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LA STAMPA CATTOLICA PER VIA TELEMATICA

Tratto dal Secolo d'Italia del 23 Settembre 1999 (pag. 17) - BIT & POLIS


    Miracolo telematico. Il mese scorso l’"Osservatore romano" pubblicava un messaggio di posta elettronica di tale fratel Epis, cappuccino missionario in Amazzonia che esprimeva tutta la sua gioia per aver trovato il giornale della Santa Sede "in tempo reale anche nella grande foresta amazzonica!" Il "miracolo" è stato reso possibile, naturalmente, dalla rete mondiale Internet, che al Sito www.vatican.va/news/services/or/home.ita.html permette di consultare il giornale vaticano in tutto il mondo, già qualche ora prima della sua distribuzione nelle edicole. La email informava anche come la missione abbia ricevuto da poco "la grazia" di entrare in rete, malgrado i costi e le difficoltà di collegamento (il fornitore di accesso dista 1500 chilometri), cosicchè ogni mattina è possibile scaricare gli articoli più importanti, stamparli e diffonderli presso i membri della comunità. La grande evidenza data alla notizia - in prima pagina e con una fotografia della home page del sito - è uno dei tanti sintomi dell’attenzione con cui la Chiesa di Roma segue l’evoluzione delle nuove tecnologie informatiche e della comunicazione, considerate sempre più come strumenti indispensabili per l’evangelizzazione del prossimo millennio.
    Altro giornale che si può leggere in rete è "Avvenire", il quotidiano dei vescovi italiani, che i suoi lettori elogiano via e-mail per l’innovativa scelta. Anzi, lo stesso giorno della lettera di Fratel Epis, "Avvenire" pubblicava su otto colonne, con l’eloquente titolo "Internet, la via delle sorprese", la missiva di una lettrice che rivelava di avere scoperto in rete il sito di un monastero di clausura (www.casentino.net/monasterodomenicane). Dopo il primo momento di sorpresa, la navigatrice ha iniziato con le pie monache una corrispondenza, divenuta con il tempo sempre più fitta e sfociata in un’amicizia dapprima solo virtuale e poi anche reale, quando la cibernauta ha conosciuto le monache ed è stata ospitata nella quiete del loro monastero, nel verde della Toscana.
   Le vie del Web. Nel commentare la lettera, il direttore evidenziava la "potenzialità formidabile" che possono rappresentare i moderni strumenti di comunicazione quando siano valorizzati "al servizio degli ideali più alti". Anche la virtualità telematica, sovente alla base di vere e proprie malattie di estraneazione dalla vita reale, viene rivalutata in quanto può, " se ben gestita, essere mezzo per stringere legami, un veicolo che alimenta un rapporto umano intenso". Nel caso delle suore di clausura, lo spazio virtuale è diventato addirittura la premessa per la costituzione di una comunità che, " proprio perché tale, ha dimostrato di non poter rimanere confinata su linee telefoniche, tastiere e monitor". Insomma, siamo al ribaltamento del celebre slogan di Marshall McLuhan "il mezzo è il messaggio", dato che nella corrispondenza con il monastero il messaggio "si è impossessato del mezzo, lo ha reintegrato rispetto ad un uso troppo banale, lo ha esaltato e fatto brillare".
    A questo punto non sorprende più di tanto la notizia, di qualche giorno posteriore, che un parroco di Rimini si è guadagnato una citazione nel Guiness dei primati per essere stato il primo ad avere messo in rete la Messa (www.diocesi.rimini.it), venendo così incontro alle esigenze di chi non ha tempo o possibilità di recarsi in chiesa. Certo, si tratta per il momento di una versione "testuale" del rito, ma in compenso il sito offre per approfondimenti dottrinali e per la diffusione di un notiziario parrocchiale. Come dire che le vie del Signore sono ... anche telematiche.

 

                                             Angelo Gallippi

 

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