra loro, così che allo BSERP non era possibile pervenire a una conclusione".
Anche leggendo e rileggendo attentamente
gli allegati e il resto della documentazione non ce la sentiamo di condividere questa
interpretazione di questa frase del Memo
dell11 maggio 1987 , che, tra laltro, era stata
dimenticata da tutti e della quale non era mai stata fatta menzione alcuna, come se non
esistesse : " Infine, dopo molte considerazioni, il BSERP non ritiene di avere
sufficienti informazioni che possano portarlo a prendere una posizione su questa
questione".
Oggi sembra che essa abbia acquisito una eccezionale
notorietà e che si tenti perfino di darle interpretazioni alquanto creative e
suggestive.
Ma se, come dice il Memorandum allegato alla lettera del 12 Luglio
1983 che è latto di costituzione e definisce lincarico della Task
Force, essa doveva indagare sul possibile abuso delluso delle tecniche di
coercizione psicologica sia nelle sette religiose che in seminari di training, allora è
chiaro che era questa la "issue", la "questione",
da esaminare. Quando il BSERP rifiuta il rapporto DIMPAC per le sue deficienze
metodologiche, perché manca di rigore scientifico, aggiunge che sulla questione più
generale, per la quale la Task Force doveva investigare, non si può pronunciare perché
non ha abbastanza informazioni.
La nostra interpretazione di questa frase, per
10 anni ignorata ed ora oggetto di tanto interesse, ci sembra
molto più rispondente ai fatti e ai documenti.
Pur restando inalterata la validità
scientifica delloggetto di studio del DIMPAC, cioè le tecniche di persuasione
coercitiva, questo non implica necessariamente che tutto ciò che viene scritto su
di esso sia privo di difetti.
Il rifiuto di un rapporto scientifico su un
determinato fenomeno non annulla lintegrità concettuale di quel fenomeno.
A proposito di questo il Prof.
Zablocki (*) afferma : "A mio parere,
la commissione DIMPAC si è spinta troppo in là chiedendo all'APA di affermare che il
lavaggio del cervello nei culti religiosi fosse un fatto psicologico dimostrato. Fu per
questo che venne censurata. Non e' vero che l'APA abbia affermato il contrario, cioè che
la non esistenza del lavaggio del cervello fosse un fatto dimostrato. L'APA ha invece
sostenuto di non potersi schierare NE' CON UNA PARTE NE' CON L'ALTRA. Voglio dire che
nessuna delle due fazioni ha ottenuto ciò che voleva dallAPA. In quanto organismo
rappresentativo di TUTTI gli psicologi statunitensi, ha correttamente scelto una posizione
agnostica, sostenendo che non era possibile al momento dare un giudizio finale."
TIRANDO LE SOMME
Noi abbiamo elementi per affermare che
lAPA considera ancora oggi, come più di 10 anni fa, la "coercizione
psicologica" un fenomeno degno di essere studiato piuttosto che un concetto rifiutato
dalla comunità scientifica.
Se non fosse così come mai ci sono "personaggi
di rilievo" come M. Singer , M. Langone ed altri, definiti "antisette"
che partecipano alle Conventions dellAPA e sono stimati anche allinterno di
altre prestigiose Associazioni professionali? Ad esempio, M. Singer ha pubblicato un
articolo su questi temi nel "Merck Manual" che è la Bibbia della
Medicina; la stessa studiosa, insieme a J. West, ha pubblicato nel "Comprehensive
Textbook of Psychiatry", il libro di testo fondamentale della Psichiatria, R.
Ofshe ha pubblicato sul tema della riforma del pensiero nell "Enciclopedia
della Sociologia" dopo che lASA e lAPA avevano ritirato il loro
supporto allAmicus del 1987.
Se questi esempi non rispecchiano il rispetto della comunità
scientifica per questi studiosi, come potrebbero essere interpretati ?
Nel Maggio del 1997, lAPA Monitor ha presentato un
interessante articolo, "Qual'è il messaggio
dietro i culti odierni?", scritto dal dott. Philip Zimbardo
dell'Università di Stanford, un ex-presidente dell'APA. Il dott. Zimbardo, che ha
parlato in un programma dell'APA assieme alla Dott. Singer, il Dott. Langone e altri, dice
: "Date le giuste condizioni, è possibile reclutare o sedurre me o te a fare ciò
che ha fatto qualunque membro di un culto. E' possibile condurre la maggioranza degli
individui 'normali, medi, intelligenti' a compiere azioni immorali, illecite, irrazionali,
aggressive e autodistruttive che sono contrarie ai loro valori o alla loro personalità,
quando le condizioni situazionali debitamente manipolate esercitano il proprio potere
sulle disposizioni individuali".
Questi sono i fatti, e non potrebbe essere
altrimenti, poiché lAmerican Psychological Association, non potrà mai
esimersi dallinvestigare su un problema come quello delle manipolazioni che si
verificano in certi gruppi e NMR. Esse possono essere viste come manifestazioni
particolari degli stessi processi di influenza sociale che si verificano nella vita di
tutti i giorni. Se si utilizza o no una teoria come quella della "persuasione
coercitiva" per descrivere queste forme estreme di influenza sociale che si
situano su un continuum di diversa intensità, è un argomento che può e deve essere
dibattuto con onestà intellettuale allinterno di unAssociazione Professionale
di Psicologi.
Riguardo alla posizione dell APA e dellASA sulla questione
delle teorie del lavaggio del cervello il Prof. Zablocki (*) afferma che "Molte persone sono state fuorviate sulla
vera posizione dellAPA e dellASA riguardo al lavaggio del cervello. Come molte
altre teorie delle scienze del comportamento, il giudizio è ancora molto remoto.
LAPA e lASA sanno bene che alcuni studiosi credono che il lavaggio del
cervello esiste mentre altri credono che esso non esiste. LAPA e lASA sanno
bene che nessuno attualmente è nella posizione giusta per prendere una decisione
Salomonica per affermare quale dei due gruppi abbia ragione e quale torto. Invece esse
spingono gli studiosi a svolgere ulteriori ricerche per fare più luce su questa
questione. Io penso che questa è una posizione ragionevole da prendere".
E questa è anche la nostra posizione, senza alcuna pretesa
di aver trovato la verità.
La verità scientifica, in assoluto, non esiste. Se si continuerà a cercare con onestà
intellettuale e rigore scientifico forse si troverà il modo di fare qualcosa di utile per
evitare che i deboli siano danneggiati allinterno di certi Movimenti pseudoreligiosi
e, nello stesso tempo, salvaguardare la libertà di coscienza di ogni essere umano e il
suo diritto di esercitare e diffondere la sua fede religiosa.
Fare la "Guerra dei Memo",
invece, non avvicina nessuno alla verità, anzi crea un clima "surriscaldato"
che non incoraggia gli studiosi a guardare al presente e al futuro con la fiducia e la
mente aperta di chi condivide il motto che appariva sui documenti dellAPA :
"Per il progresso
della psicologia come scienza, come professione
e come mezzo per promuovere il benessere delluomo".
(*) Si tratta di dichiarazioni sottoscritte dal Dott. Zablocki, di cui siamo in possesso e che pubblichiamo con lautorizzazione dellinteressato.
ALBERTO AMITRANI e RAFFAELLA DI MARZIO
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