| LA STAMPA CATTOLICA PER VIA TELEMATICA |
Miracolo telematico. Il mese scorso
l"Osservatore romano" pubblicava un messaggio di posta elettronica di tale
fratel Epis, cappuccino missionario in Amazzonia che esprimeva tutta la sua gioia per aver
trovato il giornale della Santa Sede "in tempo reale anche nella grande foresta
amazzonica!" Il "miracolo" è stato reso possibile, naturalmente, dalla
rete mondiale Internet, che al Sito www.vatican.va/news/services/or/home.ita.html permette
di consultare il giornale vaticano in tutto il mondo, già qualche ora prima della sua
distribuzione nelle edicole. La email informava anche come la missione abbia ricevuto da
poco "la grazia" di entrare in rete, malgrado i costi e le difficoltà di
collegamento (il fornitore di accesso dista 1500 chilometri), cosicchè ogni mattina è
possibile scaricare gli articoli più importanti, stamparli e diffonderli presso i membri
della comunità. La grande evidenza data alla notizia - in prima pagina e con una
fotografia della home page del sito - è uno dei tanti sintomi dellattenzione con
cui la Chiesa di Roma segue levoluzione delle nuove tecnologie informatiche e della
comunicazione, considerate sempre più come strumenti indispensabili per
levangelizzazione del prossimo millennio.
Altro giornale che si può leggere in rete è "Avvenire", il
quotidiano dei vescovi italiani, che i suoi lettori elogiano via e-mail per
linnovativa scelta. Anzi, lo stesso giorno della lettera di Fratel Epis,
"Avvenire" pubblicava su otto colonne, con leloquente titolo
"Internet, la via delle sorprese", la missiva di una lettrice che rivelava di
avere scoperto in rete il sito di un monastero di clausura
(www.casentino.net/monasterodomenicane). Dopo il primo momento di sorpresa, la navigatrice
ha iniziato con le pie monache una corrispondenza, divenuta con il tempo sempre più fitta
e sfociata in unamicizia dapprima solo virtuale e poi anche reale, quando la
cibernauta ha conosciuto le monache ed è stata ospitata nella quiete del loro monastero,
nel verde della Toscana.
Le vie del Web. Nel commentare la lettera, il direttore
evidenziava la "potenzialità formidabile" che possono rappresentare i moderni
strumenti di comunicazione quando siano valorizzati "al servizio degli ideali più
alti". Anche la virtualità telematica, sovente alla base di vere e proprie malattie
di estraneazione dalla vita reale, viene rivalutata in quanto può, " se ben gestita,
essere mezzo per stringere legami, un veicolo che alimenta un rapporto umano
intenso". Nel caso delle suore di clausura, lo spazio virtuale è diventato
addirittura la premessa per la costituzione di una comunità che, " proprio perché
tale, ha dimostrato di non poter rimanere confinata su linee telefoniche, tastiere e
monitor". Insomma, siamo al ribaltamento del celebre slogan di Marshall McLuhan
"il mezzo è il messaggio", dato che nella corrispondenza con il monastero il
messaggio "si è impossessato del mezzo, lo ha reintegrato rispetto ad un uso troppo
banale, lo ha esaltato e fatto brillare".
A questo punto non sorprende più di tanto la notizia, di qualche
giorno posteriore, che un parroco di Rimini si è guadagnato una citazione nel Guiness
dei primati per essere stato il primo ad avere messo in rete la Messa (www.diocesi.rimini.it),
venendo così incontro alle esigenze di chi non ha tempo o possibilità di recarsi in
chiesa. Certo, si tratta per il momento di una versione "testuale" del rito, ma
in compenso il sito offre per approfondimenti dottrinali e per la diffusione di un
notiziario parrocchiale. Come dire che le vie del Signore sono ... anche telematiche.
Angelo Gallippi