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Serata sulle sette, utile e misurata.

Tratto da Avvenire del 17 Maggio 1998 (pag. 23)


    Sette, una parola che a molti fa paura. E che, l'altra sera, ha fatto diventare più cauto e misurato del solito perfino un uomo navigato come Maurizio Costanzo. Al suo «Costanzo Show», in onda su Canale 5, si parlava infatti di sette e nuovi movimenti religiosi. Il tutto con ospiti qualificati come monsignor Lorenzo Minuti, presidente del Gris (gruppo di ricerca e di informazione sulle sette), Massimo lntrovigne sociologo e direttore del Centro studi sulle nuove religioni, Fabio Amicarelli portavoce della Chiesa di Scientology , Massimo Polidoro, responsabile delle indagini del Cicap (comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale), Stefano Zecchi, docente di estetica all'Università di Milano e Marzio Forgione, presentatosi come sovrano gran Maestro visibile dell'ordine del Tempio della via della luce.

    A dare lo spunto alla puntata è stato il recente rapporto dei Viminale sulle sette e i movimenti pseudoreligiosi in Italia. Un mondo, spesso sommerso, che conta oltre 80.000 adepti divisi in più di 137 gruppi. Una stima per difetto, secondo il Cesnur. Il quale ha calcolato che gli aderenti a vario titolo a sette e culti non tradizionali sono circa un milione. Con un giro d’affari di circa 1.000 miliardi.

    Impossibile, ovviamente, dipanare in un’unica trasmissione una matassa così intricata. Eppure il «Costanzo Show» dell'altra sera ha spiegato molto anche a chi era completamente digiuno della materia. Eloquentissimi, per esempio, sono stati i silenzi e le non risposte di Marzio Forgione dell’ordine del Tempio della via della luce ("deve avere ben pochi adepti- gli ha detto Costanzo- se non ha nemmeno voglia di dirci quanti sono"). La sua proposta, poi, era così astrusa da meritargli le uniche battute sarcastiche pronunciate nella serata da Costanzo.

    Critiche severe ma rispettose sono state invece mosse dagli ospiti a Fabio Amicarelli, portavoce della chiesa di Scientology (in Italia ha 41 sedi e 7000 aderenti). Il quale, con l’aria più dell’addetto stampa di una multinazionale che non del portavoce di una Chiesa, ha risposto anche a quelle più severe (di mons. Minuti e di Zecchi) con fare conciliante : «Non sono d'accordo, ma rispetto la vostra opinione... Se all'interno della nostra chiesa qualcuno ha sbagliato, è giusto che paghi ... ». Dopo meno di mezz'ora era chiaro a tutti quale fosse il suo obbiettivo: far dimenticare i procedimenti penali a carico della sua organizzazione e dimostrare che Scientology è una chiesa nomale,. che non ha nulla a che vedere con certe sette e certi movimenti che fanno paura ai più. Ecco : in questo senso il «Costanzo Show» dell’altra sera, oltre che essere equilibrato. È stato davvero utile. Ci ha mostrato l'abissale distanza tra le religioni, soprattutto quelle monoteiste, e le "nuove religioni", ma anche le due facce più pericolose di quest'ultime: il presappochismo di sette come quella del Tempio della via della luce e la furbizia manageriale di organizzazioni come Scientology. Il loro comune denominatore? Dare risposte immediate anche se false ai bisogni spirituali di uomini che nemmeno in questo campo sembrano più disposti a fare fatica.

                                                         GIGIO RANCILIO


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