MEDICINAE RATIONALIS SYSTEMATICAE
Tomi quarti, Quo speciali Morborum pathologia, & huic superstructa solida
therapia cum medendi Methodo, cautelis Clinicis, & Morborum enarrationibus
adjuncta Epicrifi, exhibentur
Pars quarta
DOCTRINAM MORBORUM
Ex viscerum labe partiumque solidarum atonia perspicua & demonstrativa methodo tradens.
VENETIIS, MDCCXLV
Ex Typographia Balleoniana. Superiorum permissu, ac privilegio
Caput. VIII
DE DELIRIO MELANCHOLICO ET MANIACO
Theses pathologicae.
Melanchololia & mania gradu
tantum differunt.
Haud paucos fore arbitror, qui mirabuntur, me affectus, qui natura & symptomatibus plane dissimiles videntur, in uno capite pertractandos sumsisse, & ad unam retulisse speciem. Attentiori vero usu & bservatione duscimus, utrum morborum ex una eadem origine & causa continente, videlicet nimio sanguinis ad imbecille cerebrum appulsu, suboriri, & nisi gradu ac invasionis tempore variare, adeo ut melancholia pro morbo primario, mania vero pro ejus exacerbatione & effectu accidentali habeatur rectissime. Id quod etiam quam optime Medicorum agnoverunt veteres. Hinc TRALLIANUS lib.I cap. 16. Nihil aliud esse maniam prodidit, quam melancholiam ad majorem gradum redactam, ut propter tam arctam connexionem facillime ex uno morbo in alterum fiat transitus. ARETAEUS Lib.3.cap 5. melancholiam maniae initium & originem esse, illamque incremento magis quam alia causa in furore prolabi perhibet. Quam conspirationem etiam quotidianam & attentior confirmat observatio, cum melancholici, praesertim si morbus inveteratus fuerit, perfacile in maniam incidunt, qua cessante melancholia rursus sese prodit, licet postea per certas periodos furor revertatur. Neque admodum diversa est ipsa medendi ratio: quicumque enim consilio & arte causam melancholiae propiorem vel levare vel tollere recte didicit medicus, ad maniam quoque vel avertandam vel sanandam admodum existit idoneus.
IL DELIRIO MELANCOLICO E MANIACALE
Tesi patologiche.
I. Melancolia e mania differiscono solo per l'intensità
Osservo che non sono pochi a meravigliarsi che malattie, che sembrano per natura e sintomi chiaramente dissimili, debbano essere considerate in un solo capitolo e ricondotte ad un'unica varietà. In realtà impariamo ad un più attento impiego e osservazione che entrambe queste malattie sono determinate da una stessa origine e causa che le riunisce, naturalmente dal troppo afflusso di sangue ad un cervello debole e non varia se non per il grado ed il tempo dell'invasione, cosicchè si ha molto giustamente la melancolia come morbo primario e la mania come esacerbazione di questa e per effetto accidentale. Questo è anche quello che in maniera ottima avevano riconosciuto gli antichi medici.
Di qui TRALLIANO (Lib. I, cap. 16) affermò che la mania non è altro che la melancolia portata ad un grado maggiore, perchè a causa di una tanto stretta connessione molto facilmente avviene il passaggio da una malattia all'altra.
ARETEO (Lib. 3, cap. 5) scrisse che la melancolia costituisce l'inizio e l'origine della mania, e che per incremento più che per altra causa quella viene spinta all'eccitamento.
Questo accordo è confermato da una quotidiana e alquanto attenta osservazione, quando i melancolici, soprattutto se la malattia è inveterata, molto facilmente cadono in mania, cessando la quale si ripresenta di nuovo la melancolia, è possibile poi che per certi periodi ritorni l'eccitamento. Ne è molto differente il modo di curare, a chiunque infatti il medico si rivolga con consiglio e arte a levare giustamente la causa più vicina della melancolia, nello stesso modo è idoneo ad allontanare la mania.
Joannis
Fernelii
Universa Medicina Geneva Apud Iacobum Chouet, XDCXLIIII
Pathol. l. I. cap 3 , pag. 3
"La dottrina delle febbri è affatto galenica. Dal mesenterio derivano le diarree biliose, le dissenterie, la melancolia,la cachessia,la consunzione e tutte le febbri lente."