PREFAZIONE
"Condorcet pretende che sia l'uomo a perfezionare la società, ed io sostengo al contrario che è soltanto la società a perfezionare l'uomo, come essere intellettuale e fisico."
Claude H. de Rouvroy, conte di Saint-Simon.
"L'uomo, per il fatto di essere contemporaneamente morale e corrotto, giusto nell'intelligenza e perverso nella volontà, deve necessariamente essere governato; altrimenti sarebbe nello stesso tempo socievole e non socievole e la società sarebbe nello stesso tempo necessaria e impossibile".
Joseph de Maistre, Du Pape, 1819.
I due porcospini di Schopenhauer se rimangono lontani hanno freddo, ma se si avvicinano troppo sentono gli aculei conficcarsi nelle carni.
L'apologo, piuttosto pessimistico, richiama da un lato la natura sociale dell'uomo, che non sopporta la solitudine (Vae soli) (1) e ricerca il calore degli affetti, ma dall'altro anche l'estrema problematicità dei rapporti. Il rischio di ferirsi è sempre presente, quando non si rispetta troppo la distanza.
La carenza di norme di riferimento a livello sociale (l'anomia di Durkheim) produce effetti di disintegrazione e dissoluzione per le comunità come per gli individui (1).
L'idea di questo libro mi è venuta a Leopoli nell'autunno scorso. Al mattino avevo svolto una lezione, nella Clinica psichiatrica, sulle radici culturali della legge italiana di riforma psichiatrica. In serata la Società dei Medici Cattolici Ucraina mi aveva invitato a tenere una conferenza sul lavaggio del cervello nelle sette religiose, in una suggestiva villa di inizio secolo, non lontana dal palazzetto di Leopold von Sacher-Masoch.
Il succedersi di questi due appuntamenti e le sollecitazioni ricevute negli interventi e nelle domande dei colleghi ucraini mi hanno fatto riflettere sul filo rosso che lega la costruzione di "comunità artificiali" solo apparentemente lontane: i manicomi visti con gli occhi degli illuministi, le "comuni" antipsichiatriche e le società settarie. In primo piano è sempre l'illusione, di matrice utopistica, di cambiare l'uomo per inverare costruzioni ideologiche.
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(1) Guai a chi è solo. Eccle. 4,10.
Leopoli, dicembre 1997