HOME INFO ARTICOLI LIBRI LINKS NEWS

 

SPEZZA COSI’ LE CATENE DI UNA SETTA

Tratto da SALVE - Ottobre 1999, p.8/9


salve ottobre 1999.jpg (47207 byte)

I culti estremi crescono. Coinvolgendo un numero sempre maggiore di persone.
Ma essere mentalmente liberi non è una missione impossibile.

 

    Si propongono come fari nelle nebbie della vita. Ti offrono affetto. Attenzione. Ti assicurano un più alto senso dell'esistenza. Rapporti sinceri e una salute migliore (perché se la mente è soddisfatta anche il corpo ci guadagna). In cambio chiedono che tu ti unisca a loro. E che rinunci alla tua autonomia di giudizio …
    Le sette sono una diffusa realtà che per alcuni può rivelarsi un'interessante esperienza culturale ed esistenziale, per altri una malattia distruttiva.

    "Tutto dipende dalla solidità psichica della persona che entra nelle file di un movimento settario", commenta il professor Claudio Risé, psicoanalista e docente di polemologia a Trieste (nonché autore del libro Diventa te stesso, della Red Edizioni). "Voglio dire: la persona che decide di avvicinarsi a un culto dovrebbe per prima cosa sondare la propria capacità di critica, verificare insomma la personale facoltà di giudicare le cose. Soltanto armati di un forte senso del "sé" si è in grado di sperimentare con piena padronanza e senza pesanti strascichi le profonde suggestioni (che a volte prendono le forme di vera e propria violenza psichica) vissute all'interno della setta. Al contrario, la fragilità della mente e soprattutto il bisogno di conferme esterne aprono le porte a ogni sorta di rischio, dall'estorsione di denaro fino alla manipolazione della personalità. E l'individuo può ritrovarsi ridotto all'obbedienza, del tutto dipendente dal Maestro e dai suoi seguaci". Quali consigli, allora, per non farsi "fagocitare" da queste pseudofamiglie, per riuscire a essere Mentalmente liberi (come recita il libro dello psicologo Steven Hassan - appena pubblicato da Avverbi Edizioni - proprio dedicato al fenomeno dei "culti distruttivi")?

  • "Innanzitutto, come dicevo, è fondamentale mantenere sana e vitale la propria autonomia di giudizio: quindi, "allarme rosso" allorché, ai primi contatti con la setta, questa ci chiede di dare il nostro cervello "all'ammasso" e di rinunciare a esprimere pareri sul suo operato".
  • "Bisogna poi evitare di entrare in una setta per ragioni terapeutiche, cioè quando "si sta male", quando si è preda di un malessere interiore che ci porta ad abbandonarci incautamente nelle di qualche guru improvvisato"
salve 10-99 riquadro.jpg (67420 byte)
  • "Altro punto da tenere presente: il tipo di azioni che hanno luogo nel gruppo. Nel senso che un atto socialmente inaccettabile e dannoso alle persone non può acquistare un valore positivo solo perché ammesso dalla setta e dal suo capo. Anche qui è il nostro spirito critico che deve tenere alta la guardia".
  • "E infine non sottovaluterei il contenuto dei sogni: se questi non sono sereni, se ci angosciano e ci spingono al risveglio … be’, non è mai un buon segno". Evidentemente qualcosa ci turba. Un "grido d'allarme" dal profondo che ci dice come quella nostra affiliazione alla setta non sia stata proprio una gran bella idea.

                                            
                                                                 Edoardo Rosati

 

  M E N U    N O    F R A M E

ENGLISH | HOME | INFORMAZIONI | ARTICOLI | LIBRI | LINKS | NEWS | FRANÇAIS

EMAIL GRIS DI ROMA