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CONFRONTO CON ALTRE IPOTESI

ANALISI DEI COSTI DI USCITA :
Un nuovo approccio allo Studio Scientifico del Lavaggio del Cervello.
di Benjamin Zablocki


CONFRONTO CON ALTRE IPOTESI

L'ipotesi del lavaggio del cervello è basata sulla teoria della modificazione delle preferenze. Non esistendo un modo diretto per osservare o misurare il processo di trasformazione delle preferenze, attualmente possiamo testare questa ipotesi solo a livello di plausibilità. In altre parole dobbiamo chiederci se la spiegazione per il lavaggio del cervello sia più o meno plausibile di altre ipotesi the tendono a spiegare gli stessi fenomeni osservabili. In questa sezione discuterò le quattro ipotesi concorrenti avanzate dalla letteratura sui culti.. Non intendo sottintendere che queste quattro esauriscono l'intero elenco delle spiegazioni proposte.

Ma offro questo elenco come un comodo modo per organizzare la letteratura che cerca di spiegare il comportamento di dedizione degli appartenenti ai culti.

L'ipotesi della Etichettatura Deviante

La sfida più lineare all'ipotesi del lavaggio del cervello proviene dalla teoria dell'etichettatura.

Semplicemente non c'è niente da spiegare. La conversione è vista come un'opportunità, non come una trappola. I semplici meccanismi della dedizione religiosa garantiscono che il disaffiliato sperimenterà costi d'uscita. E' tutto normale e succede da millenni in tutte le religioni. E' solo la natura deviante delle dottrine di alcune religioni che tira in ballo questa questione.

Secondo questa prospettiva ciò che succede nei culti non è diverso da quanto ogni organizzazione religiosa sperimenta agli stadi iniziali. La pubblica opinione è minacciata da questi nuovi movimenti sociali, quindi etichetta i convertiti come sempliciotti dal cervello lavato. L'ipotesi dell'etichettatura deviante e quella del lavaggio del cervello non differiscono sul processo di affiliazione, ma nei modelli di disaffiliazione e disincanto. A proposito della convinzione di molti ex membri di essere stati manipolati, l'ipotesi dell'etichettatura deviante racconta che si tratti di equilibrio cognitivo o di proiezione. La convinzione di aver vissuto forti ostacoli emotivi al momento della disaffiliazione deriva dalla dimensione di appartenenza della religione. Anche dopo il disincanto dalla fede esiste ancora un forte senso di appartenenza al gruppo che ancora professa quella fede. Questi costi di uscita non sono diversi da quelli che si vivono in una coppia non più innamorata ma che ancora si sente legata alla relazione.

Nel suo genere il modello di conversione di Loflandand Stark (41) è probabilmente il più sofisticato e influente. Come il modello del lavaggio del cervello descrive un processo che si sviluppa nel tempo in stati specifici, ma a differenza del primo enfatizza decisioni e attività del convertito individuale piuttosto che le attività manipolative del culto. Loafland e Stark dividono il processo in tre gradini predisposizionali seguiti da quattro gradini situazionali. I gradini predisposizionali sono: (1) sentimenti di tensione o privazione di una certa durata; (2) sviluppo di una strategia risolvi-problemi all'interno di una prospettiva religiosa; (3) definizione di se stesso come richiedente di verità religiosa. I gradini situazionali sono: (1) improvvisa opportunità di abbandonare un vecchio stile di vita e abbracciarne uno interamente nuovo; (2) sviluppo di legami emotivi intensi tra l'individuo e gli altri membri del culto; (3) atrofia delle relazioni con i non-membri; e (4) intenso coinvolgimento comune in una struttura sociale totalitaria.

Un esperimento critico per distinguere tra conversione spontanea etichettata come deviante e conversione manipolata conseguente a lavaggio del cervello dipende in un certo senso da una specificazione più dettagliata, ora esistente in letteratura, di quanto accade all'individuo durante la conversione spontanea. L'attenzione dovrebbe come minimo essere posta sul ruolo giocato dal culto negli stress manipolativi sull'individuo. Queste due ipotesi prevedono inoltre risultati in qualche modo diversi per lo stadio di disincanto. Le conversioni spontanee etichettate erroneamente mostrano una correlazione positiva tra estensione del disincanto e livello di disprezzo del culto nell'ambiente sociale post-gruppo del soggetto. Le conversioni messe in atto con l'uso del lavaggio del cervello dovrebbero invece mostrare una correlazione tra estensione del disincanto e grado in cui credenze e attività del culto erano distoniche con il sé pre-affiliazione.

In assenza di modello su quanto accade durante la conversione "normale" non possiamo sperare di distinguerla in modo definito dal lavaggio del cervello. E' possibile che un certo lavaggio del cervello abbia una componente di normale conversione. Ma è altrettanto possibile che molte di quelle che consideriamo normali esperienze di conversione possano coinvolgere in qualche modo quello che sto chiamando lavaggio del cervello.

L'ipotesi di Ricerca/Ripicca

Questa ipotesi è basata sull'assunzione che le reclute dei culti siano persone insoddisfatte in continua ricerca (seekers), e che ciò le porti ad affiliarsi (temporaneamente o permanentemente) a questi gruppi. Ogni accusa di coercizione mentale o emotiva che le persone rivolgono alla religione, dopo averla abbandonata, sono meglio spiegate come reazioni di dispetto da parte di idealisti disincantati. In realtà non esiste un singolo corpo di lavoro che rientri in questa definizione, perché chi usa questa

spiegazione generalmente non è partito da una prospettiva longitudinale completa come stiamo facendo ora. Quindi sto combinando le speculazioni di chi spiega l'affiliazione in termini di ricerca e quelle di chi spiega in termini di ripicca l'attitudine e le convinzioni dei disaffiliati.

Esistono individui conosciuti come seekers (che cercano). Questi seekers hanno caratteristiche misurabili che li distinguono dalla popolazione in generale. Trovano i culti e vi entrano come parte della ricerca di qualcosa che la cultura dominante non gli fornisce. Alcuni rimangono e altri proseguoni in successivi episodi di ricerca. Altri ancora superano la ricerca.

La chiave empirica per stabilire la plausibilità dell'ipotesi della ricerca è la scoperta di un metro affidabile e valido del tratto della personalità del seeker. Idealmente l'applicazione di tale metro dovrebbe riuscire a determinare in prospettiva la probabilità di un individuo di diventare membro di un culto. Alcune prove per delineare tale metro di misura (42) hanno prodotto scoperte interessanti ma non hanno, a tutt'oggi, iniziato a convergere in uno o più metri generali per stabilire la 'ricerca'.

Quando gli individui lasciano un'organizzazione a cui si erano dedicati completamente, può a volte esistere una risposta in termini di ripicca che scaturisce dal bisogno psicologico di ripudio completo, forse addirittura di vendetta nei confronti dell'organizzazione. Questo tipo di apostasia cade in due categorie distinte: la prima possiamo chiamarla apostasia a seguito dell'irretimento familiare. A causa della patologia delle famiglie che avviluppano, per una piena ri-accettazione nella famiglia di origine poò essere richiesta la totale rinnegazione del gruppo. In queste circostanze l'accordo reciproco sulla finzione che l'ex membro del culto è stato sottoposto a lavaggio del cervello può essere la strada per una minore resistenza da parte di tutti i coinvolti.

Un secondo tipo può essere chiamato apostasia al servizio delle cause legali. Nelle cause civili il disagio simulato è sempre una possibilità. Il lavaggio del cervello potrebbe essere l'analogo psichico del colpo di frusta degli incidenti automobilistici? Se l'ipotesi del lavaggio del cervello crea simpatia nei confronti di potenziali denunce, potrebbe dar loro motivazioni per costruire una storia di lavaggio del cervello.

Un esperimento critico per distinguere l'ipotesi di ricerca/ripicca da quella di lavaggio del cervello dovrebbe guardare se la dedizione leale dei membri proviene da un ampio spettro di tipi di personalità o da uno relativamente piccolo, conosciuto come seekers. In questo caso è necessaria l'osservazione stretta del processo di reclutamento per assicurarsi che vengano registrati dati non solo sulle caratteristiche dei membri di culti, ma anche su reclute e probabili reclute.

La sezione ripicca dell'ipotesi ricerca/ripicca prevede che la probabilità di disincanto sia soggetta ad un calcolo costo-beneficio. Quindi una correlazione altamente positiva tra grado di disincanto e misure indipendenti dei benefici dell'apostata costituirebbe prova dell'ipotesi della ripicca.

Nella misura in cui troviamo racconti di apostasia in individui che non hanno alcunché da guadagnare dai loro racconti, dovremmo essere più predisposti a considerare la loro possibile veridicità. Un altro approccio consiste nel cercare coerenza in colloqui fatti in profondità. Un altro ulteriore approccio è lo svilippo di un fattore bugia in questionari studiati per documentare il processo di disincanto dal culto.

Il modo migliore per confrontare queste due ipotesi implica comunque il quinto stadio del processo comportamentale sopra discusso. Ricerca/ripicca suggerisce che re-intervistare gli apostati molti anni dopo l'uscita dal gruppo dovrebbe mostrare segni significativi di ritrattazione di affermazioni manipolative, specialmente quando c'è stata una ottima reintegrazione nella società. L'ipotesi del lavaggio del cervello, al contrario, prevede che gli apostati saranno coerenti per tutta la vita con i loro racconti di manipolazione. Ho seguito un campione di intervistati per periodi fino a 20 anni dalla data di apostasia dichiarata e non ho trovato esempi di racconti ritrattati, il che mi suggerisce che la questione della ripicca non è coerente con dati osservati in un periodo di tempo sufficientemente lungo.

L'ipotesi del Gioco di Ruolo

Ad un certo punto della vita, riscontrabile prevalentemente durante la transizione tra adolescenza ed età adulta, gli individui hanno la necessità di sperimentare una serie radicalmente nuova di atteggiamenti e ruoli comportamentali. Spesso hanno bisogno di dedicarsi in modo assoluto ed intenso all'obbedienza. Queste sperimentazioni hanno quasi sempre vita breve, ed hanno poche conseguenze sulla vita successiva. Può anche essere un gioco di ruolo comportamentale (anche dei più fanatici) senza una convinzione profonda. L'ipotesi del gioco di ruolo non solo prevede che i giovani si affiliino a culti basati su poca dedizione, ma anche che siano in grado di avere legami poco intensi e disaffiliarsi quando vogliono con relativa facilità.

Un esempio di questo approccio si trova nell'ipotesi dell'alternanza di Pilarzyk (43). L'alternanza è vista come una trasformazione religiosa meno pervasiva della conversione. Ricerche in questo campo cercano di distinguere tra quei culti i cui membri sono sottoposti a vera conversione da quelli i cui membri sono sottoposti ad un processo più temporaneo e superficiale conosciuto come alternanza. La nozione di alternanza è importante per capire perché alcuni disaffiliati vivono costi d'uscita mentre altri membri dello stesso culto non lo fanno.

L'approccio della teoria del ruolo è associata al lavoro di Jehenson (44) e successivamente di Bromley e Shupe (45). Approcci teorici al ruolo tendono ad essere associati al sospetto su affidabilità e validità dei dati degli apostati. Definire gli apostati in virtù di un ruolo condiviso piuttosto che in virtù di una scelta condivisa sembra rendere più facile il giustificare pregiudizi stereotipati sulle loro risposte, sorvolando sulle grandi diversità all'interno di questa categoria.

Cerco di definire questo termine empiricamente, in modo che non pregiudichi alcune delle questioni sollevate da queso documento. Sfortunatamente l'apostasia non è sempre così definita come, per esempio, nel seguente studio che guarda all'apostasia da una prospettiva di teoria di ruolo:

Gli "Apostati" costituiscono una speciale categoria di disertori che hanno lasciato la semplice disaffiliazione per costruirsi una "carriera" che implica l'assunzione di un ruolo attivo nel movimento anti-culto…esibendo molti degli stessi tipi di inversione polare emotiva degli ex alcolisti diventati crociati per l'astemia, ex detenuti che assistono delinquenti giovanili, e auto-proclamati "peccatori" che si sentono "rinati", gli apostati iniziano campagne contro la causa che in precedenza condividevano. Queste azioni, naturalmente, costituiscono un mezzo per tagliare simultaneamente i ponti con il gruppo religioso e costruire un ponte con il gruppo anti-culto e la società convenzionale (46).

Il problema, qui, è che gli autori hanno messo il carro teorico davanti al bue empirico. Invece di cercare di determinare la proporzione di ex membri che mantengono forti posizioni "anti-culto" e per quali ragioni, definiscono un ruolo deviante unicamente in termini di mantenere queste posizioni, e quindi scartano la loro importanza dando per scontato che l'apostasia è "semplicemente uno stadio" che alcuni ex membri devono superare.

Ipotesi dell'Indebolimento Mentale o Fisico

Un certo numero di spiegazioni dei fenomeni che stiamo indagando poggiano sull'assunzione che le azioni intraprese dal membro di culto individuale siano il risultato di un indebolimento. Queste si dividono in modo naturale in due classi piuttosto distinte: i modelli di "condizione pre-esistente" che presumono che devi essere pazzo o in qualche modo deficiente per, in primo luogo, entrare in un culto, e i modelli "iatrogeni" che suppongono che è il culto stesso che inavvertitamente ti indebolisce o ti fa impazzire, come effetto secondario non intenzionale del suo sforzo di portarti alla salvezza o all'illuminazione.

La figura portante della scuola della "condizione pre-esistente" è il lavoro Benjamin Beit-Hallahmi (47) che, per certi aspetti, come quello di Galanter (48) ha mostrato prove di correlazione tra conversione al culto e problemi mentali o emotivi precedenti al culto. Arieti (49) ha discusso sul fatto che i culti sono a volte inconsciamente ricercati da schizofrenici, e a volte possono essere un aiuto maggiore della psicoterapia nell'arrestare la degenerazione cognitiva derivante da alcuni tipi di schizofrenia. Simmonds (50) ha discusso similarmente su chi abusa di alcool o droga, dando prove che entrare in un culto religioso può essere visto come un modo di scambiare una dipendenza più dannosa con una meno dannosa.

Un'altra "condizione pre-esistente" avanzata come spiegazione per l'affiliazione e la disaffiliazione ai culti è la suggestionabilità ipnotica. Orne (51) ha fatto alcuni lavori sperimentali interessanti per vedere fino a che punto i soggetti possono venire ipnotizzati allo scopo di fare cose contro la loro volontà. Katchen (52) afferma di aver sviluppato un metro di misura valido e affidabile per la suscettibilità ipnotica. Discute il fatto che può essere usato per prevedere la vulnerabilità ai culti. Se è vero, dovrebbe essere compito relativamente semplice determinare il grado in cui questo si correla alla quantità di tempo passata in un culto.

Un'altra ipotesi di "condizione pre-esistente" proviene dalla letteratura antropologica. Kehoe e Giletti (53) hanno discusso il fatto che, basandosi sull'osservazione di stati di trance sciamanica, esistono motivi per credere che la deficienza di calcio nella dieta possa essere in relazione alla suscettibilità carismatica e alla suggestionabilità. Almeno uno studio successivo (54) ha raffinato questa argomentazione evidenziando che, in certe circostanze, lo stress estremo riduce la capacità del fisico di trattenere calcio, inndipendentemente dalla dieta. Da queste argomentazioni seguirebbe che la defricienza di calcio potrebbe essere semplicemente una variabile intermedia tra lo stress e la suscettibilità carismatica. Per quanto ne so non si è ancora tentato di applicare questa ipotesi ai culti, nonostante il fatto che molti di essi forniscono ai loro membri diete altamente deficicitarie. Dovrebbe essere facile testare questa ipotesi con adeguate misurazioni dietetiche e metaboliche sui membri dei culti.

Margaret Singer è il nome più importante associato alla scuola "iatrogenica". Riassume la sua argomentazione come segue:

"A dispetto del mito che la gente normale non viene risucchiata dai culti, nel corso degli anni è divenuto chiaro che chiunque è suscettibile…Contrariamente al mito che chi entra nei culti è un seeker, sono i culti che escono e cercano seguaci in modo attivo e aggressivo. Alla fine questi gruppi sottopongono i loro seguaci a trattamenti che inibiscono la mente, che bloccano il pensiero critico e valutativo e soggiogano la scelta indipendente in un contesto di gerarchia strettamente imposta…alcuni membri di culto finiscono in ospedali psichiatrici; altri a volte, dopo una esperienza cultista, vanno alla deriva per anni senza mai rimettersi insieme. Chi ha avuto esperienze di questa intensità, in modo particolare quando combinate ad un collasso concertato del sé, richiede in seguito cura speciale…Anche chi non sperimenta severe difficoltà psicologiche, dopo aver lasciato il culto avrà spesso considerevoli problemi nel riadattarsi alla vita normale (55)".

L'ipotesi dello "snapping" (un mutamento improvviso nel comportamento o nel proprio quadro di valori e visione el mondo), che postula una specie di malattia da sovraccarico di informazioni, è un esempio estremo della teoria "iatrogenica". Secondo Conway e Siegelman (56), gli originatori dell'ipotesi dello snapping, la mente umana ha dei limiti nella capacità di elaborare informazioni. Quando messa sotto stress in un certo modo, la mente si 'spezza' e vi si possono quindi inculcare i progetti del leader del culto. Le menti in queste condizioni sono infinitamente malleabili e vulnerabili ad ogni influenza. Praticamente chiunque è potenzialmente vulnerabile a questo tipo di imprinting rapido. Gli individui sottoposti ad imprinting, anche quelli senza precedenti interessi nei culti, divengono agenti schierabili totali dei leaders. Questa condizione sarà spesso permanente a meno di una intercessione forzata (deprogrammazione).

Un esperimento critico per distinguere tra lavaggio del cervello e snapping implica la determinazione della rapidità con cui avviene la conversione. Il lavaggio del cervello prevede un processo di conversione lento e non lineare, con molte crisi intermedie e ricadute. L'ipotesi dello snapping suggerisce che la conversione avvenga in un dato momento del tempo. I due modelli differiscono anche in quanto lo snapping prevede tra i convertiti un funzionamento mentale indebolito, mentre il lavaggio del cervello non lo fa. Quindi in ogni esperimento critico per distinguere il lavaggio del cervello dallo snapping sarebbe importante effettuare misurazioni di funzionamento mentale prima, durante e dopo l'affiliazione al culto.

L'ipotesi 'folie a deux' di Sirkin e Wayne è un ulteriore e interessante tentativo per raccontare in termini "iatrogenici" il comportamento nel culto. Secondo il DSM-IV (59) la folie a deux è un sistema illusorio condiviso e sostenuto da una struttura relazionale. Così come applicato all'ipotesi (58) si riferisce alla relazione diadica tra il leader carismatico del culto e ognuno dei suoi seguaci. Le prove per questa ipotesi dovrebbero basarsi su criteri diagnostici osservabili di illusione psicotica che molti osservatori non hanno trovato essere caratteristiche di molti dei culti conosciuti. Credo comunque che questa prospettiva abbia qualcosa di importante da insegnarci sullo studio del lavaggio del cervello, in modo particolare che non si tratta di una caratteristica a livello individuale quanto piuttosto una proprietà emergente delle relazioni.

Dopo aver analizzato queste varie ipotesi, penso che sia giusto concludere che nessun racconto di comportamento nel culto è in alcun modo chiaramente superiore all'ipotesi di lavaggio del cervello. D'altro canto finora non sono neppure mai riuscito a dimostrare che l'ipotesi del lavaggio del cervello è così superiore a queste altre da poter essere dichiarata campione teorico. Lo scopo di queste comparazioni non è dichiarare un campione, ma stabilire un programma di ricerca.


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