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La Magia Oggi


TRATTO DA : "La Magia" , Cecilia Gatto Trocchi, Newton Compton, Roma, 1994, (pag. 69-75).
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        In un mondo concreto e razionalizzato, tecnologicamente avanzato come il nostro, la magia ha ritagliato un suo spazio ampio e prestigioso. Le cifre parlano chiaro: nel 1993 risultò che due italiani su dieci andavano dal mago almeno una volta all'anno. Le domande che vengono poste riguardavano per il 65% che cosa riserva il futuro, mentre il 35% dei clienti chiedeva prestazioni più complesse che andavano dalla eliminazione del malocchio al filtro d'amore, dalle pozioni contro le malattie, ai talismani per trovare lavoro, fino alle fatture a morte. La magia muove un vertiginoso giro di miliardi. L'Italia non è un'eccezione; in tutto il mondo occidentale la magia è altrettanto viva che presso i cosiddetti popoli primitivi: nelle metropoli trionfano la cartomanzia, l'occultismo, la medicina alternativa a sfondo magico, lo spiritismo, la mania degli oroscopi, il culto degli Ufo e quel nuovo movimento esoterico che va sotto il nome di New Age. Negli Stati Uniti Louise Cabot, fondatrice e presidentessa dell'associazione delle Streghe del Nuovo Mondo, ha affermato che praticano la magia come culto più di sette milioni di persone solo negli Stati Uniti. I 150.000 operatori italiani iscritti a ben due sindacati si fanno reclame sui giornali e sulle televisioni private, sulle riviste specializzate e persino sulle pagine della Sip che peraltro fornisce agli abbonati oroscopi e lettura dei tarocchi. Chiunque può trovare il suo operatore magico: si presentano principi delle tenebre laureati in università americane, streghe docenti di scienze occulte, veggenti che praticano i rituali di re Salomone e dichiarano di raggiungere i loro scopi con la magia nera, con l'esoterismo cosmico e il neopaganesimo. La magia si configura ancora una volta come l'arte del concreto, come aveva suggerito Marcel Mauss nel lontano 1940: la gente va dal mago per risolvere problemi quotidiani che afferiscono alla dura realtà.
        Si tratta di un «servizio sociale» sui generis che copre quella parte di esperienza a rischio che le Assicurazioni hanno lasciato libera. Le sette esoteriche a sfondo magico poi si propongono, più o meno marcatamente, come spazi consacrati in grado di trasformare l'uomo e il mondo e come veri e propri gruppi di guarigione e, se coinvolgono direttamente solo una minoranza di persone, pure sono riuscite a creare un milieu molto articolato di cultura altenativa condivisa dalla gente comune. Reincarnazione, astrologia, lettura delle carte, parapsicologia, fiducia nei poteri eccezionali di pranoterapeuti e veggenti sono elementi che fanno ormai parte della vita quotidiana; ma al di là dei folclore degli stregoni, degli adoratori di Satana e dei santoni taumaturghi appare evidente all'analisi antropologica che oggi l'esoterismo e la magia trovino nuovi adepti e incontrino una vasta diffusione. Alla crisi irreversibile delle ideologie mitico-politiche laiche, la cultura diffusa risponde con un sorprendente interesse per gli spazi interiori, per l'ascolto di voci genericamente spiritualistiche o per meglio dire energetiche. Altrettanto stupefacente è la credenza nell'astrologia: questa antichissimo disciplina occulta gode oggi di un ritrovato prestigio. Il 35% degli italiani ritiene che gli astri abbiano una qualche influenza sulle faccende umane e che la mappa del cielo condizioni alla nascita il carattere e il comportamento delle persone. In tutto l'Occidente si diffondono gruppi esoterici segreti che insegnano a potenziare le capacità magiche e paranormali degli adepti con rituali appropriati, con vere e proprie iniziazioni misteriche. Il disincanto del mondo, la scomparsa della dimensione religiosa socialmente condivisa, la razionalizzazione della società, la cosiddetta neutralità affettiva (pilastro della modernizzazione) ha creato un vuoto abissale nell'immaginario della gente comune che vive, soffre, muore e vuol sapere il perché.
        «Credo nell'astrologia perché ho smesso di credere in Dio» mi ha risposto il 43% di intervistati durante la mia inchiesta. In un mondo secolarizzato il richiamo della magia riaffiora continuamente e il fascino dell'occulto si rinnova con successo. Peccato che oggi i rappresentanti del pensiero esoterico non abbiano né il prestigio né l'autorevolezza culturale che avevano i dotti teorici dell'ermetismo, dell'alchimia e dell'astrologia nelle raffinate corti del Rinascimento, né degli artisti fin de siècle. 0ggi la magia, anche se assolve una funzione consolatoria e talvolta sortisce effetti psicosomatici non trascurabili, pure spinge i veggenti e i loro clienti in regioni nebulose di menzogne condivise, che nulla hanno a che fare con la spiritualità. Incapace di pensare al mistero, la magia odiema pretende di dissolverlo, intervenendo sulla realtà con riti, cerimonie, talismani, sortilegi che legittimano nel mago e nei suoi seguaci una bugiarda onnipotenza. Certo oggi la magia non ha più l'aspetto tenebroso che poteva avere fino alle soglie dell'età moderna. Anzi, la sua legittimazione viene cercata sempre più nella scienza o meglio da una particolare scienza «di confine» che non si sa con esattezza che cosa sia. La visione energetica della realtà che fa riferimento a fluidi, vibrazioni, potenze o forze occulte crede di potersi uniformare alla visione scientifica della realtà. I maghi confondono le loro vibrazioni con gli isotopi dell'uranio e sono convinti che l'energia che permea tutto l'universo sia l'equivalente metafisico di Dio. Il nuovo magismo è ampiamente accettato anche dalla cultura di sinistra, la quale attraverso l'alchimia e l'occultismo cerca quella palingenesi dell'uomo e del mondo, che l'ideologia non ha compiuto. Bisogna aggiungere a queste tematiche l'insicurezza e la paura del domani, l'isolamento dei soggetti nelle metropoli, la mancanza di punti di riferimento certi, la crisi della psicoanalisi (ormai diventata un argomento da rotocalco scandalistico) e il gioco dei maghi e degli indovini è fatto. Magia e occultismo sono in linea con la modernità. Il monoteismo della tradizione giudaico-cristiana si dissolve a una mitologia di seconda mano e il contenuto piattamente naturale delle incursioni nel sovrannaturale è una spia del materialismo tipico della modernità. Gli esoterici e gli occultisti nostrani sono materialisti nel senso più profondo della parola: ciò che è a loro più lontano è il concetto di trascendenza. Nelle loro visioni del mondo si esercita il trionfo del binomio materia-energia del mondo fisico: parlano di corpi materiali via via più sottili di cui lo spirito sarebbe il più rarefatto; parlano del potere della mente che è energetico, magnetico, parlano del fluido che esce dalle mani e spesso lo confondono con le onde elettromagnetiche. L'occultismo contemporaneo è il segno della regressione della coscienza che ha perduto la forza di pensare il mistero e contemporaneamente di accettare la realtà oggettiva : invece di differenziare l'uno e l'altro, l'occultismo li mescola arbitrariamente. Eppure questa panacea inferiore denuncia una sete condivisa di conoscenza e di giustificazione del reale da cui la cultura ufficiale sembra escludere la gente comune. Questa sete non è però saziata dall'esoterismo: le rivelazioni spettacolari date dopo anni di percorso iniziatico noioso e melenso non vanno al di là di una bizzarra poltiglia culturale in cui ogni storico delle religioni potrebbe rintracciare agevolmente le fonti, anche senza illuminazioni particolari. Eppure occorre distinguere da una parte la miseria culturale dei moderni maestri di salvezza, dall'altra l'emergenza di effettive istanze psicologiche, etiche, sociali di coloro che seguono la magia, o che fruiscono sistematicamente di prestazioni degli occultisti. Emerge il desiderio del reincantamento del mondo, di una rivalutazione del soggetto, di una autorealizzazione totale e soprattutto del ripristino della comunitas. I gruppi a sfondo magico si reggono sul bisogno di aggregazione, mai così forte nella nostra specie umana da quando si è determinato uno stile di vita basato sull'isolamento urbano e su una generica e piatta elargizione di servizi sociali. La moda della magia e dell'occultismo non è un relitto del passato ma uno dei valori dominanti del mondo presente e una grave ipoteca del futuro. In questo panorama variegato e inquietante sorgono e si diffondono gruppi a sfondo magico che pur nella loro eterogeneità propongono linee programmatiche in cui ricorrono vari luoghi comuni fortemente condivisi.
        Tutti i vari gruppi propongono una antropologia alternativa, in cui l'uomo è visto come un essere privilegiato che ha un potenziale enorme di energia psichica che può usare a scopi magici, cioè adatti a cambiare il corso naturale degli eventi. Allo stesso modo i seguaci della magia propongono una cosmologia alternativa, in cui domina l'idea dell'emanazione: un'energia primitiva forse di' natura divina ha originato la materia per emanazione. Da questo deriva il destino dell'anima che risente fortemente del romanzo gnostico. Essendo l'anima umana parte dell'energia del cosmo dopo la morte, l'anima è costretta a reincarnarsi. Le dottrine esoteriche attuali presentano aspetti sincretici spesso incongrui, sintesi a volte arbitrarie di dottrine arcaiche a cui si mescolano innovazioni talvolta superficiali. Le teorie e gli autores più saccheggiati sono Platone e il neoplatonismo, lo gnosticismo (che, già complesso da parte sua, diventa un guazzabuglio incomprensibile): l'ermetismo e la sua sintesi rinascimentale; la kabbala (mistica ebraica di cui ben pochi esoterici conoscono i testi), l'alchimia, l'astrologia, la mitologia di tutto il mondo. Punti di riferimento sono parimenti gli occultisti dell'Ottocento e del Novecento, da Eliphas Lévi a Madame Blavatsky da Gurgjieff ad Aleister Crowley, da Rudolph Steiner a Giuliano Kremmers. Inoltre un cospicuo apporto alla magia contemporanea è dato dalle religioni orientali. Un altro elemento in comune ai gruppi magico-esoterici è un rituale di iniziazione per i nuovi adepti, rituale che può essere appena accennato o estremamente elaborato e complesso come quello dell'Ordo Templi Orientis o di altri gruppi segreti.
        Come rileva M. Introvigne, almeno quattro sistemi di pensiero si mescolano nel continente magico attuale. Il primo è costituito dalle massonerie di frangia, cioè da quei riti massonici a prevalente interesse magico ovvero da quei gruppi fondati da massoni insoddisfatti dall'ufficialità nazionalistica. E’ il caso della Golden Dawn (la più importante organizzazione di magia cerimoniale fondata nel 1888 da tre massoni inglesi) o delle varie sette dei Rosacroce (spesso in conflitto tra loro) e delle «chiese gnostiche» nate nell'800 e tuttora attive.
Un secondo filone è quello dello spiritismo e del nuovo channeling in cui la medianicità permette il contatto con entità di vario tipo. Esiste poi il filone occultista che porta con sé le tematiche gnostiche, le tecniche per acquisire potere magico e formare il famoso corpo di gloria, incorruttibile e immortale. Infine il satanismo con l'adorazione di Satana, visto come il depositario di tutta la potenza magica, entra pesantemente nell'occultismo e spesso (anche se impropriamente) si mescola alla neostregoneria e al neopaganesimo. A tali tematiche occorre aggiungere la magia della New Age, complessa corrente culturale che recupera forme occulte assai diverse che vanno dai riti dello sciamanesimo alla filosofia orientale, dallo spiritismo al culti di possessione afro-americani come la Santeria cubana e il Candomblé brasiliano. Tale visione magica pretende di incantare nuovamente il mondo, a cui si attribuisce un'anima cosmica, una memoria ancestrale e una forma embrionale di coscienza. I seguaci di tali teorie credono in una progressiva evoluzione del proprio potenziale magico e alla completa riconquista della natura divina.

        Assistere oggi ad una riunione di uno dei tanti gruppetti a sfondo magico che pullulano nel nostro paese è un'esperienza a dir poco stupefacente. Per chi come me ha perlustrato le terre della magia da più di otto anni, un elemento si impone come vistosamente emergente: l'occultismo è diventato una sorta di religione pop, buona per tutte le stagioni.. L’ultimo gruppo nel quale sono stata iniziata si chiama «Esoterismo magico» di scuola egizia. Le riunioni si svolgono a Roma in un portierato di periferia e la grande sacerdotessa Elsa ha una conoscenza della grammatica e della sintassi italiana a dir poco approssimativa, cosa del resto poco influente dato che Elsa si dichiara «iniziata da guide invisibili alla magia occulta tramite scrittura automatica, telepatia, chiaroveggenza, capacità di vedere malattie passate, presenti e future». La sacerdotessa testimonia inoltre di essere un canale tra la terra e i mondi invisibili e di poter accedere alla visione chiara e limpida delle vite precedenti. Dichiara infatti di occuparsi di esoterismo da sette anni in questa vita ma di avere un bagaglio di conoscenze che le derivano dalle reincarnazioni antiche più di mille anni. Fra gli iniziati spiccano due signore che hanno un negozio di verdura, vari elettrotecnici, alcuni meccanici, ragazzi in cerca di lavoro, due giovani commesse, tre parrucchiere, un travestito di periferia. Un evento interessante fu l'apparizione, durante le lezioni, della figlia della sacerdotessa in abiti succinti (indossava solo la biancheria intima) che reclamava nei riguardi della madre un certo vestito rosso introvabile nell'armadio.
        E’ inevitabile per chi conosce la storia e lo sviluppo della magia e dell'esoterismo chiedersi fino a che punto la cosiddetta gente comune possa accedere senza preparazione culturale a problematiche di questo tipo. lo non ho nulla contro la democratica diffusione del sapere occulto: quello che mi preoccupa è l'ignoranza. Mi viene in mente la critica di Guénon alla teosofia che pure, rispetto alle teorizzazioni della nostra sacerdotessa egizia, era una realtà culturale di tutto rispetto. René Guénon smontò tutti i cosiddetti gruppi occultistici ed esoterici del primo Novecento: dalla Società teosofica a Papus, da diverse logge neospiritualiste agli pseudo-rosacroce. Considerandosi un iniziato e parlando in nome della vera tradizione esoterica, Guénon negava l'autenticità del cosiddetto occultismo moderno occidentale e negava anche la capacità dell'uomo di oggi di entrare in contatto con organizzazioni esoteriche valide. Il suo pessimismo arrivava al punto di considerare l'intero mondo occidentale ormai perduto per la visione spiritualistica della realtà: non si doveva attendere che la totale dissoluzione delle coscienze perché qualcosa di nuovo potesse realmente nascere. Guénon si convertì all'islamismo, convinto che la spiritualità e la religiosità non potessero allignare nel nostro mondo da un verso troppo meccanicistico e tecnologico, dall'altro dominato dall'ignoranza e dalla presunzione.
        Con i suoi simboli e il suo immaginario la magia parla all'uomo di se stesso: a lei va restituita tutta la sua profondità.

 

     Cecilia Gatto Trocchi

 


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