INTRODUZIONE
Quella di Di Fiorino è un'impresa che porta frutti rilevanti in un settore dimenticato dagli psichiatri. Da alcuni anni l'autore ha sistematicamente esplorato un ramo della psichiatria che, soprattutto in Italia, era stato erroneamente dimenticato. Gli studi, le ricerche, i congressi interdisciplinari che sono stati organizzati in questi anni hanno permesso di accumulare un corpo di conoscenze, di esperienze, e soprattutto di osservazioni cliniche impressionante che ha permesso all'autore di sistemare la materia con completezza e autorevolezza. Quest'ultima fatica mostra il consueto, alto livello qualitativo cui si uniscono sapientemente nuovi studi e osservazioni che permettono di fornire al lettore un utile strumento per acquisire valide competenze nel settore.
L'illusione comunitaria fornisce una chiave di lettura trasversale di varie forme di esperienze e progetti comunitari. Dall'Illuminismo a Scientology, Di Fiorino è capace di rinvenire il filo rosso che lega le utopie comunitarie con le sètte e le nuove religioni più controverse.
Proprio questa lettura trasversale dei fenomeni comunitari, delle sètte e di religioni New Age fa della sofisticata monografia di Di Fiorino uno strumento irrinunciabile per una comprensione di alcuni dei più rilevanti fenomeni della tumultuosa società contemporanea. Le comunità terapeutiche vengono confrontate con le sètte e sono lette in un controluce storico e antropologico che ne illumina legami segreti e aspetti finora sfuggiti ai più.
L'autore delinea l'ispirazione illuministica e poi positivista di grandi istituzioni comunitarie, esamina le vicissitudini storiche del manicomio dalle origini fino all'Antipsichiatria. Le comunità terapeutiche sono prese in considerazione come una nuova forma istituzionale che prende il posto del Manicomio dopo le esperienze di deistituzionalizzazione riproponendo i medesimi ideali. Ma le comunità possono essere anche "comunità chiuse" e operare per mezzo di pratiche volte più o meno esplicitamente al "lavaggio del cervello" trasformandosi in truci istituzioni totali. Come ebbe ad affermare Tom Main, <il pericolo delle società organizzate è che la conoscenza e le capacità che hanno contribuito alla loro creazione, da generazione in generazione, possano cessare di essere usate per un rafforzamento dell'Io e invece vengano usate per restringere le capacità dell'Io attraverso pratiche di idolizzazione, di credenze e di procedure che una volta venivano considerate idee>.
Questo pericolo lo osserviamo nella trasformazione delle scuole di psicoanalisi e psicoterapia in piccole sètte che venerano i reciproci Schibboleth e attuano una chiusura paranoide nei confronti di qualsiasi progresso, oppure nelle comunità terapeutiche autoritarie che sostituiscono la schiavitù della droga con la schiavitù tout court dell'istituzione totale.
Di grande interesse, e non solo per lo studioso, pare l'indagine comparativa effettuata brillantemente da Di Fiorino della comunità agreste degli Amish negli USA, del movimento Hare Krishna orientato a diffondere una forma di induismo in Occidente e di Scientology, la sètta spesso al centro delle polemiche per le indagini volte ad accertare violazioni dei diritti umani.
Marco Casonato
Direttore di "Psicoterapia"
Università di Urbino, 1998.