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"La battaglia comincerà secondo quanto previsto dalle Scritture e dalla sacra Bibbia. Perché nulla accadrà che non sia stato rivelato nelle Scritture. Lora si avvicina, nei modi che sono stati indicati dai profeti". Non è una voce qualsiasi, quella che si sente collegandosi al sito http://prophecy.org/sound.htm. E' il grido di guerra di Dio, decisosi a sfruttare una home page apocalittica per decretare ufficialmente la resa dei conti finale con il demonio.
A Charles Manson, guru del gruppo di invasati che nel 1969 trucidò l'attrice Sharon Tate e i suoi amici, è stata negata la libertà condizionale perchè le sue parole sono ritenute ancora pericolose. Non se lè presa troppo a male: in carcere è impegnatissimo nella gestione del suo sito web.
A sancire il successo della ricerca spirituale elettronica, nascono giornalmente gruppi di discussione a sfondo mistico ed esoterico. La Microsoft, sempre attenta alle evoluzioni di mercato, ha creato il Forum online dedicato alla spiritualità New Age (http://www.msn.co). Nel frattempo si vanno moltiplicando newsgroup (gigantesche bacheche elettroniche per argomento su cui ognuno può appendere messaggi e leggere quelli altrui) come alt.sci.physics.newtheories oppure alt.paranet.ufo dove scettici e credenti ingaggiano battaglie intellettuali, non per questo meno cruente, sulla religione degli alieni oppure l'illuminazione spirituale e l'energia di kundalini. Quando culti e sette on line intendono rimanere cenacoli segreti, impiegano le mailing list: forum per scambi di vedute in cui i messaggi vengono distribuiti solo agli iscritti alla lista e che scandiscono on line un itinerario di iniziazione esoterica.
Lultimo rovello delliper-tecnologica Silicon Valley è comprendere perchè non possegga un'anima. "E' forse per scontare il fatto che non credo nell'anima, che ne sono priva?", si interroga parafrasando Stanislaw Lec. Nascono così gruppi on line di spirituality in business (per esempio, http://www.spiritibiz.com), tendenti a convincere gli imprenditori a trasformarsi in guide spirituali ed emotive per i dipendenti. E' la nuova frontiera della religione-azienda. L'ultimo credo manageriale pubblicizzato su Internet individua casi esemplari di successo nelle ditte che spingono i subalterni alla spiritualità, alla meditazione più o meno trascendentale e all'altruismo. Non per elargire anticipazioni di paradiso in azienda, ma perché le imprese produttrici anche di anima sono considerate più competitive sul mercato e capaci di macinare sovraprofitti.
La rete delle reti è anche il veicolo dell'ultima moda spirituale: la religione della dieta. La fede nella redenzione attraverso la bilancia è professata in oltre diecimila chiese. Il vangelo diffuso nel cyberspazio è The Weigh Down Diet, che dimostra come la magrezza sia salutare allo spirito. Il culto del corpo secco ha anche ottimi risvolti pratici: nutrendo l'anima si riesce a sconfiggere la fame; basta imparare a saziarsi di Dio.
Insomma, se le vie del Signore sono infinite - e a dir poco originali - pare che passino crescentemente da Internet. Il Dio cristiano, la Grande Madre, Satana, extraterrestri illuminati, Manitù, Buddha, il panteon celtico e mediterraneo, le divinità indù sono sbarcati in forze sulla rete e se ne servono per contendersi i fedeli e per marcarli un po' più da vicino. Sono soprattutto sette religiose, esperienze mistiche, culti misterici e organizzazioni dell'occulto a invadere il cyber-spazio. Congregazioni spirituali di tutto il mondo erigono chiese e templi virtuali. Santoni che vivono in grotta aprono pagine Web. Angeli e trapassati eccellenti sono contattabili per e-mail. I cyber-fedeli seguono cerimonie al computer di casa, addobbato per l'occasione come un altare. Si proclamano on line miracoli, apparizioni e guarigioni. Segretarie chiedono la pausa al capo per meditare su siti mistici col computer dell'ufficio. Persino le sette tecnofobiche musulmane hanno sentito la necessità di prenotare un posto in prima fila in questo bazar spirituale ad alta velocità.
Nella forma più semplice, le home page del sacro forniscono l'indirizzo dell'organizzazione, il numero di telefono, giorni e orari dei riti e un ristretto menù di informazioni sulle attività, richieste di lavoro volontario, sostegno ai bisognosi, progetti per il futuro. Home page più sofisticate sono arricchite con logo a colori, grafica animata, foto, filmati e link a siti Internet che condividono lo stesso corpus di credenze. Questi ultimi possono andare da dotte spiegazioni sulle origini della fede, all'offerta di gadget in contrassegno postale. La moneta elettronica è di casa nel circuito spirituale alternativo, ma è piuttosto scarsa. Sono in vendita soprattutto libri e opuscoli, acquistabili per poche migliaia di lire. Non fanno poi difetto afrodisiaci sacri, gioielleria, videocassette, incensi, paramenti, olii, erbe, carte di divinazione, cartoline, poster, candele magiche, t-shirt, filtri per purificare l'acqua Quanto ai servizi offerti on line, si va da pacchetti di preghiere confezionate ad hoc alla mummificazione rituale del gatto o del marito, dallassistenza giudiziaria - a prezzo "politico" - a credenti che hanno subìto discriminazioni per la loro fede ad agenzie di viaggio specializzate nel suscitare miraggi passionali fra circoli di pietre e grotte magiche. Non mancano poi cimiteri virtuali per membri di uno stesso credo, pagine gialle elettroniche pubblicizzanti i business di adepti e simpatizzanti, oracoli, divinazioni e vaticini
Poichè la concorrenza sul mercato religioso è spietata, spesso i siti sono sfruttati per ingaggiare crociate, a colpi di modem, contro altre sette e culti. Con pari foga, alcuni vanno allassalto dei non credenti: se nel passato i missionari andavano a convertire in Africa o in Estremo Oriente, ora iniziano a "portare la buona novella" nel cyberspazio. I movimenti spirituali particolarmente attivi prevedono anche la veicolazione dei riti sacri tramite Internet, giovandosene magari come pulpito, confessionale, oppure altare per celebrare on line la luna piena o un sabba. In conclusione, i siti svolgono un duplice scopo: fornire informazioni e suscitare linteresse di quanti si avvicinano alla comunità religiosa e pubblicizzare funzioni e iniziative presso i seguaci. Il costo per collegare, via modem, l'organizzazione col paradiso o il nirvana è piuttosto contenuto. Basta un personal computer, un software con prezzo sulle centocinquantamila lire, un abbonamento Internet, un volontario che disegna le pagine e aggiorna periodicamente i dati.
Fede e pratica religiosa del popolo internet
Che posto occupano la religiosità e la cura dello spirito nellanimo del popolo italiano di Internet? Essenziale, nel 17,8% dei casi. Importante nel 30,9%. Secondario nel 43,0%. Uno spazio nullo nel 7,4%. Non risponde lo 0,9%. Dunque, gli internettisti sono persone fortemente propense alla spiritualità, visto che cinque su dieci la considerano importante o essenziale nella loro vita. Il 29,2% dei cybernauti riscontra che Internet abbia favorito lo sviluppo della loro spiritualità. Il 56,1% lo giudica indifferente. Il 10,1% ha un riscontro negativo. Il 4,6% non risponde. Questi dati, provenienti da un sondaggio, compiuto dalla società di ricerche InnovaNet su un campione di 820 internettisti, dimostrano quanto la spiritualità sia un trend significativo, ma non travolgente, sul network telematico.
Il 69,5% della comunità della grande rete confida in unentità suprema. Il 19,8% non ci crede. Il 9,6% si reputa indifferente allidea. L1,1% non risponde. Disaggregando, tale entità suprema risulta essere: Dio onnipotente nel 49,7 per cento dei casi; la natura nel 12,4; forze paranormali nel 7,4. Il 35,4% è persuaso dell'esistenza, in qualche forma, dell'inferno e del paradiso ("Visione di Dio o dannazione eterna", era lopzione precisa). Il 29.6% è convinto che non esista alcuna vita post mortem. Il 22,7% si aggrappa a una non meglio specificata "Forma diversa di vita". L 11% ha fiducia nella reincarnazione. I1,3% non risponde. Le donne sono più radicate nella speranza di una vita eterna. I giovani contano più di tutti nel proseguimento della vita secondo altre forme. Tre internettisti su dieci credono dunque in un aldilà molto più vicino a quello tratteggiato dai nuovi movimenti religiosi che dalla matrice cristiana.
Quali sono le fedi seguite dai navigatori on line? Scontata è la massiccia presenza di cattolici (40,9%). Seguono agnostici-atei-indifferenti (30,9%) e cristiani non-cattolici (12,3%). Il contenitore "altre religioni" totalizza ben il 14,1%. L1,8% non risponde. In sostanza, quasi un cybernavigatore su sette si dichiara in sintonia con il credo dei movimenti religiosi alternativi al ceppo cristiano.
Sono dati non facili da conciliare, quelli del sondaggio InnovaNet, con l'immagine di disincantato scientismo che, nel buon senso comune, accompagna i patiti delle nuove tecnologie. E' interessante notare come il sacro prenda piede on line man mano che l'internauta medio arriva a corrispondere alla gente comune, che adopera Internet come una televisione planetaria semi-interattiva per fare shopping e inanellare chiacchiere, piuttosto che a un giovane laureato cosmopolita e hi-tech, che la sfrutta per scaricare programmi o tenersi aggiornato.
Vetrine della fede, confessioni connettive, cyber-culti
Una volta annotato il dilagare delle nuove religioni su Internet, si accavallano immediatamente una serie di interrogativi riconducibili alle modalità attraverso cui il cyberspazio sta rivoluzionando l'afflato spirituale contemporaneo. Siamo al lifting, attraverso un inedito mezzo di comunicazione, di culti consolidati oppure anche all'avvento di nuovi movimenti religiosi nati su Internet? La rete delle reti può trasformarsi in un posto sacro come una chiesa o un tempio, oppure il suo potere persuasivo è sfruttato dai pescatori di anime per ricondurre una umanità riottosa ai luoghi santi di sempre? Le vene telematiche sono conduttrici di energia spirituale oppure solo di colossali mistificazioni?
Il libro-inchiesta organizza i protagonisti dello scenario eterogeneo e caotico della spiritualità digitale entro tre atteggiamenti mentali. A un polo, stanno i teorizzatori del web come vetrina della fede: la maggior parte dei siti dei movimenti religiosi emergenti sono una sorta di brochure pubblicitaria per l'organizzazione, o per la persona in capo, oppure informano sulle attività segnalando il dove, il quando e a quale prezzo. La presenza su Internet si riduce quindi a un aspetto del marketing religioso.
Al polo opposto, si collocano gli adepti delle cyber-religioni: quanti giurano sul potere mistico contenuto nelle dita che digitano su una tastiera e hanno trovato l'anima nel cyber-spazio. Internet diventa, in questo caso, parte integrante di una ricerca spirituale e incubatrice di nuove forme di religiosità.
In posizione intermedia, si situano i seguaci delle confessioni connettive: sette e confessioni che utilizzano la telematica come rete di collegamento volta a creare e a mantenere una comunità spirituale. Internet è, in questo caso, impiegata a fini organizzativi.
Secondo il primo atteggiamento, cioè lo sfruttamento di Internet come "vetrina" di merce spirituale, un sito è considerato dalla setta o dal culto come un puro e semplice magazzino che distribuisce informazioni pilotate a fini di proselitismo. I vertici sono quindi concentrati a controllare il nuovo medium e a contabilizzare il numero dei collegamenti (indice dellinteresse per il loro prodotto), piuttosto che ad accettare una trasformazione organizzativa e culturale da esso indotta. I messaggi lanciati nel cyberspazio prendono spudoratamente in prestito la terminologia del marketing aziendale. Essi promettono una "fede che risponde ai bisogni delle persone" e assicurano la "risoluzione dei desideri insoddisfatti".
Al fedele non è chiesto di intervenire: gli è riservata solo la facoltà di interrogare banche dati o, al massimo, di scambiare messaggi con l'istituzione religiosa. Sfoggiare una passerella graficamente appeal e di grande presa emotiva è un obiettivo addirittura vitale per gruppi minoritari, privi di una casa editrice e con scarse dotazioni per investimenti. Ostentare home page che non sfigurano rispetto a quelle delle grandi organizzazioni religiose è una carta vincente nel mercato del sacro. La propensione al pulpito telematico è massima soprattutto tra le guide spirituali New Age, i profeti apocalittici, le sette derivate dallinduismo, i veggenti mariani, i culti ufo, i neopagani del panteon mediterraneo.
Le cyber-religioni sono la nuova frontiera della fede. La grande rete viene infatti sfruttata per svolgere riti e liturgie: on line si prega, si attende alle funzioni sacre, si predica, si eseguono dei sabba, si operano vaticini, si battezza, si unisce in matrimonio si crede. Agire su Internet è qualcosa di più di unazione, ibridamente tecnologica, composta dal leggere, guardare la tv, scrivere e telefonare: è in sè un'esperienza di trasformazione spirituale. Una volta che la rete telematica viene utilizzata non solo per collegare e organizzare i fedeli, ma anche per mettere in circolo energie divine, essa rivoluziona spiritualmente le vite degli individui al punto da reinventare i culti nati in epoca pre-telematica e generarne di nuovi. Sul primo versante, spiccano i neopagani di matrice celtica. Un esempio conturbante sul secondo versante? Qualche anno orsono, a Nairobi, in Kenya, è apparso un uomo con folta barba e vestito bianco. Alcuni presenti si sono prostrati convinti che fosse il Messia. Lui ha tenuto un breve sermone, poi è scomparso tra la folla. L'episodio ha generato un innumerevole numero di siti, con mistici allegati pronti a rivelare chi potrebbe essere l'uomo misterioso e quali prodigi stia seminando per il mondo. La rete è lo strumento prescelto per affermare un movimento religioso fresco di miracolo (Per tutti: Who is Maitreya? http://www.shareintl.org/maitreya.html).
Nelle cyber-religioni Internet è considerato un posto sacro, perché veicolo di spiritualità, strumento del divino: uno spazio di meditazione, un tempio votivo, oppure un altare. Esse infatti traslano il lavoro mistico e la pratica religiosa nel mondo fisicamente inconsistente della virtualità digitale. Non a caso si affermano una volta che la presenza corporea e la comunicazione fisica siano giudicati non più essenziali per generare l'elevazione spirituale oppure quando si ritiene che il corpo, pur immobile e privo di contatto diretto con altri corpi, viene ciò non di meno stimolato da esperienze e sensazioni come se si muovesse e fosse contiguo ad altri.
Stando ai leader delle confessioni connettive, la scintilla spirituale non può scoccare nel mondo disincarnato della rete telematica, poiché il corpo è considerato un aspetto irrinunciabile della natura trascendentale dell'uomo. Il soffio divino balena solo quando, presenziando a una messa oppure a una lettura, un credente unisce "di persona" la propria anima con quella di altri fedeli. Se si nega che nel cyberspazio esista energia vitale e avvengano trasformazioni spirituali, Internet è però massicciamente utilizzato per mettere in comunicazione i membri del movimento religioso, dirimere le dispute dottrinali, attivare conversazioni cuore-a-cuore, reclutare nuovi adepti, prendersi cura dei fedeli, raccogliere elemosine e finanziamenti, vendere libelli e pamphlet sollecitando commenti. Inoltre, on line vengono lanciate campagne per le libertà di culto, mobilitazioni civili, maneggi di lobby. Così il web, e la comunicazione veicolata attraverso di esso, trasformano radicalmente limpalcatura organizzativa e le regole di funzionamento della congregazione religiosa. Al punto che la setta o il culto edificano nel cyberspazio una comunità spirituale virtuale.
La realizzazione di una comunità affiatata, solidale ed effervescente attraverso un medium comunicativo come Internet produce un vantaggio competitivo nella spietata concorrenza del mercato religioso: hanno successo i movimenti religiosi che non sono frutto di una singola mente, ma di molte menti connesse in network. Inoltre un medium condiviso sollecita nei fedeli e nei simpatizzanti unelevata partecipazione emotiva. Da questo punto di vista, la creazione di una cyber-comunità non è una mera iniziativa organizzativa avulsa dall'elevazione spirituale degli adepti. E piuttosto un atto spirituale che, traducendosi in un valore aggiunto organizzativo, genera inedite risorse competitive. Fedi connettive si riscontrano soprattutto fra le streghe, i satanisti, le sette cristiane, gli adoratori della Grande Dea.
Religioni di rete: Internet come manifestazione divina
Il polo estremo delle cyber-religioni è il sottoinsieme, a un tempo affascinante e inquietante, delle religioni di rete. Si tratta dei culti nati grazie a Internet e imperniati sulla sacralizzazione del computer e della rete: il cyberspazio non è solo un veicolo di sacralità, ma essenza sacra essa stessa. Internet è unentità metafisica. Non sembri una stranezza più che tanto. Piazzarsi da soli davanti a un monitor, illuminati dalla sua luce azzurrognola, e comunicare tramite tastiera con un'entità invisibile e lontana ha molto in comune con l'atto del pregare. Inoltre, tutto quanto avviene sulla rete telematica non è liquidabile come "simulazione". Non è fisico, ma ciò non di meno è vero. Così alcuni hanno voluto intravedere nella struttura virtuale di Internet una sorta di imitazione della mente di Dio, che, come insegnava Sant'Agostino è "il segno che rimanda a se stesso", quindi l'entità che per sua natura riferisce a se stessa.
Alcuni esempi di religione di rete? Secondo i tecno-buddisti, Internet sarebbe la manifestazione fisica del terzo occhio (quello della conoscenza) della divinità insita in ognuno di noi. Il web possiederebbe la natura del Buddha, poiché si presenta come un network che unisce indissolubilmente menti, corpi e spiriti. Le informazioni veicolate dalla rete telematica farebbero scoccare lilluminazione del globo attraverso il software in rete del Tao Virtuale.
Secondo i culti ecologici tecno-spirituali, sta prendendo corpo una Gaia Elettrica: il cyberspazio, in quanto manifestazione collettiva delle menti umane, funzionerebbe come sistema nervoso per il Pianeta che diventa cosciente di sé attraverso gli individui messi in rete.
A un tempo templi sacri e laboratori informatici, i circoli tecnopagani creano universi per la magia e per gli antichi dei celtici nel bel mezzo di uno spazio/tempo tecnologico. E facile trovare benedizioni druidiche impostate su pagine web, oppure preghiere meditative svolte attraverso la contemplazione ipnotica dello schermo digitale, oppure ancora la celebrazione on line di una luna piena. Riti collettivi associati al tecnopaganesimo sono gli scatenati elettrobaccanali rave, effettuati tramite collegamenti con siti Internet e luso mistico di droghe, danze estatiche e musica/ trance.
Come la religione é stata sedotta dalla tecnologia, così i tecnologi sembrano infatuati del linguaggio e delle circonvoluzioni spirituali. Per stigmatizzare la paralisi mentale che scaturisce dal bombardamento informativo via rete, parlano di "diluvio universale delle informazioni". Una "Holy War" (una guerra santa) si sviluppa quando cybernauti si scambiano a valanga, per mesi, e-mail d'insulti al punto da intasare i modem. Il sorriso in miniatura dell'icona Macintosh ha creato negli utenti non tecnologici una sorta di affezionata quasi-religiosa adorazione della macchina. La devozione si é tanto radicata da generare, tra il serio (il ritorno d'immagine per l'azienda) e il faceto (la dedizione degli utenti) il Culto del Macintosh, rivolto a quanti hanno "reso il computer quello che é oggi e quello che sarà domani e oltre" (http://cult-of-mac.utu.fi). Ralf Wegner é addirittura arrivato a parlare di integralismo tecnologico, cioè di un culto della tecnica intesa come "deus ex machina". Lasciato al terzomondo il Dio del monoteismo, e quindi dell'integralismo religioso, il primo mondo adora un dio-macchina, capace di risolvere i problemi di quanti vivono le nuove tecnologie in una dimensione fideistica. Basta frequentare il newsgroup alt.religion.computers per rendersene conto. Non si pensi che le cyber-religioni e le religioni di rete siano un territorio periferico nel pianeta della fede: isolate finora come bizzarre curiosità, hanno trovato nel Web un formidabile medium che fornisce loro un'identità organizzativa, le pone in stretto contatto attraverso una rete di complicità spirituale e permette di adescare potenziali proseliti ai quattro angoli del mondo. Esiste inoltre una diffusa disponibilità dei cybernauti nei confronti di esperienze trascendentali effettuate on line. Una recente ricerca statunitense su 1.153 persone che si sono connesse a siti natalizi, ha riscontrato che il 63% degli intervistati giudica di aver arricchito la vita propria spirituale grazie a esperienze avvenute su Internet.
Il network telematico si specchia in quello spirituale
Un destino curioso, quello della rete telematica. Nata come progetto militare e poi scoperta da scienziati e universitari razionalisti, é ora diventata una cattedrale virtuale e un testimone di simil-miracoli dell'ultima ondata di spiritualità. A prima vista, la religione fatta di tempi secolari e certezze immutabili - sembra porsi agli antipodi rispetto al mondo delle tecniche di comunicazione su supporto digitale: computer, satelliti e reti telematiche sono in rivoluzionamento perpetuo e i loro tempi si misurano in millisecondi. Non é però strano che new ager, neopagani, satanisti, visionari mariani e company siano divenuti il fenomeno telematico più travolgente. Tradizionalmente le scuole spirituali hanno navigato entro mondi immateriali (come il piano astrale e sottile dellesistenza) e si sono rivolte a tecniche magiche per plasmare la realtà a misura di desiderio umano. Attualmente linfinito creato dal cyberspazio funziona come proiezione ideale delle nostre più intime speranze e profonde paure. Inoltre la rete (specie nelle sue nicchie di realtà virtuale) appare come un regno magico in cui tutto é possibile.
In terzo luogo, il successo della religione su Internet nasce dal fatto che essa è un fenomeno connettivo esattamente come la rete telematica: si esprime e cresce in un perenne rapporto diretto e intimo tra persone. Infine, Internet si sintonizza perfettamente a un tratto tipico della modernità spirituale: si va perdendo la fedeltà alle radici religiose, si é disposti a mettere in discussione la propria fede e a convertirsi ad unaltra più affascinante o "produttiva". La rete telematica e la religiosità dei nuovi culti sono dunque due impetuosi trend di massa e, quando si incrociano, generano una spinta inarrestabile. Creano energia culturale, tecno-utopie, desiderio di libertà spirituale.
E' però difficile da fissare e catalogare l'anima telematica. Internet e le nuove religioni possiedono una natura intima molto simile, permeata di individualismo, magmaticità, fermento, caos, anarchia. Nel cyberspazio come nel network spirituale il perno é costituito da individui isolati. Non si scorge un centro. Non esiste consenso canalizzato. Non si intravede un guru carismatico. Attività e innovazione provengono da gruppi informali, ma fortemente coesi. Inutile cercare un credo universalmente accettato. Non esistono organizzazioni statali o internazionali con autorità riconosciuta. E in ambedue i casi non si riesce a distinguere fra il vero e il verosimile. Il punto d'incontro tra la rete e le nuove religioni, la cyber spiritualità, é quindi caos creativo, e incontrollabile, al quadrato.
A pensarci bene, esiste un intimo rapporto fra l'affermarsi del nomadismo telematico e il peregrinare per culti e tecniche, senza mai approfondire, tipico della spiritualità della Nuova Era. Su Internet si viaggia con la mente piuttosto che col corpo, sostiene il senso comune. Ma la mente é sempre stata mobile e nelle varie epoche storiche ha viaggiato contemplando un graffito rupestre, sillabando le scritture, leggendo un romanzo o ammirando un quadro. Dunque la metafora del nomadismo intellettivo non appare appropriata. Piuttosto, si é nomadi perché si è privi di un centro e di punti cardinali. Si è nomadi non perché ci si muove, ma perché sono saltati i punti fissi dell'orizzonte mentale e spirituale. L'esperienza secondo cui nel Web si va, a mitragliare di "clic", ininnumerevoli posti successivi, finendo per trovarsi in un luogo senza capire dove ci si trova perché non si sa più da dove si é arrivati, é una potente metafora di come lo spazio mentale dedito alla cura del divino abbia perso un'organizzazione solida, certa. E' diventato solo un flusso di materiale informe. Quando si sa di essere "qui", ma non si ha idea di dove si trovi questo "qui", la navigazione diventa più una deriva che un viaggio con una meta precisa. Sia in rete che nel regno dello spirito siamo naufraghi, più che nomadi. Naufraghi abbarbicati a zattere on line guidate da nocchieri che ci offrono l'illusione di una rotta di salvezza: affetto, sicurezza, redenzione.
Bastando un colpo di mouse per passare da un convegno di streghe e demoni a unapparizione mariana, oppure da un tempio indù a un incontro con un maestro sbarcato da un Ufo, si disintegrano le barriere fra le diverse confessioni spirituali. Con effetti paradossali. Se da una parte il salto di liana da un movimento religioso on line all'altro offre l'opportunità di rompere steccati atavici e di conoscere nell'intimo le altre fedi; dall'altra, spesso e volentieri esso si traduce in quella confusa mistura spirituale secondo cui si crede in molte confessioni o in tasselli estratti da varie di esse: un pizzico di atavico misticismo, un po' di redenzione extraterrestre, una presa di altruismo, un miscuglio di Oriente e Occidente, tonnellate di fede cieca nella "naturalità". Leclettismo, tipico del cyberspazio, si incontra con quello della nuova spiritualità. Ne nasce un eclettismo al quadrato predisposto, in molti casi, a finire in cortocircuito. La quintessenza di tanta confusione é esemplificata da Ernest Norman, fondatore della setta Ufo-ossessiva Unarius, che si é proclamato incarnazione vivente di Socrate, CarloMagno, Quetzalcoatl, Napoleone Bonaparte, Richelieu, Ponzio Pilato e Gesù (http://www.serve.com/unarius).
Internet amplifica la propensione degli individui per i cocktail religiosi, ma non la genera. Non é colpa della rete se a Cesena va di moda eseguire il tai-chi (esercizi di movimento cinesi) cantando mantra tibetani o se a Bagni di Lucca ha successo una sorta di università in cui sono insegnate indifferentemente, in orari diversi, pratiche buddiste, indù, cristiane La responsabilità di Internet nasce dal fatto che pone tutti sullo stesso piano: santoni esanti, millantatori e guide spirituali. Conta la presentazione, l'appeal grafico, la frasetta a effetto. I contenuti vengono in secondordine.
Dunque, sul web Davide combatte alla pari con Golia. Ognuno vanta le stesse possibilità di ascolto e di presa. La grande religione cattolica non ha più potere di qualche micro-setta. Se la Tv - prodotto costoso e contrasmissioni usate per una sola volta - é appannaggio delle grandi chiese, le reti - prodotto economico, usato, riusato e continuamente riconfigurato - sono terreno di caccia privilegiato delle piccole organizzazioni. Possiamo anzi azzardare che le tecnologie digitali della comunicazione - duttili, morbide, interattive e creative tendono a sfuggire in parte ai soggetti forti dellindustria religiosa di massa, per aderire alle peculiarità dei microsoggetti comunitari.
Questo dirompente fattore economico realizza un mercato spirituale di tipo completamente nuovo. Permette a chiunque di diffondere testi e immagini in tempo reale a un pubblico composto potenzialmente da milioni di persone. Linformazione viene diffusa più dai seguaci che dai leader spirituali. Si realizza così lutopia di Martin Luther King secondo cui "ogni uomo diventa un prete e ogni prete diviene un megafono". La comunicazione é, al contrario di libri e televisione, in entrambe le direzioni: l'utente può - dopo aver ricevuto il messaggio religioso e anche se é fisicamente molto distante - replicare, porre domande, partecipare attivamente alla vita del movimento. Permette a religioni nate interstizialmente su un territorio monopolizzato da una grande, di non morire soffocate ma anzi di proliferare attirando fedeli dai quattro angoli del mondo. Inoltre, lutente tende a sfruttare il potere informativo di Internet per costruirsi una religione fai-da-te: a misura delle sue esigenze e in cui assume compiti tradizionalmente sacerdotali come per esempio officiare riti. Il cyberspazio é una sorta di self service dellanima dove tutto, dalle divinazioni chimesi alla mistica delle bolle di sapone, é a portata di mouse. Il cibernauta reagisce al caos facendo orizzonte: assumendo un angolo visuale, anche il caos viene ordinato. "Rapina" così i siti di idee e suggestioni per metabolizzarli allinterno della propria individuale, e piuttosto anarchica, spiritualità.
Il tecno-truffatore religioso
Internet é un mezzo comunicativo che lascia ampi spazi alle chiese affamate di soldi. Pur essendo quello spirituale un circuito finanziariamente povero, tranne importanti eccezioni, pressanti sono le richieste di contributi (a volte anche sotto forma di lascito di terreni o vestiti usati) o le offerte di gadget e servizi. Finché questi interessi rimangono in ambito tecnico-commerciale, sono più che legittimi. Al di là di qualche pratica un po disinvolta della moneta elettronica, la fede digitale è una risorsa per gravi opportunità di plagio e truffa. Il cyber-spazio è configurato alla Moebius, in cui l'interno passa all'esterno e l'esterno all'interno. La realtà scivola continuamente nella rappresentazione, mentre la rappresentazione diventa la realtà stessa. Il cybernauta rischia così di scambiare la realtà per la sua ombra virtuale.
Il reclutamento on line di nuovi adepti è forse laspetto più delicato, perchè Internet permette di contattare persone nell'intimo delle loro case, in un momento di isolamento e solitudine. Inoltre, per entrare e navigare in rete ci si concentra con la mente e si abbandona il corpo, creando uno sdoppiamento senza precedenti nella tecnologia. Il cibernauta è dunque in una condizione di suggestionabilità estrema. La fatale attrazione viene esercitata dal tecno-truffatore giocando sullanonimato e sulla fantasia. Sul primo versante, mette a profitto lo spazio artificiale tra due persone creato dal web: un territorio sconosciuto di gioco, rischio, maschere e personalità fittizie. Sul secondo versante, sfrutta la spinta della rete a tessere relazioni personali più fantasiose, affettivamente avvolgenti e intime di quanto avvenga nei rapporti vis à vis. Si inizia ascoltando confidenze sui disagi personali, per arrivare a suscitare aspettative di salvezza. Il cyberspazio è un posto emotivamente caldo, non freddo come tanti pensano.
Dal mito del Grande Fratello che tutto controlla alla realtà di tanti Piccoli Fratelli che manipolano e truffano? E questo un pericolo significativo, ma che non va enfatizzato oltre misura come fanno stampa a Tv. Se è proprio del cyberspazio intrecciare strettamente vero e verosimile, l'utente della rete è ormai consapevole dincontrare, durante la navigazione, bizzarrie spacciate per norma, retoriche che paiono realtà, fantascienza contrabbandata per scienza. In una parola, culti estemporanei venduti per solide religioni. E sa anche che non può sperare di farsi orientare da un "esperto in verità". Quanto non convince viene dunque presto screditato e rifiutato, oppure semplicemente ignorato fino a che non muore dinvisibilità. Inoltre su Internet chiunque può sindacare su quanto dicono e fanno gli altri: unabitudine questa ampiamente praticata. Per questa serie di ragioni, la rete telematica è un terreno meno fertile di quanto si pensi per cacciatori di anime credule.
Inoltre, chi di Internet colpisce, di Internet perisce. Se la rete è sfruttata da santoni e trafficanti di spiritualità per pescare anime, viene a sua volta adoperata da gruppi di scettici e razionalisti per catturare gli spacciatori di credulità. Laustraliano Cult Awereness Information Centre, per esempio, offre testimonianze di ex adepti di culti, link a home page di "settari pentiti" e il supporto logistico a fedeli che intendono abbandonare guru eccessivamente incombenti. LInternational Cult Education Program, sponsorizzato dallAmerican Family Foundation, realizza ricerche accademiche e servizi di assistenza a persone indottrinate e psicologicamente manipolate da gruppi religiosi. Aff Cult Group Information utilizza Internet per lo studio, la prevenzione e leducazione contro gli abusi dei culti.
Un magazzino di storie
Lintento del volume non è quello di costruire le Pagine gialle del sacro elettronico alternativo, affastellando migliaia di indirizzi web. Né di cimentarsi in un cyber-pellegrinaggio alla ricerca della Grande Verità in rete. Ci si avventura piuttosto a esplorare circa settecento siti dei nuovi culti e religioni (quelli nati negli ultimi decenni), selezionati tra quanti con più evidenza mettono in luce come il mondo artificiale di Internet stia spostando le frontiere della fede in modo talvolta ostile o talaltra favorevole allo sviluppo dell'energia spirituale. Affrontando i temi spirituali emergenti in unepoca ad elevata densità tecnologica, il libro-inchiesta affronta due tipi di organizzazioni religiose che si avvalgono di Internet:
Così, ad esempio, trattando delle aggregazioni di matrice cristiana non ci siamo soffermati sugli "storici" Testimoni di Geova o sui Mormoni, per concentrarci sui fenomeni emergenti delle comunità evangeliche hi teach, dei Promise Keeper, della setta senza ritorno capitanata da Koresh, dei nuovi profeti impegnati a spiare i segnali del prossimo Giudizio Universale, dei predicatori via etere. Insomma, il lettore troverà nel libro le storie di alcuni pionieri della spiritualità digitale. Vengono investigate avventure di illuminazioni e raggiri, approfonditi aneddoti col valore di testimonianza, scoperti personaggi così "eccessivi" da lasciarsi interrogare da un interprete sociale senza frapporre veli. Per esempio:
Il materiale empirico del libro-inchiesta risulta da due fonti. In primo luogo, è stato effettuato, presso il Centro di Documentazione di InnovaNet, un attento screening di oltre 50 mila articoli sull'innovazione sociale tratti da 164 testate di stampa (quotidiana e periodica, italiana ed estera) negli anni 1990-1998. A questo proposito, va notato come la spiritualità on line pervenga all'onore della cronaca quasi unicamente quando ci sono di mezzo suicidi di massa, plagi oppure truffe manifeste. Stampa e Tv stigmatizzano allora i "culti di Internet". Eppure la rete non é un luogo privilegiato di reclutamento delle sette distruttive più di un collegio universitario o un bar.
In secondo luogo, é stato compiuto un surfing di centinaia di ore su siti spirituali del WWW e su newsgroup religiosi. Riportiamo sempre gli indirizzi telematici delle home page trattate. Questo sia per citare la fonte oggetto di analisi, sia per offrire al lettore la possibilità di effettuare unesplorazione personale dei siti che giudica più interessanti.
Come il lettore rileverà, i "pescatori di anime" in rete si richiamano con inesauribile fantasia alle tradizioni culturali più disparate in campo storico e mitologico, teologico e liturgico, antropologico e scientifico. Talvolta le antiche radici sono fedelmente riciclate, talaltra liberamente interpretate. A volte sono arditamente mistificate, quando non addirittura spudoratamente inventate. Culti e movimenti sono riportati dal libro così come si presentano allattenzione di un internettista intento a navigare in rete : senza verificare la fedeltà alle fonti storiche di provvenienza e senza investigare "dietrologicamente" sulle tecniche falsificatorie o affabulatorie utilizzate in rapporto agli scenari dorigine. Pescatori di anime non intende dunque passare le home page del sacro al setaccio della "verità" storiche o dottrinaria ma costruire una prima mappa fenomenologica del grande magazzino (in buona parte inesplorato) della ciber-spiritualità.
Molti esempi sono tratti dai cyber-movimenti religiosi Usa. Questo perché gli Stati Uniti sono la madre, o la patria elettiva, di quasi tutti i nuovi culti di portata internazionale. Inoltre la civiltà elettronica é nata statunitense, sta procedendo statunitense e da statunitense domina il nostro mondo. Mentre le colonizzazioni basate sulla prepotenza politica e le armi sono sempre fallite, quelle che sono riuscite a espugnare la vita interiore dei colonizzati sono generalmente riuscite. Per esempio, l'India, paese indipendente da oltre cinquant'anni, conserva tuttora tracce profonde di cultura inglese. E il cyberspazio non é che un'avventura interiore.
D'altra parte, é pur vero che, se la musica sentita dai ragazzi italiani è prevalentemente statunitense, questo non ha tolto loro il gusto di ascoltare i cantautori nostrani. Nello stesso modo, non é detto che il cyber-spazio dei nuovi movimenti religiosi, essendo nato statunitense, debba per forza rimanere ancorato a quella cultura. Molte storie che abbiamo raccolto nel libro prefigurano una sorta di religione elettronica nazionale o europea. Forte di oltre quattrocento sette "ufficiali", l'Italia ha sempre meno da invidiare alla California, madrepatria conclamata delle iniziazioni esoteriche on line.
Marco Merlini
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