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Gesù al Palo : che croce!


TRATTO DA: "I testimoni di Geova non hanno la Bibbia", Lorenzo Minuti, Coletti a San Pietro, Roma, 1997. (pag. 103-110).

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        Passiamo ad un’altra ... iniziativa del Corpo Direttivo: Gesù non sarebbe morto in croce, ma su un palo verticale, al quale l’avrebbero inchiodato con due chiodi, uno per le mani e uno per i piedi. E così lo raffigurano nelle loro stampe (per esempio, a pagina l70 di "Potete vivere..."): nelle loro stampe degli ultimi 60 anni. Infatti, fino al 1928 anche i Testimoni di Geova sapevano che Gesù è morto crocifisso: fino al 1928 essi portavano un distintivo con croce e corona, e lo stesso simbolo figurava sulla copertina della rivista ufficiale "La Torre di Guardia".
Rutherford, secondo presidente della Watch Tower si è gloriato della croce (cfr. DOSSIER 80); e a pagina 114 del suo volume "L’Arpa di Dio", ha fatto rappresentare il tradizionale crocifisso. (Altrettanto ha pubblicato a p. 272 di "Creazione"). Inoltre a pagina 115 aveva scritto che la croce è "beneficio per tutta la razza umana", "la porta della vita e della felicità", "provvedimento meraviglioso di Geova", "perno a tutto il piano di Dio", "la più vitale all’uomo tra le dieci corde dell’arpa" (= le 10 verità fondamentali), per cui "l’importanza della croce non sarà mai esagerata" e (pagina 143) "la croce di Cristo è la grande verità centrale del piano divino, dal quale s’irradiano le speranze degli uomini".
        Ma quando Rutherford cambiò idea, allora egli stesso e tutti i suoi successori han fatto credere ai seguaci che la croce sarebbe un simbolo pagano: le acrobazie logiche e le furbesche citazioni a difesa di tale tesi danno subito un’idea della sua ... serietà. Del resto, come mai non se n’è accorto nessuno studioso serio? Come mai loro stessi se ne sono accorti così tardi, rimanendo ... "pagani" fino al 1928? Gli stessi membri del Corpo Direttivo ne devono esser poco convinti, dal momento che nel manuale "Ragioniamo ..." (pag. 85ss) danno subito grande rilievo al preteso "valore proprio" dei due termini greci (staurós, xýlon) tradotti "croce" da "quasi tutta la cristianità" (Perché "quasi"? Forse perché il Corpo Direttivo non vuol far apparire completamente isolati i propri malcapitati seguaci?).
        Circa il vocabolo staurós, insistono sul suo significato iniziale: "palo verticale"; ma chi non sa che – in tutte le lingue – i vocaboli assumono col tempo anche altri significati (=nuove accezioni)? Così "canzonare" nel 300 significava "comporre canzoni": oggi, chi lo usasse con siffatto valore non verrebbe da tutti ... canzonato? Così, ancora, il termine inglese "bazooka", il cui significato iniziale è "flauto", durante la seconda guerra mondiale ha indicato il "lanciarazzi anticarro": credete voi che gli inglesi, ascoltando i bollettini abbiano proprio capito che i loro soldati distruggessero i carri armati nemici col ... flauto? Non avranno subito pensato a una nuova accezione di "bazooka"? Ebbene, come sarebbe ridicolo o pretestuoso che uno, per evitare le conseguenze legali dell’aver CANZONATO altri o dell’averli ... avvicinati con un BAZOOKA, insistesse sul significato iniziale dei due vocaboli, così è altrettanto ridicolo e pretestuoso che il Corpo Direttivo (a pagina 85 di "Ragioniamo ..." e altrove) ripeta stancamente che all’inizio della letteratura greca ( = in Omero) staurós significò palo, palizzata; e che faccia finta di non sapere quanto è, invece, noto a tutti: che, cioè, nel millennio intercorso tra Omero e Gesù il vocabolo greco staurós – tra altri significati – ha preso anche quello di croce, come documentano tutti i buoni vocabolari greci. E, a proposito di vocabolari greci, il Corpo Direttivo ricorre spesso alla loro autorevolezza; ma giudicate voi stessi con quanta ... onestà lo abbia fatto nella citata pagina 85 di "Ragioniamo ...". Lì, per far credere che perfino l’autorevole vocabolario greco di Liddell e Scott neghi il significato di croce al vocabolo xýlon (che in Atti 5,30 e 10,39 indica il tipo di supplizio patito da Gesù), scrivono così: «Che dire dello strumento usato per mettere a morte il Figlio di Dio? E’ interessante che la Bib- bia usa anche il termine xýlon per identificare lo strumento usato. Il Dizionario illustrato greco-italiano di Liddell e Scott ne dà questa definizione: "Legno tagliato e pronto per l’uso, sia legna da ardere, sia legname da costruzione, ... pezzo di legno, tronco, trave, palo, ... bastone, clava, randello, ... trave a cui erano legati i malfattori" (Le Monnier, 1975, p. 875)».
        Avrete notato, per ben tre volte in così breve citazione, la presenza dei punti di sospensione i quali "secondo la comune prassi evidenziano chiaramente per il lettore che il testo è citato soltanto in alcune parti" (cfr. DOSSIER 88). Tenete ben presente quest’ultima affermazione tra virgolette: essa figura nella risposta data dalla Società Torre di Guardia alla editrice Le Monnier che, con lettera del 23/9/88, aveva così reagito contro quel modo di ... citare: "Tale citazione appare artatamente tagliata sopprimendo il termine ‘la Croce’, riportato tra le accezioni possibili, al fine di sostenere con l’autorevolezza del nostro nome e del nostro, assai apprezzato, dizionario, una vostra tesi teologica. (...) La Vostra citazione amputata ci fa, da un lato, apparire come sostenitori di una tesi teologica che, francamente, ci vede del tutto estranei e disinteressati, dato che lo scopo scientifico e didattico di un dizionario è tutt’altro. E d’altra parte, la medesima amputazione ci fa falsamente apparire sul piano lessicografico – che a noi interessa e ci riguarda –come incompleti e carenti. Siamo certi che vorrete con la massima tempestività ovviare al danno provocato alla nostra immagine e al nostro buon nome pubblicando sulla Vostra stampa, con la dovuta evidenza tipografica, una non equivoca dichiarazione riparatoria". Nella risposta (ne citiamo in neretto le parti da noi commentate) – del 19.10.88 – Valter Farneti, presidente della filiale italiana della Watch Tower, a quelle che dichiara "presunte incompletezze e scorrettezze nella citazione" contrappone che "Qualsiasi autore faccia riferimento alle definizioni di un dizionario segue la costante e corretta prassi di citare una o più accezioni che si uniformano all’argomento trattato" (Ebbene, l’accezione "la Croce, N.T." – indicata dal dizionario – non si uniforma puntualmente all’argomento trattato a pagina 85 di "Ragioniamo ..." ? Lì si tratta appunto di "identificare lo strumento usato per mettere a morte" Gesù, e per il quale strumento la Bibbia usa anche il termine "xylon". Quindi riportare quella accezione – "la Croce, N.T." – fa parte della "costante e corretta prassi" nel citare, prassi violata invece dalla Watch Tower), "senza avere l’obbligo di citarle tutte, anche quelle estranee al concetto esposto" (A chi si vuol far credere che l’accezione "la croce, N.T." – indicata nel dizionario di Liddell e Scott ma tralasciata dal Corpo Direttivo – sia "estranea al concetto esposto" in quella pagina 85? Chi ha scritto ciò pensava forse di rivolgersi all’uditorio ... docile di una "sala del regno"? A lui, del resto, si dovrebbe chiedere perché mai abbia riportato tante citazioni veramente "estranee al concetto esposto": cosa c’entrano, come aiutano a "identificare lo strumento usato" contro Gesù le accuratamente selezionate accezioni "Legno tagliato e pronto per l’uso, sia legna da ardere, sia legname da costruzione" e "bastone", clava, randello"?), "solo per non essere tacciato di scorrettezza" (Ma, a Brooklyn si saranno preoccupati di venir "tacciati di scorrettezza" da quanti, nelle accezioni "pezzo di legno, tronco, trave, palo" – riportate in quella pagina 85 – avrebbero riconosciuto proprio un subdolo tentativo di "orientare" pian piano il lettore verso la tesi geovista dell’esecuzione di Cristo ad un palo?).
        Poi, nella lettera di Valter Farneti, si sottolinea che "la citazione stessa contiene, per tre volte, i punti di sospensione che, secondo la comune prassi, evidenziano chiaramente per il lettore che il testo è citato soltanto in alcune parti" (A noi codesta abbondanza di "punti di sospensione" ricorda la sottile tattica geovista di abbondare in precisazioni inutili: anche nella citazione di cui trattiamo, l’abbondanza dei "punti di sospensione", ricorda con studiata insistenza al lettore "che il testo è citato soltanto in alcune parti" e lo spinge a credere "estranee al concetto esposto" le parti non citate; è come dire e ripetere al lettore: "Fidati di noi: abbiamo già scelto l’essenziale per questo caso. Non perder tempo a cercare per conto tuo: quanto abbiamo tralasciato non c’entra col nostro problema. Fidati!". E invece proprio chi ha impartato a non fidarsi dei "puntini di sospensione" usati dal Corpo Direttivo, scopre – con un rapido sguardo al Liddell-Scott – che a Brooklyn non hanno esitato a tralasciare proprio l’accezione "la Croce, N.T.": eppure essa, fa "identificare lo strumento usato" veramente contro Gesù: e proprio per questo risulta scomoda al Corpo Direttivo che l’ha semplicemente ... ignorata). Nel corso della lettera Valter Farneti continua così: "Sotto il profilo giuridico la nostra pubblicazione Ragioniamo facendo uso delle Scritture contiene tutti i dati richiesti dagli art. 65 e 70 della legge 22/4/1941 n.663 per identificare il vostro dizionario". Qui si mena il can per l’aia: non si tratta di carente identificazione del dizionario Liddell-Scott, nel qual caso forse la società Le Monnier, lungi dal lamentarsene, si sarebbe rallegrata e non avrebbe scritto: "Tale citazione appare artatamente ta- gliata sopprimendo il termine ‘la Croce’, riportato fra le accezioni possibili ..."). "Né la nostra citazione, ai sensi dell’art. 8 della legge 8/2/1948 n. 47, così come sostituito dall’art. 42 della legge 5/8/1981 n. 416, è contraria a verità in quanto riporta con precisione le parti citate dal Dizionario" (Anche qui si mena il can per l’aia, ricorrendo a leggi che non riguardano il caso specifico: a pagi- na 85 di "Ragioniamo ..." – con la omissione di "la Croce, N.T." – il Corpo Direttivo ha fatto dire a Liddell e a Scott esattamente il contrario di quanto figura nel loro dizionario. E così il Corpo Direttivo ha violato la calda raccomandazione che fa ai suoi seguaci a pagina 155 del suo "Manuale per la Scuola di Ministero Teocratico": Accertatevi che la vostra citazione riproduca esattamente il pensiero dell’autorità citata. Ecco: anche qui il Corpo Direttivo predica bene e razzola male! E razzola malissimo anche perché invoca a sua apparente difesa leggi di quello Stato che, secondo il suo stesso insegnamento, sarebbe parte dell’organizzazione di satana e destinato alla distruzione nella ... prossima imminente ... Armaghedon.
        Poi lo scrivente tenta di minimizzare ("Peraltro l’omissione da voi lamentata riguarda soltanto l’accezione II 3": carino quel "soltanto": guarda caso, si tratta proprio dell’unica accezione – "la Croce, N.T." – che dà fastidio al Corpo Direttivo, perché distrugge la sua tesi di un Gesù affisso al palo); e tenta anche di liquidare sbrigativamente l’accezione omessa "il cui contenuto, di natura evidentemente interpretativa, non può contrastare i vari significati lessicografici da noi citati" (Qui ci sarebbe da far molti rilievi; ma sottolineiamo almeno un boomerang: se la citazione "la Croce, N.T." fosse davvero "di natura evidentemente interpretativa" il Corpo Direttivo poteva tranquillamente riportarla giacché quella "evidenza" avrebbe illuminato ogni lettore. Inoltre, il solito can per l’aia: la Le Monnier non si è lamentata che il contenuto di "La Croce, N.T." contrasti i vari significati lessicografici citati. Ma con chi crede di trattare lo scrivente?). "A parte le suddette considerazioni, non siamo contrari alla pubblicazione del testo completo della voce xýlon in un prossimo numero del nostro periodico" (Sarebbe la "non equivoca dichiarazione riparatoria" chiesta dalla Le Monnier? – Ne tratteremo immediatamente). "Inoltre nel caso di una ristampa del nostro libro che peraltro non è destinato alla pubblica diffusione" (E’ un tentativo di minimizzare l’estensione del danno fatto alla Le Monnier?), "ma riservato per lo più ai nostri associati" ("Riservato" e "per lo più" vanno proprio d’accordo?), "non abbiamo nessuna difficoltà a eliminare la citazione del Vostro Dizionario e a sostituirla con brani tratti da altre fonti autorevoli per lo meno quanto la Vostra pubblicazione" (Che cortesia! E ... quale favoletta esopiana vi torna in mente?). "Se desiderate tale sostituzione potrete comunicarcelo" (Si usa proprio così a Brooklyn?). Ed ecco la davvero incredibile finale. "E’ stata per noi una spiacevole sorpresa constatare che la mancanza di obiettività della Vostra comunicazione non corrisponde alla opinione che avevamo della Vostra Casa. Evidentemente" (Qui l’evidenza è senz’altro da ammettere!) "non vi è interessato che centinaia di Vostri dizionari siano stati acquistati dalle oltre 2500 nostre Comunità, ognuna delle quali dispone di una biblioteca. A volte cedere alle pressioni esterne danneggia i propri interessi". La ... cortesia e soprattutto la ... "evidenza" di quest’ultima frase non saranno un problema per quanti sanno che se uno non vuol riconoscere il proprio torto si butta avanti proprio per non cadere indietro; e se non ha più nulla da perdere giunge perfino a rivolgere agli offesi le accuse che lui stesso merita. Proprio – e soltanto! – la Le Monnier, offesa e danneggiata dalla disonesta citazione, avrebbe potuto sottolineare la sua "spiacevole sorpresa" di aver sbagliato nella "opinione" che aveva circa la collega società editrice Watch Tower: e invece, ancora una volta, il solito "bove dice...". Per le due ultime frasi cosa c’è di più indovinato della secca replica della Le Monnier? "... non siamo in vendita dietro un acquisto di copie" del dizionario! E "riportare per intero e non amputato un passo non ci pare proprio nocivo per l’obiettività né segno di soggezione a pressioni esterne"! E ancora: «... è lecito citare il pensiero altrui con tutte quelle omissioni che non ne alterano la sostanza, che non portano a significati diversi o, peggio, contrari. La frase "Caio non è un criminale" non si può citare nella forma: "Caio (...) è un criminale"». (Come dire "Chi ha orecchie per intendere intenda"? [Nota nostra]). «Ora, grosso modo, questo è stato fatto dalla Vostra pubblicazione, che svolgeva il seguente ragionamento: Cristo fu appeso ad una trave e non a una croce, infatti xýlon significa trave e non croce, come conferma anche il Liddell-Scott. (Segue la citazione incompleta, da cui è stata proprio tolta l’accezione "la Croce, N.T." [N.T. Nuovo Testamento])». Evviva la chiarezza! E che croce per la tanto esaltata immagine della Watch Tower! Nel cui quartier generale quale sapore pensate voi avranno avuto "i più distinti saluti" con cui la Le Monnier ha concluso la sua replica?

 

                              Prof. Lorenzo Minuti

 


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